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La felicità è produttiva: conciliare vita e lavoro in azienda funziona

getty_515688589_2000133420009280103_167006È ormai un dato assodato la correlazione tra la felicità dei dipendenti e la loro produttività. Per le aziende, questo significa investire per migliorare la qualità del posto di lavoro. Questo sforzo, però, potrebbe non essere del tutto sufficiente. Già, perché a incidere sulla felicità dei dipendenti c’è anche il bilanciamento tra il tempo del lavoro e quello della vita. Più questi due fattori si trovano in equilibrio, più i dipendenti saranno soddisfatti. E, di conseguenza, anche più produttivi.

Ma come si fa a misurarlo? Ci ha pensato l’Ocse che, nell’ambito del suo rapporto Better life index, ha prodotto un indicatore definito proprio Equilibrio lavoro vita. Un indicatore che vede il nostro Paese piazzarsi a metà classifica. Il punteggio che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico assegna all’Italia è infatti 7,5. Il dato migliore lo ottiene l’Olanda, con 9,3, il più basso Israele, che deve accontentarsi di un 4,3.

Ora, l’elaborazione di questo indice tiene conto di diversi fattori. Il primo riguarda la quantità di tempo che si trascorre in azienda. Più tempo si passa al lavoro, ovviamente, meno se ne ha da dedicare alla famiglia. Non solo: orari lavorativi molto lunghi danneggiano la salute, generano stress e possono anche compromette la sicurezza sul luogo di lavoro. A livello Ocse una persona su otto lavora per 50 o più ore alla settimana. Tenendo conto di una settimana lavorativa composta da cinque giorni, si tratta di dieci ore al giorno. Due oltre la normale giornata composta da otto ore. Il dato peggiore riguarda la Turchia, dove più di una persona su tre si trova in queste condizioni.

UNO SU 25 IN AZIENDA PER 50 ORE
La buona notizia è che in Italia questa situazione riguarda appena il 3,9% dei lavoratori. In altre parole, uno su 25. Quella cattiva è che la tendenza è quella di un incremento medio annuo dello 0,1%. Come a dire che il mondo del lavoro italiano sta lentamente evolvendo verso una condizione non positiva per quanto riguarda l’equilibrio tra il lavoro e la vita. Da segnalare che questi orari eccessivi riguardano soprattutto gli uomini. Fatto 1 il valore che rappresenta il perfetto equilibrio, l’Italia ottiene infatti un punteggio di 2,41. Significa che sono soprattutto i lavoratori maschi a fare straordinari, per usare un’espressione colloquiale. Il record spetta ai Paesi Bassi con 7,47: qui la tendenza a vedere gli uomini, più delle donne, fare tardi in azienda è ancora più marcata che in Italia. In media, a livello Ocse, è il 16% degli uomini a trascorrere più di 50 ore la settimana al lavoro, contro un 8% delle donne.

15 ORE AL GIORNO DEDICATE A SE’ STESSI
L’altro elemento preso in considerazione dall’Ocse per misurare l’equilibrio tra il tempo del lavoro e quello della vita fa riferimento al tempo libero e alla cura della persona. Si tratta in altre parole di misurare il tempo trascorso fuori dal lavoro. Dedicandolo alla cura personale, ovvero per mangiare e per dormire, o per al tempo libero. Ad esempio trascorrendolo in famiglia o con gli amici, coltivando il proprio hobby, giocando, usando il computer, guardando la televisione. Non bisogna inoltre dimenticare che questo indicatore tiene conto anche del tempo dedicato al sonno.

Ebbene, sotto questo profilo l’Italia è decisamente in media con il resto dei Paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo internazionale.

A livello Ocse, infatti, si trascorrono 15 ore al giorno per la cura personale e il tempo libero. In Italia siamo a 14,9 ore giornaliere. Il che significa comunque che il 62% di ogni giornata viene trascorsa o prendendosi cura di sé stessi o dedicandosi a quelle attività che rendono l’esistenza più piacevole. Anche in questo caso permane un tema di disuguaglianza di genere, anche se meno marcato. L’indicatore è infatti a 1,06, decisamente più vicino al punto di equilibrio fissato a 1.

Dunque, gli italiani hanno un buon bilanciamento tra i tempi del lavoro e quelli della vita. Anche se la tendenza all’aumento della quota di persone che lavora per 50 o più ore la settimana rimane un dato che non deve essere sottovalutato.

IN CIFRE
7,5
Punteggio che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico assegna all’Italia per l’equilibrio vita-lavoro. Il dato migliore lo ottiene l’Olanda, con 9,3, il peggiore Israele, con 4,3

3,9
Percentuale di italiani che trascorre 50 o più ore alla settimana sul posto di lavoro. Un dato che dal 2005 ad oggi ha visto un aumento dello 0,1% ogni anno

14,9
Ore che gli italiani dedicano quotidianamente alla cura della persona (mangiare e dormire) e al tempo libero. La media, nei Paesi che fanno parte dell’Ocse, è di 15 ore al giorno

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