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Accesso al credito: per artigianato e Pmi, costi e tassi troppo alti

foto_credito_pmiCosti e tassi troppo altri rappresentano sempre un ostacolo all’accesso al credito da parte delle piccole imprese. Ma se è vero che qualcosa sta migliorando, è anche vero che i miglioramenti non sono sufficienti per colmare il gap che si è originato in questi ultimi anni. Così, secondo gli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese peggiorano le condizioni di accesso al credito delle piccole imprese manifatturiere e l’artigianato va (ancora) giù. Nel settembre 2018 i prestiti alle piccole imprese sono a -0,8% a fronte di un aumento dell’1,7% del totale dei prestiti alle imprese. I prestiti alle piccole imprese mostrano una performance stabilmente peggiore di quelli del totale delle imprese da dicembre 2014. Segnali positivi si riscontrano solo in Campania (+1,8%), Basilicata (+1,6%), Lazio, Sardegna e Sicilia (tutte a +1,2%), Puglia (+1,0%) e Calabria (+0,6%). Il punto: a novembre 2018 sono cresciuti del +1,8% i prestiti a società non finanziarie, famiglie consumatrici e famiglie produttrici fino a 5 addetti trainati dal +2,7% del totale delle famiglie. Le società non finanziarie si fermano sul +1,1% con i Servizi a +2,3% e il Manifatturiero a +2,1%. Le Costruzioni vedono un calo del 2,4%.

PEGGIORANO LE CONDIZIONI DI ACCESSO AL CREDITO DELLE PICCOLE IMPRESE MANIFATTURIERE
L’indagine sulla fiducia delle imprese Manifatturiere (Istat, 2019) evidenzia che dall’autunno del 2018 aumenta il numero di imprese che giudicano peggiorate le condizioni di accesso al credito. Nella primavera del 2012, la performance delle piccole imprese con meno di 50 addetti è stabilmente peggiore rispetto a quella delle imprese di maggiori dimensioni, anche se l’ultimo dato di dicembre 2018 vede un saldo delle piccole imprese pari al -12,6% e migliore di 0,9 punti rispetto al -13,5% delle altre imprese. In particolare, il 4% delle piccole imprese giudica più favorevole le condizioni di accesso al credito, e il 65,4% delle piccole imprese ha ottenuto il credito a fronte del 67% delle imprese medio-grandi. Se è vero che diminuisce il rifiuto da parte delle banche di concedere prestiti alle piccole imprese (67,2% vs. 86% delle altre imprese), è anche vero che è molto più diffuso il fatto che la piccola impresa non perfeziona l’operazione in quanto le condizioni risultano più onerose (32,8% vs. 14,0% delle altre imprese), a partire dall’aumento dei costi (2,3%) e dei tassi. Una piccola impresa, infatti, paga tassi effettivi strutturalmente più alti rispetto ad una medio-grande: tasso effettivo sui prestiti a breve termine pari a 6,77% a dicembre 2017, 300 punti base in più rispetto al 3,77%.

L’ARTIGIANATO VA GIU’
Per quanto riguarda l’artigianato, i dati forniti da Artigiancassa (fonte Banca d’Italia) segnalano che in cinque anni (giugno 2013-giugno 2018) i prestiti all’artigianato registrano un calo del 26% a fronte del -16,1% del totale imprese. Sul calo pesa un’intensa diminuzione delle sofferenze: 19,5% a giugno 2018. Il calo dei prestiti, al netto delle sofferenze, è del 7,5%. Da sottolineare, che tra dicembre 2009 e giugno 2018 le imprese artigiane sono diminuite dell’11% ed i prestiti a loro concessi del 30,3%. Il valore dei prestiti per impresa artigiana passa dai 3.854 euro ai 3.018 euro (-21,7%). Anche le imprese con 20 o più addetti, che rappresentano il 53,6% dei prestiti all’artigianato, tra giugno 2018 e ottobre 2018 sono state interessate da un rallentamento dei prestiti.

