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Home Artigiani motori del Paese. Merletti: «Abituati a costruire»

Artigiani motori del Paese. Merletti: «Abituati a costruire»

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MERLETTI: «ABITUATI A COSTRUIRE E NON A DISTRUGGERE»
Dario Di Vico, sul Corriere della Sera all’indomani della movimentazione di Confartigianato Imprese al MiCo di Milano: «Se i sovranisti avevano sognato che questo popolo (quello delle piccole imprese) rifiutasse l’apertura e invocasse un mix di protezionismo e aiuti statali è bene che si sveglino. Non è così». Poi l’affondo: «Chi continua ad accettare di misurarsi con il rischio d’impresa, chi mette in gioco di nuovo il proprio progetto di vita, chi sceglie la via della responsabilità, merita rispetto».
Continua Rita Querzè con un articolo che si focalizza sulle richieste dei milleseicento imprenditori presenti: più cantieri ed Europa (perché il gap infrastrutturale italiano contro la media Ue è del 19,5% e nelle regioni più manifatturiere sale al 20,6%), no al reddito di cittadinanza, sì agli incentivi per chi assume con contratto di apprendistato. Perché «se parte dei fondi del reddito di cittadinanza si trasformassero in incentivi alle imprese che assumono, potrebbe crescere la competizione tra grandi e piccole imprese». E Merletti non ha dubbi su chi vincerebbe il confronto: «Ormai i grandi sono meno delle particelle di sodio in una famosa acqua minerale». Comunque, “Quelli del Sì” hanno lasciato il segno: questa mattina sono stati invitati, con le altre associazioni di categoria, ad andare al Mise per dare seguito al tavolo convocato per la prima volta martedì scorso. Dove, probabilmente, si incasserà qualche “sì” ma anche qualche “no”. Una cosa è certa: gli imprenditori ci hanno messo la faccia; ora chiedono che il governo faccia lo stesso.

VIA LIBERA AL DECRETO FISCALE
Il provvedimento è stato convertito in legge con 272 voti a favore, 143 contrari e 3 astenuti. Il calendario delle nove sanatorie contenute, che si dipanerà per tutto il 2019, è ormai pronto ed è particolarmente fitto. Ma alla pace fiscale mancano ancora alcuni tasselli attuativi: la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, delle liti pendenti e degli errori formali attendono, infatti, le modalità operative che dovranno passare da uno o più provvedimenti delle Entrate. Tra le misure principali:

  • La sanatoria su errori formali. Interessa gli errori commessi fino al 24 ottobre 2018: questi possono essere sanati con il versamento di 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni. Il versamento si fa in due rate: entro il 31 maggio 2019 ed entro il 2 marzo 2020
  • Lo sconto per chiudere le liti con il Fisco. In caso di in caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, si potrà pagare il 90% del valore della controversia (con uno sconto pari al 10%), spalmando il versamento in 5 anni; in caso di vittoria per il contribuente in primo grado, la lite può essere cancellata versando il 40% (lo sconto sale al 60%) e, in caso risulti soccombente l’Agenzia delle entrate in tutti i precedenti gradi di giudizio, il contribuente potrà beneficiare del maxi sconto del 95% versando solo il 5% del valore della controversia.
  • Rottamazione ter: rate leggere. Il numero di rate sale da dieci a diciotto e le scadenze passano da 2 a 4 dal 2020. Le scadenze nel 2019 sono il 31 luglio e il 30 novembre: ciascuna rata sarà pari al 10% dell’importo complessivamente dovuto. Le successive scadenze sono fissate per il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020.
  • Iva precompilata dal 2020. Per tutti i soggetti passivi Iva residenti e stabiliti in Italia, dal 2020 saranno disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate le bozze dei registri Iva acquisti e vendite, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva. Per chi accetta la precompilata viene meno l’obbligo di registro delle fatture e degli acquisti.

FATTURA ELETTRONICA, MORATORIA A DUE VIE
Il 1° gennaio 2019 entra in vigore la fattura elettronica, ma chi in quella data non sarà ancora pronto potrà emettere il documento in ritardo: sei mesi per i contribuenti trimestrali e di nove mesi per i contribuenti mensili. Senza sanzioni. Però l’emissione dovrà avvenire entro il termine di liquidazione dell’Iva di periodo. Le sanzioni, invece, vedranno una riduzione del 20% se la fattura emessa in ritardo partecipa alla liquidazione periodica del mese o del trimestre successivo. La moratoria vale anche per il cessionario/committente che non ha ricevuto la fattura elettronica o, scrive Il Sole 24 Ore, «abbia erroneamente detratto l’imposta non procedendo alla regolarizzazione con autofattura-denuncia, in assenza di fattura elettronica o con ravvedimento operoso». Ricordiamo che sono esonerati dall’emissione della e-fattura gli operatori sanitari ma solo per le operazioni effettuate nel 2019 e i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria. Gli operatori non sono esonerati dal ricevere le fatture elettroniche dai loro fornitori.

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