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Dall’imprenditore al team: è la trasformazione manageriale il segreto della De Götzen

de-gotzen-2Un’accelerata senza precedenti. Questo ha vissuto la De Götzen srl di Olgiate Olona a partire dal 2014. L’azienda, che progetta, costruisce e vende apparecchiature dentali ad alta tecnologia usate dai dentisti di tutto il mondo, in quattro anni ha quadruplicato il fatturato, raddoppiato i dipendenti e decuplicato la produzione. Nata come impresa a gestione individuale, in cui l’imprenditore accentrava su di sé tutta la parte decisionale, nel 2006 ha cambiato rotta, entrando nell’orbita del gruppo francese Acteon, che ne ha poi assunto il controllo nel 2014. Con un obiettivo: cambiarle volto, per farla crescere in modo esponenziale.

«Il nuovo management – spiega Marco Mollica Poeta, finance & hr manager, in azienda dal 2014 – ha deciso di dare una svolta anche al nostro sito produttivo e di passare quindi dalla gestione di un singolo imprenditore, a quella di una linea di manager, introducendo una serie di figure chiave tra cui il mio ruolo, il quality manager, il direttore di stabilimento, il direttore engineering. Quindi una serie di figure che fossero in grado, in team, di portare avanti l’azienda con un’ottica di forte crescita». Si è agito quindi subito sulla struttura organizzativa, per migliorare i processi produttivi e del prodotto. Lo conferma Alvise Reither, arrivato in De Götzen nel 2016 con il ruolo di site manager: «Aprirsi è fondamentale. Il passaggio reale è stato quello d vengono prese e condivise da tutti, proprio per la ricerca della massima efficienza in tutte le funzioni aziendali».i passare da un’azienda padronale con una decisione concentrata in una o due figure massimo, ad un concetto di staff in cui le decisioni.

Ad ogni professionista un proprio ruolo specifico, per riuscire ad ottimizzare le prestazioni. Lo sa bene Debora Tedesco, in De Götzen da 3 anni con il ruolo di accounting supervisor. «La persona che ho sostituito quando sono entrata in azienda si occupava di tutta la parte amministrativa, contabile, finance e di risorse umane. Ma curava anche gli acquisti e le vendite». Una mole di lavoro importante per una sola figura professionale. «Adesso stiamo ridimensionando le varie attività, per esempio Marco si occupa soprattutto di finance, io di amministrazione e sta arrivando una persona solo per la gestione delle risorse umane, in modo da permettere a tutti di dare la giusta attenzione alle proprie mansioni».

UNA CRESCITA ESPONENZIALE: NUMERI RECORD
In quattro anni il fatturato è passato da 7,5 a 28 milioni l’anno, i dipendenti da 45 sono diventati un centinaio e la produzione del macchinario di punta (il Trium) è passata da 10 a 100 unità al mese.
«Abbiamo trasformato una produzione artigianale in una produzione di serie e standardizzata. È cambiato quindi il modo di lavorare. Uno degli aspetti più critici di questo periodo, però, sono state più che altro le assunzioni». A parlare è Cristiano Colombo, operation and supply chain manager. Lavora nello stabilimento di Olgiate Olona dal 2009 e ha visto i dipendenti del suo reparto, quello di produzione, passare da 30 a 60 in poco tempo. «Abbiamo dovuto fare molti colloqui ravvicinati e inserimenti continui. La difficoltà è stata quella di creare team ben mixati in esperienza ed età».

Si è puntato molto anche sulla divisione Ricerca e Sviluppo, che conta oggi 15 dipendenti, quasi il triplo di quelli presenti nel 2014. D’altronde si può essere organizzati finché si vuole, ma solo con un prodotto all’avanguardia si può pensare di crescere. E dalla Francia hanno capito che puntare sui prodotti di De Götzen, in particolare sugli extra orali (che permettono di scansionare la bocca, con una dose radiogena molto bassa rispetto a una tac tradizionale), sarebbe stata la scelta giusta. «Negi ultimi 4 o 5 anni è cambiato un po’ tutto – racconta Andrea Castellini, sales general manager di Acteon Italia – anche perché, grazie al lancio di nuove tecnologie e di nuove apparecchiature, il mercato ci è venuto incontro e ci ha permesso di costruire la nostra struttura. Nel 2014 eravamo un paio di persone come business unit commerciale, ora siamo in dieci».

A De Götzen ammettono che qualche resistenza all’inizio c’è stata, soprattutto da parte di alcuni dipendenti abituati alla vecchia gestione, o di qualche fornitore che non riusciva a cambiare le proprie tempistiche di lavoro. Ma di fronte alla crescita di fatturato, ai premi di produzione a fine anno e a una struttura organizzativa moderna ed efficiente, c’è ben poco da obiettare.

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