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Home Varato il Decreto sulla disciplina della denominazione di “panificio”, “pane fresco” e sulla dicitura “pane conservato”

Varato il Decreto sulla disciplina della denominazione di “panificio”, “pane fresco” e sulla dicitura “pane conservato”

paneSulla G.U. del 19 novembre è stato pubblicato il Decreto Interministeriale n. 131 del 1 ottobre 2018 del Mise relativo al Regolamento sulla disciplina della denominazione di “panificio”, di “pane fresco” e dell’adozione della dicitura “pane conservato”.

  • L’art. 1 del DM prevede che per “panificio” si intenda l’impresa che utilizza impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e che svolga l’intero ciclo produttivo dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale,
  • L’art. 2 introduce la definizione di “pane fresco” specificando che è tale il pane che si ottiene tramite un processo produttivo continuo che non subisca interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, con l’eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, e che non preveda l’utilizzo di additivi conservanti e di altri trattamenti con effetti conservanti.

Per processo produttivo continuo deve intendersi quel processo con una durata massima di 72 ore comprese tra l’inizio della lavorazione del pane e la sua messa in vendita.

  • All’art. 3 viene definito come  “pane conservato o a durabilità prolungata” quel pane non preimballato per il quale, durante la preparazione o la produzione, è previsto un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa nazionale e dell’Unione europea, è posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzia il metodo di conservazione utilizzato, nonché le eventuali modalità di conservazione e di consumo. Nel momento di vendita tale pane deve essere esposto in scomparti appositamente riservati.
  • L’art. 4, ferme restando le disposizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari previste dal regolamento (CE) n. 852/200,  prevede per i prodotti di panificazione realizzati e commercializzati in altri Paesi membri dell’Unione europea o in Turchia, in base al principio di mutuo riconoscimento, che possono essere commercializzati sul territorio italiano.
  • Infine l’art. 5 stabilisce che gli incarti o gli imballaggi con diciture o denominazioni non conformi alle disposizioni del decreto possano essere utilizzati massimo per 90 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione dello stesso.

Il decreto entra in vigore il 19 dicembre 2018.

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