Cerca:
Home Il governo “riforma” l’impresa su appalti e fallimenti

Il governo “riforma” l’impresa su appalti e fallimenti

foto_codice_appalti#RassegnaStampa

FALLIMENTI: SI PUNTA SULL’ANTICIPO DELLA CRISI
L’attesa era ormai altissima, anche perché la Legge fallimentare italiana era rimasta a quello che era nel 1942. Un refresh era doveroso. Alla fine, il testo della riforma della crisi d’impresa è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri. E la prima novità è questa: il varo di un pacchetto di misure che dovrà favorire l’emersione tempestiva della crisi prima che sfoci nell’insolvenza conclamata. «Per questo – scrive il Sole 24 Ore – vengono messe in campo misure a loro modo rivoluzionarie, come le procedure di allerta e una disciplina organica dedicata ai gruppi d’impresa». Circa 140mila Srl dovranno poi adottare il sindaco o il revisore.

  • Tra i punti forti anche la procedura unitaria per le holding: «E’ prevista la presentazione di un’unica domanda di accesso alle procedure di concordato preventivo, o di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, quando la crisi o l’insolvenza ha investito le imprese appartenenti al medesimo gruppo»,
  • Da sottolineare che la riforma rivede anche il lessico delle norme fallimentari, e propone una netta distinzione tra stato di crisi e di insolvenza,
  • A questo si aggiunge il tassello fondamentale della fase preventiva di allerta, destinata ad anticipare l’emersione della crisi. Per stimolare gli imprenditori ad utilizzare questa procedura in modo tempestivo, è stato configurato un sistema di incentivi. Di contro, ci saranno anche i disincentivi per chi non vi farà ricorso nonostante ne esistano le condizioni,
  • Tra gli “indici della crisi” si trovano gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ma anche i significativi e ripetuti ritardi nei pagamenti, di durata diversa in rapporto alle diverse categorie di debiti,
  • In ogni Camera di Commercio verrà costituito l’Organismo di composizione della crisi d’impresa, «con il compito di gestire la fase dell’allerta per tutte le imprese e l’eventuale procedimento di composizione assistita della crisi per le imprese diverse da quelle minori (o imprese “sotto soglia”)».

SABATINI: LA PRECEDENZA A CHI ERA IN LISTA
L’agevolazione è rimasta senza fondi dal 3 dicembre 2018. Ora, la legge di Bilancio 2019 ha stanziato 48 milioni per quest’anno, 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e 48 milioni per il 2024. Però il Ministero per lo sviluppo economico – scrive Italia Oggi – «deve calcolare quante di queste risorse saranno impegnate dalle domande già presentate fino al 3 dicembre 2018, che non sono state coperte dai fondi disponibili in precedenza». Insomma, la priorità andrà alle imprese che ne avevano già fatto richiesta. Altra precisazione: le imprese che hanno deciso di restare sul vecchio iper-ammortamento con agevolazione del 250%, «entro la fine del 2018 hanno dovuto ordinare il bene e versare un acconto; per questo motivo, si sono autoescluse dalla possibilità di utilizzare la Sabatini, laddove non avessero già presentato domanda entro il 3 dicembre scorso». Ricordiamo che la Sabatini è cumulabile anche con la nuova agevolazione della detassazione del reddito di impresa per investimenti in macchinari e assunzione di personale.

APPALTI PUBBLICI IN CRESCITA
Lo comunica l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione: «Cresce del 23,1% il mercato dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nel secondo quadrimestre del 2018; già da maggio ad agosto 2018 in aumento i contratti affidati in via diretta fino a 150mila euro; forte la crescita del mercato dei settori speciali». Che fanno la parte del leone: i contratti affidati nei settori del gas, dell’energia termica, dell’elettricità, dell’acqua, dei trasporti e dei servizi postali. La crescita è del 106,4% per un importo di 22,6 miliardi di euro. Ricordiamo che con la legge di Bilancio 2019 è stato consentito di affidare in via diretta, senza gara, contratti di lavori fino a 150mila euro. Continua Italia Oggi: «Si tratta di un numero di oltre 17.333 bandi di gara che rappresentano (sono dati del 2017) il 51,8% del numero complessivo dei bandi di gara emessi nel 2017. Sempre nel 2017, l’affidamento di lavori fino a 150mila euro aveva raggiunto un valore di 1,5 miliardi di euro».

TORNA SU