IL TREND DEL CREDITO ALL’ARTIGIANATO PER REGIONE
Il Centro-Nord assorbe l’83,5% dei prestiti all’artigianato – il 34,3% nel Nord-Ovest, il 30,2% nel Nord-Est ed il 19,0% nel Centro – mentre al Mezzogiorno va il restante 16,5%. In sedici regioni su venti il peso del credito all’artigianato sull’ammontare dei prestiti erogato al totale delle imprese supera la media (4,7%) con i valori maggiori per: Molise (9,4%), Marche (8,0%), Umbria (7,2%), Trentino-Alto Adige e Calabria (entrambe con il 7,1%) e Basilicata (7,0%). La flessione complessiva del 9,9% è diffusa in tutte le regioni, però le diminuzioni meno ampie di riscontrano in Liguria (-7,9%), Friuli-Venezia Giulia (-8,0%) e Piemonte (-8,4%) mentre quelle più intense in Sardegna (-15,0%), Marche (-13,6%) ed Umbria (-12,3%), regioni che – con l’Abruzzo – risentono degli effetti negativi degli ultimi terremoti.

IL TREND DEL CREDITO ALL’ARTIGIANATO PER PROVINCIA
Focalizzando l’attenzione sui dati provinciali, si rileva che in nove province il peso del credito all’artigianato sull’ammontare dei prestiti erogato al totale delle imprese è più che doppio rispetto alla media nazionale del 4,7%: Rieti (12,1%), Belluno (11,7%), Sondrio (11,4%), Enna (10,8%), Verbano-Cusio Ossola (10,7%), Asti (10,6%), Campobasso (10,4%), Macerata (10,1%), Sud Sardegna (9,6%) e Barletta-Andria-Trani (9,5%).

I CREDITI DETERIORATI
A giugno 2018 sono pari a 225 miliardi, il 10,2% (un decimo) del totale dei finanziamenti totali a clientela, intermediari creditizi e banche centrali. Il dato sul quale concentrarsi, è che in un anno scendono del 30,6% in controtendenza rispetto al +11% dei finanziamenti, diminuzione che risente delle cessioni di sofferenze agevolate dalla garanzia pubblica sulla loro cartolarizzazione. A settembre 2018 il flusso di nuovi crediti deteriorati rappresenta l’1,7% del totale dei prestiti in bonis, vicino al minimo degli ultimi dieci anni toccato nel precedente trimestre (1,5%): per le imprese quota del 2,8%; tre volte l’1,1% delle famiglie. Inoltre, crescono solo i prestiti alle microimprese sicure (+2,0%) mentre diminuiscono dell’1,1% per quelle solvibili, classe di rischio per cui crescono i prestiti a tutte le imprese non micro; crescono del 4,3% i prestiti alle grandi imprese rischiose, mentre diminuiscono quelli alle imprese rischiose non grandi. Dall’autunno del 2018 prevalgono le imprese manifatturiere che giudicano peggiorate le condizioni di accesso al credito.

LA DINAMICA DEI PRESTITI ALL’ARTIGIANATO: BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE
A giugno 2018 i prestiti all’artigianato a medio e lungo termine con durata superiore ai 12 mesi rappresentano il 70,7% dei prestiti al comparto e scendono del 5,2 (decisamente meno rispetto al -19,4% dei restanti prestiti a breve termine. A livello territoriale tutte le regioni mostrano flessioni dei prestiti a medio e lungo termine. Tra le principali regioni – ognuna con oltre 400 milioni di euro di prestiti totali all’artigianato – quelle meno intense sono il -2,2% della Calabria, il -2,9% del Veneto ed il -3,1% del Lazio. Tra le principali province – ognuna con oltre 400 milioni di euro di prestiti totali all’artigianato – si rileva un aumento dei prestiti a medio-lungo termine per Vicenza (+1,0%) e Treviso (+0,4%). I cali meno intensi sono quelli di Milano (-0,8%), Udine (-1,6%), Roma e Monza e Brianza (entrambe a -2,1%) e Torino (-2,5%).

Qui l’Analisi_tendenze_credito_confartigianato_imprese_2019

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