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A Induno Olona

Il Business Plan fallo con noi
A Induno Olona

foto_business_plan_officina_ideeIl cerchio si chiuderà giovedì 29 novembre, alle 18.30, al Comune di Induno Olona in via Porro 35. Dopo averci parlato di nuovi modelli organizzativi (l’8 novembre a Castiglione Olona) e della Multifactory di Mantova come esempio di modello di economia collaborativa per la crescita di professionisti e Pmi, Giulio Focardi (specializzato nei modelli formativo/ organizzativi dell’azienda) e Lorenza Salati (antropologa specialista nella costruzione di comunità tra pari) il 29 novembre – per il ciclo “Officina delle Idee” – passeranno dalla teoria alla pratica affrontando lo strumento del Business Plan all’interno dell’economia di comunità.
Perché proprio questi nuovi modelli economici – economia di comunità ed economia collaborativa – per essere utili devono essere declinati sotto forma di strumenti da applicare nella pratica quotidiana. E per applicarli in modo funzionale, per dare forza tanto all’impresa in quanto realtà individuale quanto all’imprenditore nel ruolo di attore e testimone di un’economia fondata sulla collaborazione con altri soggetti, il Business Plan si rivela indispensabile per progettare, pianificare, organizzare e gestire la propria attività. Allora lo strumento deve essere prima di tutto chiaro (un piano enigmatico solleverebbe diversi dubbi), completo (niente deve essere lasciato al caso) e convincente, perché il Business Plan deve presentare la propria azienda anche a chi potrebbe sostenerla e finanziarla.

A INDUNO, IL BUSINESS PLAN LO FACCIAMO IN TEMPO REALE
Conoscere i meccanismi che fanno funzionare un Business Plan è fondamentale: solo dopo averci messo la testa, infatti, si potrà procedere con la sua sperimentazione pratica. Su questo si concentreranno i due docenti nell’arco della serata di giovedì 29 novembre: appresi ormai i fondamenti dell’economia di comunità, acquisiti i punti di forza e i vantaggi di un modello organizzativo che sostiene tanto la creatività e il dinamismo delle micro, piccole e medie imprese quanto di quelle più grosse (che di questa flessibilità ne fanno tesoro aprendo esperienze di sperimentazione proprio all’interno delle multifactory), si passerà all’utilizzo delle nozioni sotto forma di casi-studio imprenditoriali. Casi reali, ovviamente, perché il Business Plan verrà costruito proprio sui progetti di impresa di coloro che hanno partecipato agli incontri dell’8 e del 15 novembre così come di chi sarà presente il 29 novembre a Induno Olona. Attraverso un percorso guidato, infatti, ciascuno potrà impostare il Business Plan della propria impresa basandolo sui principi dell’economia partecipativa e dell’economia di comunità, immaginando un sistema-azienda coerente e un modello di business efficace.

L’IDEA NON BASTA SE IL BUSINESS NON E’ SOSTENIBILE
L’economia collaborativa è un modello che permette di sfruttare asset imprenditoriali non sempre così utilizzati, di ottimizzare le risorse e di diffondere buone pratiche partecipative all’interno dell’azienda. Però non si deve dimenticare che l’impresa si deve basare su un progetto economicamente sostenibile, prima di tutto per le tasche dell’imprenditore. Il Business Plan serve a questo: per definire strategie, obiettivi, processi, azioni in grado di presentare la propria attività in tutte le sue potenzialità, ovviamente anche economico-finanziarie. Ma in uno strumento rivolto ad un’impresa impegnata nell’economia di comunità, qualcosa cambia: per esempio la visione e le prospettive dell’imprenditore, e alcune voci del Business Plan più legate alla collaborazione con altre imprese e agli spazi condivisi.

IL BUSINESS PLAN IN SINTESI
Senza contenuti non c’è Business Plan. E questi contenuti devono essere molteplici per comunicare un’idea di impresa la più possibile pianificata. Dunque si deve partire dalla descrizione del progetto per poi passare alla forma giuridica dell’impresa, alla presentazione degli attori coinvolti (non solo imprenditore e management ma anche eventuali soci) e alla progettazione della struttura organizzativa (numero dei dipendenti, tipologie contrattuali, strumenti di sviluppo delle competenze). Ma tutto questo è solo una piccola parte: c’è l’analisi del mercato (o dei mercati) e del contesto competitivo, la definizione di un piano marketing, il posizionamento strategico dell’attività, la definizione del piano operativo e di quello di fattibilità economico-finanziaria a medio-lungo termine. E in ultimo la redditività del progetto e i principali fattori di rischio. Da non dimenticare: il Business Plan funziona meglio se corredato da qualche simulazione.

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