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Merletti: «L’Italia non faccia la fine del Titanic»

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MERLETTI: «IL PAESE NON FACCIA LA FINE DEL TITANIC»
Il secondo tavolo in tre giorni (faccia a faccia con il governo), e una manifestazione che si preannuncia vivace dal punto di vista dialettico e di contenuti. “Quelli del Sì”, gruppo capitanato da Confartigianato Imprese, è pronto ad “occupare” Milano “senza se e senza ma”. A maggior ragione dopo la proposta del vicepremier Matteo Salvini: se dall’analisi costi-benefici sulla Tav non arrivassero risposte chiare, la strada potrebbe essere quella di un referendum popolare. I tempi però sono stretti, e le imprese non vogliono più aspettare. Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato, espone al Corriere della Sera le ragioni di un evento – giovedì 13 al Milano Convention Centre – che ha già riscosso l’attenzione dei media. Il succo del discorso è racchiuso in una sola frase: «Quello ce ci interessa è che il Paese non faccia la fine del Titanic». A questa seguono gli affondi: «Le piccole imprese competono in Europa e vedono il futuro dell’Italia dentro l’Europa e nella moneta unica….I soldi spesi in infrastrutture non sono come quelli spesi in assistenza. Valgono di più perché creano lavoro…Non si trovino escamotage: la politica si prenda la responsabilità di decidere».

SI PARTE DA VARESE: INSIEME PER FARCI SENTIRE!
In occasione della movimentazione di giovedì 13 dicembre, Confartigianato Imprese Varese mette a disposizione delle imprese una trasferta gratuita per Milano: il pullman partirà alle ore 7.30 dal piazzale antistante l’associazione in viale Milano 5 a Varese, e alle ore 8 dalla sede di viale Milano 69, a Gallarate, dove per i partecipanti è disponibile un ampio parcheggio libero e gratuito. Chi vorrà raggiungere Milano con mezzi propri potrà farlo con l’auto o in treno, con trasferimento in metropolitana e fermata della linea M5 (colore lilla, direzione San Siro Stadio) a Pioltello. Per riunirsi con la delegazione di Varese, l’appuntamento è per le 9.15 di fronte all’ingresso di viale Eginardo. Le iscrizioni sono ancora aperte:

Partecipazione QUELLI DEL SÌ 13/12/18 MILANO



INFRASTRUTTURE MA NON SOLO: LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO AL GOVERNO
E la politica dovrà decidere su tutte quelle misure adatte a creare le condizioni per lo sviluppo. Merletti le elenca ad un’intervista rilasciata da Il Sole 24 Ore: «Le imprese italiane “a valore artigiano” non vogliono mollare il gruppo di testa delle imprese competitive europee per nessuna ragione. Per questo hanno bisogno di efficaci collegamenti nazionali e internazionali per far viaggiare le persone e le merci; adeguare reti e connessioni per il trasferimento dei dati; una pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai territori; una giustizia civile efficiente e rapida; un mercato del lavoro che incroci esigenze salariali di valorizzazione delle capacità e del merito con la necessità competitiva delle imprese; l’inserimento stabile in uno spazio comune europeo con l’euro moneta comune». Finito? Non ancora. La movimentazione di giovedì 13 dicembre sarà l’occasione per dire al governo tutto – ma proprio tutto – quello che si dovrebbe fare per le imprese. Allora l’elenco continua: «Riduzione delle tariffe Inail pagate dagli artigiani per abbattere il costo del lavoro, l’innalzamento della deducibilità dell’Imu sugli immobili produttivi delle imprese, l’abolizione del Sistri, la revisione del Codice degli appalti. Inoltre la proroga del super ammortamento e il rifinanziamento del credito d’imposta per la formazione in competenze digitali».

PERO’ BASTA RITARDI: «I CANTIERI NON VANNO SMONTATI». E NEPPURE IL REDDITO
Il Messaggero pubblica un’intervista a Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e consigliere economico di Matteo Salvini. E’ lui a chiedere di «accelerare i tempi». A partire dalla gestione del reddito di cittadinanza, altro leit motiv della manifestazione che Confartigianato Imprese ha organizzato per giovedì 13 al MiCo: «Il reddito non è stato pensato come un sussidio di tipo assistenziale, ma uno strumento di politica attiva del lavoro». Siri spiega come: «Primo. Iniziando un percorso in azienda si evitano gli abusi. Il reddito viene gestito e controllato in maniera puntuale. Secondo. Si dà grande dignità ai lavoratori che iniziano subito un percorso in un contesto attivo, regolamentato, sicuro. Terzo. C’è un vantaggio anche per le imprese che, dopo la formazione e dopo aver visto all’opera chi percepisce il reddito, possono trasformare il rapporto e consolidarlo». E le infrastrutture? Semplice, a parole: «Per intercettare i traffici – prosegue il sottosegretario – dobbiamo dragare i porti, realizzare i retro porti e realizzare l’alta portabilità che ci colleghi con il resto d’Europa, evitando che Spagna e Grecia approfittino dei nostri ritardi. Le infrastrutture sono il volano per la crescita».

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