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Economia circolare, l’Italia guida l’Europa e le Pmi fanno la parte del leone

mc_457_1L’Italia mantiene la leadership dell’economia circolare tra i maggiori Paesi europei. L’analisi dei dati recentemente pubblicati da Eurostat conferma l’Italia al primo posto tra i maggiori paesi europei per quota di occupati nell’economia circolare: nel settore lavora il 2,1% degli occupati di tutti i settori, superiore alla media Ue di 1,7%; la quota dell’Italia si colloca davanti al 2% della Spagna, all’1,6% del Regno Unito, all’1,5% della Francia e della Germania. Tra gli altri minori paesi europei una quota di occupati nell’economia circolare superiore ai due punti percentuali si riscontra in Lettonia con il 2,9%, Lituania con il 2,7%, Croazia, Polonia con il 2,2% e Slovenia con il 2,1%.

La logica dell’Economia circolare prevede che i prodotti siano progettati, realizzati e gestiti in modo da trasformare i rifiuti in risorse, con interventi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e non più limitati alla sola fase finale, interessando le imprese della manifattura, della riparazione e del recupero.

Nel II trimestre 2018 sono pari a 865.335 imprese interessate dai processi dell’economia circolare, di cui 525.778, pari al 60,8% sono Pmi. Nel dettaglio il comparto della Riparazione e recupero conta 332.928 imprese, pari al 38,5% delle imprese dell’Economia circolare: l’artigianato mostra una maggior vocazione alla riparazione e recupero contando 244.641 imprese che rappresentano il 46,5% del totale artigianato e poco meno dei tre quarti (73,5%) delle imprese del comparto.

L’analisi regionale evidenzia che l’artigianato rappresenta oltre i due terzi delle imprese dell’Economia circolare in Valle d’Aosta con il 79,4%, Trentino-Alto Adige con il 76,7%, Piemonte con il 69,5%, Liguria con il 69,4% e Sardegna con il 69,1%.

IL FOCUS: L’ECONOMIA CIRCOLARE – L’ETERNA VITA DEGLI OGGETTI

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