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Home Lavoro, occupazione in calo. Buone notizie per giovani e donne, ma nelle Pmi cala la fiducia

Lavoro, occupazione in calo. Buone notizie per giovani e donne, ma nelle Pmi cala la fiducia

img_0803La meccanica di produzione rimane il settore trainante dell’economia in provincia di Varese. Segue, sempre in sofferenza, l’edilizia. Non si arresta la crescita dei servizi alla persona e alle imprese. Ai vertici si consolida il comparto della chimica, gomma e plastica. Flessione per il tessile abbigliamento, che continua l’inarrestabile fase discendente. Il tutto in un quadro di persistente debolezza del mercato, con la domanda interna che stenta a recuperare ossigeno, il progressivo rallentamento della crescita (-1,2% su base trimestrale secondo le rilevazioni Istat al novembre 2018) e la flessione occupazionale dell’1,6% in provincia di Varese, in ulteriore ribasso rispetto al – 0,5% del periodo luglio 2017-giugno 2018.

È un ritratto a tinte forti, condizionato dal rigurgito della congiuntura negativa e dal tasso decrescente della fiducia delle imprese, quello delineato dall’Osservatorio per il Mercato del Lavoro realizzato da Confartigianato Artser/AreaLavoro a consuntivo del 2018.

Su un campione significativo di oltre 1.500 piccole e medie imprese e di circa 9.300 lavoratori, sono quattro le note significative, a cominciare dall’aumento delle Pmi di dimensione superiore a quattro dipendenti e dalla correlata contrazione delle microaziende.

«Segno – spiega il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli – che le Pmi possono affrontare le difficoltà solo strutturandosi e ristrutturando il proprio livello organizzativo, anche per far fronte alle notevoli complessità dei mercati e dei processi produttivi». Una strada senza ritorno al pari di quella che vede la contrazione delle forme giuridiche ad alta responsabilità per l’imprenditore. È il caso, delle ditte individuali e delle società in nome collettivo a beneficio di forme alternative come le Società a responsabilità limitata e le Società in accomandita semplice (+2,35%).

«In questo caso, è evidente che la lezione impartita dalla crisi ha spaventato molti imprenditori – prosegue Galli – Nessuno di noi è abituato a sottrarsi alla responsabilità e al rischio di impresa ma la patrimonializzazione d’impresa e la sua salvaguardia sono sempre di più una necessità anche per la tutela occupazionale». Le forme aziendali più diffuse, inoltre, favoriscono l’accesso al credito, che si conferma critico nei confronti delle Pmi. Vale ricordare in proposito che, in base all’ultimo dato di Bankitalia, a giugno 2018 nel Centro Nord le piccole imprese hanno segnato una flessione dei prestiti dell’1,5%, a fronte di un aumento dello 0,6% per il totale imprese.

Una situazione di instabilità, sulla quale pesano i segnali non incoraggianti provenienti dalla congiuntura internazionale e dei possibili, nuovi, venti di recessione: «Lo sforzo, oggi, è concentrato sulla conservazione del già ammaccato tessuto economico rappresentato dalla piccola e media impresa, che in provincia di Varese ha sofferto più che altrove, come dimostra il dato relativo agli otto anni impiegati dal nostro territorio per colmare il gap in termini di valore aggiunto perduto (fonte TEH Ambrosetti) – spiega il presidente di Confartigianato –  Per comprendere la portata di questo dato, basti dire che applicando lo stesso tasso di crescita annua registrato dalla Lombardia tra il 2008 e il 2017, la provincia di Varese avrebbe superato il livello del 2008 in soli tre anni».

Altro elemento di rilievo nell’analisi anno su anno è l’aumento dell’occupazione femminile, che nel corso dell’ultimo anno ha segnato un +2,52%: «In questo senso – dice Giulio Di Martino, contrattualistica e bilateralità di Confartigianato Imprese Varese – il segnale è doppiamente confortante e rileva l’avvicinamento delle piccole e medie imprese a politiche di conciliazione-vita lavoro e welfare aziendale, evidenziato anche in occasione dei tre incontri sul tema organizzati nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno nell’ambito della Rete coordinata dall’Ats Insubria». Stabile, e bassa, l’occupazione degli stranieri (13,08% del totale dei lavoratori dipendenti contro il 13,05% del dicembre 2017).

Da segnalare, infine, la stabilizzazione dei contratti, trainati dall’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Dignità: «A dicembre 2018 i lavoratori con contratto a tempo indeterminato rappresentavano l’89,88% dell’intera forza lavoro con un incremento percentuale pari allo 0,5% rispetto a dicembre del 2017. In flessione il tempo determinato (- 4,08%) così come gli occupati presenti in azienda da meno di due anni, a testimonianza della tendenza al mantenimento delle professionalità presenti in azienda tipico della piccola e media impresa».

A parziale integrazione, l’inserimento di professionalità complementari rispetto a quelle già presenti in azienda, attive soprattutto nei settori riconducibili a Impresa 4.0 (+5,12% dei giovani di età compresa tra 18 e 25 anni nel 2018 rispetto al 2017).

«Complessivamente, l’occupazione nel periodo dicembre 2017-dicembre 2018 è scesa dell’1,6%, con performance anche molto diverse tra i comparti, con l’edilizia e il tessile in continuo calo, la meccanica di produzione stabile e il settore chimica, gomma e plastica in terreno positivo (+1,39%)» prosegue Galli, ricordando come la provincia di Varese si confermi, su questo campo, punto di riferimento nazionale del settore. «Il fattore che domina le tendenze positive – puntualizza Di Martino – è dovuto, però, più al fattore export, attuato delle aziende più strutturate che ad un reale benessere del mercato interno, e questo non può che penalizzare le imprese meno strutturate». Un soffio di vento di crisi oltreconfine determinerebbe tuttavia uno tsunami. Ed è questo quello che tutti cercano di evitare.

«La situazione è instabile e preoccupante, per questo ci appelliamo al Governo affinché persegua una politica di stabilità dei conti pubblici» conclude Davide Galli, ricordando le parole pronunciate solo qualche giorno fa dal presidente della Bce Mario Draghi in audizione all’Europarlamento: l’indebitamento si traduce in una perdita di sovranità perché, in ultima analisi, dà il giudizio sul futuro del Paese ai mercati finanziari.

CONSULTA L’OSSERVATORIO COMPLETO QUI

IL RAPPORTO DI CONFARTIGIANATO CON TEH AMBROSETTI
Per fornire alle imprese e alle istituzioni locali un quadro dei possibili scenari di sviluppo del territorio, il 13 marzo prossimo a Ville Ponti verrà presentato da Confartigianato Imprese Varese in collaborazione con The European House Ambrosetti lo studio “La provincia di Varese, senari di futuro: azioni strategiche vincenti per lo sviluppo del territorio”. Appuntamento dalle 17.30 alle 19.30 in Salone Andrea (Villa Andrea) del centro congressi Ville Ponti.

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