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Home Alba-Plast, dalla concorrenza orientale alla rivincita del Made in Italy: sui “bolidi” vince la qualità

Alba-Plast, dalla concorrenza orientale alla rivincita del Made in Italy: sui “bolidi” vince la qualità

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«Abbiamo battuto la concorrenza cinese per due ragioni: innanzitutto per la qualità dei nostri prodotti e in secondo luogo perché, in alcuni settori come quello dell’automotive, il committente pretende ancora il Made in Italy».

Siamo alla Alba-Plast, azienda di Castiglione Olona specializzata nello stampaggio di materie plastiche. A farci da guida fra i macchinari che lavorano a pieno regime è Emanuele Adamoli, 38 anni, che è ora al timone dell’impresa fondata negli anni ’80 da papà Pietro. Una realtà che negli anni è cresciuta (adesso ha 14 dipendenti, fra cui la sorella di Emanuele e due cugini), ha affrontato la crisi, ha investito in capannoni e tecnologia e ora produce (da terzista) anche per marchi come Ducati, Guzzi e Mv Agusta. Ma non solo. Nel business dell’azienda ci sono anche la cancelleria, le maschere da sci, i relè per i connettori usati nel campo ferroviario ed altro ancora. Perché, per rimanere competitivi, oltre alla qualità non c’è ricetta migliore della diversificazione.

Adamoli prende da uno scaffale un grosso faro posteriore, che è un po’ il simbolo della concorrenza orientale. «Questo – spiega – lo abbiamo prodotto per anni per la Piaggio. Veniva montato sulla nuova Vespa, quella entrata in produzione a inizio anni 2000. Lo facevamo con una tecnica speciale, perché usavamo la saldatura a lama calda. Poi verso il 2007 – 2008, con l’arrivo della crisi, l’azienda ha deciso di tagliare i costi e di spostare la produzione in Vietnam e lì abbiamo perso una commissione importante». Rimangono invece salde le collaborazioni (sempre da terzisti) con Ducati, Guzzi e Mv Agusta. «Se una moto viene prodotta in Italia, è importante che tutto sia fatto in Italia, anche fanalini e gruppi ottici, che sono i prodotti di cui ci occupiamo noi». Un esempio lo vediamo sotto i nostri occhi, quando da un altro scaffale Adamoli prende lo stop della Ducati Diavel.

Lo dicevamo: quello dell’automotive, seppur importante, non è l’unico settore in cui opera Alba-Plast. La cancelleria per esempio rappresenta una buona fetta del business. In azienda si producono e vendono prodotti anche con marchio proprio, come i dispenser dello scotch. Si potrebbe pensare che su articoli di questo genere la concorrenza orientale possa essere pericolosa. «Sì lo è – ammette Adamoli – ma si batte con la qualità». Ci fa vedere un attrezzo che serve per avvolgere i pacchi a mano con il film trasparente. «Questi li facciamo per un cliente che qualche anno fa ci aveva mollato per andare in Cina. Poi è ritornato sui suoi passi, perché la metà dei prodotti era difettosa e doveva rimandarla indietro. Noi fino ad adesso non abbiamo mai avuto un reso».

«La produzione è variata molto negli anni – conclude Pietro Adamoli, 72 anni, che è ancora il titolare dell’azienda assieme alla moglie – anche perché legarsi a pochi clienti e a pochi settori può risultare pericoloso. E poi bisogna investire. Quando ci siamo trasferiti qui da Lurate Caccivio (Co), abbiamo rifatto tutti i capannoni, ci siamo allargati. Da poco abbiamo anche comprato una parte del capannone qui di fronte e a marzo dell’anno scorso abbiamo acquistato un macchinario 4.0. Speriamo sia il primo di una lunga serie. Per l’azienda abbiamo veramente fatto i salti mortali. Basti pensare che il giorno in cui Emanuele si è laureato in ingegneria informatica, ce ne siamo andati via dalla festa per sistemare un problema in produzione e ci siamo sati fino a mezzanotte». E ammette con un pizzico di amarezza: «Gli ho fatto proprio un bel regalo».

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