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La Manovra è (quasi) fatta. Ecco dove si risparmia e dove si paga di più

foto_manovra_governo_21-12-2018La Commissione europea ha dato il via libera alla manovra del governo italiano. Si è trovato un accordo, soprattutto, sul deficit: dal 2,4% annunciato tempo fa (e bocciato dalla Ue con la minaccia di una procedura di infrazione) si è passati al 2.04%. Il testo della legge di Bilancio 2019, è in discussione alla Commissione bilancio del Senato. Vediamo le misure di maggiore impatto:

FLAT TAX
Il capitolo fiscale della manovra si basa, per le imprese e i professionisti, su Flat tax e Ires scontata. La Flat tax sarà al 15% (che assorbe Iva, Irpef e Irap) a tutti i redditi sotto i 65.000 euro contro gli attuali tetti di 30.000 e 50.000 euro. La tassa sulle imprese, l’ires, scende, invece, dal 24% al 15% per quelle che reinvestono gli utili in macchinari e attrezzature, in ricerca e sviluppo o in nuove assunzioni stabili. Il problema è che l’imposta sul reddito imprenditoriale (iri), che doveva entrare in vigore nel 2019, sarà abolita così come l’aiuto alla crescita economica. Con il risultato che il 30% di imprese pagherà più tasse a fronte di qualche vantaggio solo per un 7%. Sono poi stati cancellati il credito d’imposta goduto da quei soggetti che compiono investimenti in beni strumentali nuovi e il credito d’imposta per l’Irap (tassa sulle attività produttive), fino a oggi concesso ai soggetti che impiegano lavoratori a tempo indeterminato. Tra le novità vi è inoltre la flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero da almeno cinque anni che decidono di trasferirsi nei comuni con popolazione non superiore ai 20mila abitanti delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia.

SCONTO IRES
La manovra abolisce lo sconto Ires
(l’aliquota non sarà più del 12­% ma sale al 24%) per gli enti non commerciali: enti di assistenza e beneficenza, enti ospedalieri, istituti di studio e istruzione senza fini di lucro, accademie, corpi scientifici, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche. Sono compresi anche gli istituti autonomi per le case popolari e loro consorzi e gli enti con le stesse finalità sociali. L’intervento vale 118 milioni nel 2019 e 158 dal 2020. Previsto uno sgravo sui contributi Inail a carico delle imprese che partirà da 415 milioni l’anno prossimo per salire a 600 milioni nel 2021.

ABROGATO IL CREDITO DI IMPOSTA
Tra le misure adottate per la riduzione dei saldi di bilancio c’è l’abrogazione del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali con un recupero di 204 milioni. Cancellate anche le maggiori deduzioni Irap per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35 e donne nelle regioni del Sud. Una deduzione forfetaria maggiorata dell’imposta regionale che prevedeva, per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato, uno sconto sul valore della produzione di 13.500 e 21mila euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni. Addio anche al credito d’imposta del 10% per chi non ha dipendenti. Scompaiono lo deduzioni Irap maggiorate al Sud per chi assume under 35 e donne. Non rientra tra le misure relative ai saldi, invece, la riduzione di 150 milioni per il 2019 del credito di imposta per investimenti al Mezzogiorno: in questo caso il taglio va a parziale copertura della riduzione delle tariffe Inail pagate dalle imprese.

TAGLI AI PREMI INAIL
La revisione delle tariffe vale circa 1,5 miliardi nel triennio (410 milioni nel 2019, 525 nel 2020, 600 nel 2021). In parte le coperture arrivano da una sforbiciata alle “risorse strutturali” dell’Inail per salute e sicurezza del lavoro. Per ogni prestazione erogata dal 1° gennaio 2019 l’INAIL, per il calcolo della tariffa, dovrà tenere conto di tutti gli indennizzi di cui beneficia il soggetto interessato per lo stesso evento. Nel caso in cui la novità venga inserita nel testo definitivo della Legge di Bilancio 2019, la cui approvazione è attesa tra il 26 e il 27 dicembre, l’INAIL sarà chiamata a rivalutare le tariffe di rendite e indennizzi e a fissare le nuove aliquote per i premi dovuti dalle imprese. Stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, dovrebbe portare ad una riduzione del costo del lavoro pari a circa il 30%. Le modifiche:

  • riduzione delle risorse finanziarie finalizzate ai progetti per la sicurezza e la prevenzione;
  • abolizione dell’agevolazione per le imprese imprese virtuose già fissato al 15,24% per prossimo anno (taglio del cuneo fiscale);
  • cancellazione dello sgravio fiscale per le imprese edili che attualmente prevede uno sconto dell’11,50% dei contributi e premi INAIL;
  • innalzamento dell’importo dell’assegno funerario a 10.000 euro, tuttavia cambiano i requisiti per la verifica della “vivenza a carico” con l’introduzione del “reddito equivalente” ancora da definire.

TAGLIO DELL’IMU
Sui capannoni, la deduzione passa dal 20% al 40%.

NUOVE CLAUSOLE SALVAGUARDA, RISCHIO IVA AL 26,5%
La novità più dibattuta in commissione Bilancio al Senato è stata la dimensione delle nuove clausole di salvaguardia. Si tratta di un meccanismo che rassicura sui conti pubblici, ma che fa scattare in automatico considerevoli aumenti Iva. Senza interventi per bloccare gli scatti, l’aliquota ridotta del 10% passerebbe dal 2020 al 13%, mentre l’aliquota ordinaria oggi al 22% passerebbe nel 2020 al 25,2% e nel 2021 al 26,5% nel 2021. Viene comunque confermata la sterilizzazione “totale” degli aumenti nel 2019. Dall’anno successivo, gli scatti porterebbero 23mld nelle casse dello Stato, e quasi 29mld nel 2021 e 22. I vicepremier hanno comunque assicurato che gli aumenti non scatteranno.

APPALTI FACILI
Per l’anno 2019, «nelle more di una complessiva revisione del codice degli appalti», la Pubblica amministrazione potrà affidare lavori senza gara d’appalto dai 40mila ai 150mila euro. Tra i 150mila e i 350mila euro, sarà invece possibile procedere «previa consultazione di tre o più operatori economici». In attesa che venga rivisto e corretto il Codice per gli appalti.

IPERAMMORTAMENTO
Le principali novità:

  • l’iperammortamento spetta solo se i beni agevolabili sono destinati a strutture produttive situate in Italia,
  • c’è l’introduzione di nuove percentuali differenziate a seconda della misura degli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero fino al 31 dicembre 2020 qualora alla data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e che si sia provveduto al pagamento del relativo acconto del 20%,
  • Le percentuali: 150% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per gli investimenti dai 2,5 ai 10 milioni di euro, 50% per gli investimenti compresi tra i 10 e i 20 milioni di euro.

BONUS ASSUNZIONI
Le imprese che assumeranno, nel 2019 ma anche nel 2020, giovani under 35 con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, potranno beneficiare di uno sgravio contributivo del 50%. Ossia di un bonus di 3mila euro annui per tre anni per ogni nuova assunzione. Oltre a questo ci sarà un bonus assunzioni eccellenze rivolto all’occupazioni di giovani dalle carriere universitarie eccellenti (110 e lode) e giovani ricercatori under 30. Il bonus vedrà uno sgravio contributivo di 8mila euro annui.

CYBER SECURITY
Arriva un fondo con una dotazione iniziale di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 per potenziare gli investimenti e le dotazioni strumentali in materia di cyber security.

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