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Home Una vita di lavoro e poi la scelta: ricomincio da me e mi metto in proprio

Una vita di lavoro e poi la scelta: ricomincio da me e mi metto in proprio

Rita Castignani Cartoleria Rideal Uboldo«Ho deciso di diventare imprenditrice, perché alla mia età nessuno mi avrebbe assunta». Rita Castignani ha le idee chiare, l’adrenalina altissima, la positività di chi guarda alla vita – e al lavoro – con occhi nuovi.

RICOMINCIARE A 46 ANNI
E’ per questo che a 46 anni «mi sono licenziata e ho pensato a cosa avrei mai potuto fare. O mettermi in proprio o fare altro. D’accordo, ma cosa? Sono partita con l’idea di acquisire una cartoleria esistente – ci racconta la titolare – ma in vita mia ho sempre lavorato nel settore della grafica e quindi ho cercato di mettere a frutto le mie competenze: tutto quello che ho imparato in 40 anni di lavoro, ora lo trovate qui nella Cartoleria Rideal. Dove la R sta per Rita, la I  per Idea e la L è l’iniziale del nome di mio figlio».

DODICI ORE DI LAVORO E NIENTE RELAX
Non solo cartoleria, però. Anzi, Castignani è un vulcano e ancora oggi «sto imparando tutti i giorni qualcosa di nuovo – dice – Per esempio la gestione di un’edicola. Che non è solo giornali e riviste. Prima di tutto è ore e ore di lavoro: la mia è un’avventura solitaria, così mi sveglio alle 5 e chiudo alle 19.40 con un figlio di dodici anni. A volte senza concedermi pause pranzo, perché non ho mai smesso di fare la grafica. Addirittura vorrei ritagliare per questa mia professionalità spazi sempre più interessanti, così invece di staccare e godermi un po’ di relax corro a preparare installazioni e decorazioni per vetrine e automezzi. Non mi fermo mai: pensi che mentre sto parlando con lei, i clienti mi stanno pagando e se ne vanno con il giornale».

MI RIMETTO IN GIOCO PER LA SECONDA VOLTA
Orgoglio imprenditoriale? Rita non ha dubbi e preferisce la realtà al sogno: «Non ho più l’età per abbandonarmi agli entusiasmi della gioventù: qui a fine giornata devo fare i conti con gli incassi, ma sotto questo punto di vista un po’ di esperienza ce l’ho». E’ qui che la Castignani svela le carte ricordando di quando, un tempo, era imprenditrice e poi ha dovuto chiudere, per ricominciare dagli inizi. Un altro bell’esempio di come, per un imprenditore, il fallimento non sia una prova di incapacità. Anzi, Rita lo vive secondo la lezione americana: «Mi sono rimessa in gioco, è la seconda volta che lo faccio, e scommetto ancora sul mio futuro. Quando hai vent’anni le idee, le motivazioni e gli stimoli sono diversi. Oggi, invece, ci sono momenti in cui mi chiedo “ma chi te l’ha fatto fare?”».

Rita non è la sola: tra chi ha deciso di aprire un’attività, questa domanda sembra essere un leit motiv. Ci provi, senti che ce la puoi fare, ma poi lo scoraggiamento fa crollare le illusioni. Eppure, l’imprenditore non si arrende mai. Anche di fronte ai costi (che sono sempre tanti) e ad un lavoro che, oggi, «va cercato o addirittura creato. A volte si litiga con sé stessi, ma è in questi casi che gli anni contano. D’altronde per gestire cartoleria, edicola e grafica non basta la pazienza».

INTERNET, FACEBOOK, E-COMMERCE: PIU’ SERVIZI DAI, MEGLIO E’
E non è sufficiente pensarsi imprenditore: «Il segreto sta nel diversificare la proposta ai clienti – incalza la Castignani. Sono partita da una ricerca di mercato basic – a Uboldo, sulla strada provinciale, non c’era un’attività di questo tipo – e imparo dalle aziende e dalle singole persone che mi chiedono qualche idea per un regalo. Ecco perché la mia attività di grafica spazia su più settori: gli adevisi per il frigo, il motorino o la bicicletta. E per tutto il resto. Dai privati alle aziende di diverse dimensioni, cerco di soddisfare qualsiasi esigenza». Da maggio 2018 ad oggi, gli ordini sono aumentati insieme ai contatti. Che Rita, però, vuole far crescere ancora: «Sto terminando il sito internet, prossimamente aprirò una pagina Facebook e se le cose andranno ancora bene punterò all’e-commerce. Nel frattempo, penso alle feste: invierò alle imprese una brochure informativa con scontistica per i gadget natalizi, e il prossimo anno proporrò ai clienti una tessera fedeltà». Insomma, ci vuole pazienza e coraggio insieme perché – si congeda la titolare di Rideal – «questa è la mia ultima chance».

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