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Moratoria Pmi, Pacchetto Famiglia e tax planning: sarà un 2019 fantastico

foto_moratoriaABI SULLA MORATORIA ALLE PMI
E’ stato sottoscritto ieri, tra l’Abi e le organizzazioni imprenditoriali (compresa Rete Imprese Italia, della quale fa parte anche Confartigianato Imprese), l’accordo per una moratoria sui finanziamenti alle Pmi considerate nell’accezione europea: con meno di 250 dipendenti e un fatturato inferiore ai 50 milioni. Le aziende avranno la possibilità di sospendere e allungare i finanziamenti a medio e lungo termine anche per il 2019 e il 2020. In sintesi, l’accordo porta alla sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti per un anno, con un aumento del tasso d’interesse al massimo di 60 punti base rispetto a quello previsto dal contratto originario. Inoltre, la sospensione si applicherà anche ai finanziamenti perfezionati con operazioni di leasing. Le banche si impegnano a rispondere entro 30 giorni. Per l’allungamento, invece, si prevede che l’estensione della durata del finanziamento possa arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Nell’intesa, si sottolinea che entro il primo trimestre del 2019 dovrà essere messo a punto un documento sulle misure più adatte per sostenere lo sviluppo dei finanziamenti alle imprese. Sotto i riflettori: il Fondo di garanzia, lo sviluppo di garanzie private, l’ottimizzazione dei fondi europei, le iniziative per migliorare l’accesso al credito, il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese e il livello di patrimonializzazione.

LA FATTURA ELETTRONICA E’ SOLO IL PRIMO PASSO
Paolo Savini, vicedirettore dell’Agenzia delle entrate, ieri ha rassicurato i dottori commercialisti e i consulenti del lavoro in occasione del videoforum sulla fattura elettronica organizzato dal quotidiano Italia Oggi: «Con lo spesometro il sistema ha retto un miliardo e mezzo di dati concentrati. I volumi della fattura elettronica saranno più o meno gli stessi: 1,8 miliardi di fatture, ma diluite con dei picchi nell’anno solare». Le sedi collegate erano 108, i professionisti 10mila, più di 8mila online (da casa o da studio). Ma il calendario degli adempimenti fiscali che coinvolgerà i professionisti, non si ferma qui. Oltre la fattura elettronica, ci saranno: la trasmissione telematica dei corrispettivi per le aziende con volume d’affari superiore ai 400mila euro entro il 1° luglio 2019 e dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri; la tracciabilità di tutti i pagamenti (che non è non obbligatoria ma prevede un sistema premiale). Infine, al termine di questo percorso l’Agenzia delle entrate predisporrà tutte le liquidazioni Iva periodiche e, successivamente, le dichiarazioni annuali Iva e gli F24 con i pagamenti delle imposte.

PACCHETTO FAMIGLIA
Nella manovra del governo spunta un “pacchetto famiglia”: 444 milioni di euro destinati a detrazioni, agevolazioni e stanziamenti. In ordine: il bonus bebè ci sarà ancora e la dotazione sarà aumentata di 44 milioni di euro. Nel dettaglio: nel primo anno di vita del bambino il contributo è di 1.920 euro (160 euro al mese) per le famiglie con Isee al di sotto dei 7mila euro. Per i nuclei con Isee tra i 7 e i 25mila euro il bonus è invece di 80 euro al mese (960 euro totali). L’assegno aumenta del 20% per ogni figlio successivo al primo. Rifinanziato anche il voucher baby sitting, per 50 milioni e previsti 40 milioni per il congedo di 4 giorni per i padri. La detrazione fiscale per i figli disabili sale a 800 euro. Un emendamento introduce l’Iva agevolato al 5% sui pannolini e prodotti per l’igiene di donne e anziani, e il bonus di 500 euro a chi rottama la propria auto e acquista una bici o si abbona al trasporto pubblico locale.

DECRETO E PACE FISCALE
La Guardia di Finanza potrà accedere all’anagrafe dei rapporti finanziari senza più avere l’ok dalla magistratura, mentre nella pace fiscale scompare la dichiarazione integrativa e sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato. Per gli evasori non ci sarà il carcere.

TAX PLANNING IN SVIZZERA
La Confederazione adegua il proprio diritto sulla tassazione delle imprese ai requisiti internazionali. Dal 2019, infatti, per le imprese che scelgono la Svizzera come loro sede legale non ci sarà più alcun vantaggio fiscale. Questo sarà valido tanto per le società principali (le regole svizzere dicono che se la società principale si trova su territorio elvetico, una parte dell’utile netto realizzato viene esentato dalla tassazione in Svizzera) quanto per le Swiss finance branch (strutture finanziarie d’impresa svizzere di una società estera, responsabili della concessione dei prestiti infragruppo).

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