Cerca:
Home La pasticceria “social” insegna l’arte dolce ai ragazzi di Magari Domani

La pasticceria “social” insegna l’arte dolce ai ragazzi di Magari Domani

Il Giusto ImpastoFar parte di un’associazione, aprire le porte alle scuole, dedicarsi volontariato. Se sei una pasticceria giovane e dinamica e in continua crescita, per affermarti sul mercato non bastano l’ottima qualità e la vasta offerta dei tuoi prodotti. Ecco che imboccare strade diverse e, in alcuni casi, anche impegnate nel sociale, può essere la scelta vincente.

«In questa via ci sono quattro pasticcerie in 800 metri. Devi creare un negozio molto diverso dagli altri per poterti affermare. O sei sicuro di te stesso, o non lo fai». A parlare è Daniele Frison, 35 anni, titolare de Il Giusto Impasto di Castronno. Ha aperto la pasticceria nel 2013 assieme alla moglie Raffaella e l’azienda in sei anni è passata da 2 a 10 dipendenti. Quando lo incontriamo sta organizzando il lavoro con il suo staff. Il Natale, con il suo grande carico di panettoni, è passato, ma il lavoro è sempre in continua crescita. La loro ricetta? Aver capito l’importanza di aprirsi al mondo e fare rete.

ALLARGARE GLI ORIZZONTI
«Dal 2014 – racconta Frison – abbiamo avuto la fortuna di essere accettati nell’associazione Arte Panettone, che riunisce una quindicina di pasticceri nella zona di Legnano, Rho e Parabiago. Con loro facciamo attività e manifestazioni in tema di prodotti lievitati». Stiamo parlando di eventi con un’affluenza di migliaia di persone in un weekend. Un modo per farsi conoscere, trovare nuovi clienti e rafforzare quelli già fidelizzati. «Possiamo così uscire dai confini della provincia e metterci in gioco. Durante le manifestazioni, che sono a scopo dimostrativo e nelle quali portiamo degli assaggi, abbiamo l’occasione di far conoscere il nostro marchio e la qualità dei nostri prodotti. Si incontra sempre qualcuno di nuovo, che magari viene in negozio o ci fa delle ordinazioni».

UN RUOLO ATTIVO NELLA SOCIETA’
Le attività collaterali della pasticceria non hanno sempre una finalità economica. Raffaella ha per esempio intrapreso un percorso di due ore a settimana con dei ragazzi disabili per insegnare loro le basi della caffetteria. Un’iniziativa che è nata un po’ per caso.

«Nel 2017 abbiamo partecipato alla realizzazione del pulmino per l’associazione Magari Domani Onlus di Gazzada Schianno, che aiuta ragazzi in difficoltà. L’idea di questo percorso è venuta a mia moglie durante l’inaugurazione e la consegna del pulmino. Abbiamo fornito loro attrezzature semiprofessionali e l’obiettivo è quello di insegnargli a fare una linea completa di lavorazione». Un modo per far conoscere un lavoro e, perché no, di trovare un impiego. «Con sole due ore alla settimana, che per noi non sono niente, riusciamo a dare delle nozioni a questi ragazzi, che se lo meritano perché, a quanto mi può raccontare Raffaella, si impegnano in maniera favolosa».

LA STRADA GIUSTA DEI GIOVANI
«Noi sono cinque anni che collaboriamo con vari istituti sia per l’alternanza scuola lavoro sia per i tirocini didattici. È importante in primo luogo per aiutare i giovani a capire se questo è il loro mestiere. Ci permette poi di trovare ragazzi volenterosi da inserire nel nostro staff e a cui insegnare il lavoro nel modo in cui lo facciamo noi qui a Il Giusto impasto». Dietro a tutto questo c’è anche un’altra, e forse ancora più importante, finalità. «Alcuni pensano che sia una perdita di tempo dover insegnare il lavoro ai ragazzi. Ovvio, ogni tanto arriva qualcuno che proprio non è tagliato per il mestiere. Ma se come imprenditori non ci impegniamo in prima persona, chi ci pensa? Se tutti si rifiutassero, a lungo andare le scuole alberghiere finirebbero per chiudere».

TORNA SU