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Home La e-fattura stimola l’efficienza, ma quel 107% ci fa lo sgambetto

La e-fattura stimola l’efficienza, ma quel 107% ci fa lo sgambetto

BERLIN, GERMANY - DECEMBER 15: In this photo illustration plastic, toy construction workers stand around a one Euro coin on December 15, 2010 in Berlin, Germany. European leaders are scheduled to meet at a European Union summit in Brussels tomorrow to discuss measures on how to stabilize the Euro that could include the creation of a permanent eurozone bailout system. The Euro has come under severe strain in the last year through the economic problems of some of its members, and a group of nations nicknamed the PIIGS (Portugal, Ireland, Italy, Greece and Spain) have been named by many analysts as the countries posing the biggest threat to the common currency's stability. (Photo Illustration by Sean Gallup/Getty Images)

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QUEL 107% CHE CI FA PERDERE COMPETITIVITA’
«Fatto 100 il salario netto, c’è da aggiungere un altro 107% di tasse e contributi». Lo scrive il Sole 24 Ore, titolando l’articolo: «Costo lavoro: Italia al top dopo il Belgio, il cuneo pesa in busta paga per il 107%». Incredibile a dirsi, ma il vero gap competitivo del nostro Paese con i competitor europei, è proprio questo. Un esempio: «Su una retribuzione di mille euro, il costo reale per l’imprenditore è di 1.828 euro. Su un salario di 3mila euro netti mensili, l’esborso per il datore arriva al top: 7.311 euro». Il «macigno» frena la crescita, la competitività, la produttività e – naturalmente – le buste paga. Peggio di noi fa solo il Belgio. Ma fare meglio sono in tanti: Germania, Francia, Spagna, Regno Unito.

INTESA SANPAOLO E LE “IMPRESE VINCENTI”
E’ il nuovo programma della banca che punta a valorizzare le Pmi dell’eccellenza italiana. Eccellenze del Made in Italy nei settori dell’industria, dei servizi, del food&beverage, della moda e del design. Le imprese devono avere un fatturato tra i 2 e i 350 milioni di euro, almeno 10 dipendenti e sede legale in Italia. L’autocandidatura al programma “Imprese Vincenti” si deve presentare entro l’11 marzo 2019 compilando il questionario su www.intesasanpaolo.com. Di cosa si tratta? L’istituto di credito, con Bain&Company, Elite e Gambero Rosso offriranno strumenti di supporto «dedicati – scrive Italia Oggi – alla comprensione del posizionamento strategico dell’azienda sul proprio mercato di riferimento e all’identificazione di possibili linee guida per lo sviluppo, confronto con la community Elite, possibilità di confronto con best practice internazionali e partecipazione a corsi di formazione, workshop o sessioni dedicate su tematiche di carattere strategico».

FATTURA ELETTRONICA: EFFICIENZA E TRASPARENZA
Le lamentele nei confronti della e-fattura non si sono ancora spente. E a tenerle ben vive, questa volta, è l’Unione nazionale professionisti pratiche amministrative (Unappa). Che afferma sulle pagine del Corriere della Sera: «Conti, descrizioni, casi particolari, allegati, valori e quantità, schemi non sempre sono compatibili appieno con gli standard imposti dall’Agenzia delle entrate». Software house non sempre all’altezza, sistemi che non sono in linea con le esigenze dei fruitori, ritardi sulla consegna delle fatture, code lunghissime di consegna, errori nella predisposizione dei file Xml: insomma, niente di positivo? A rispondere è Francesco Caio, presidente di Saipem e «padre spirituale» della fatturazione elettronica. In un’intervista al Corriere, dice: «I vantaggi reali ed economici ci sono: efficienza, trasparenza, alfabetizzazione digitale per la Pubblica amministrazione e imprese, soprattutto piccole». Ma c’è dell’altro. «Certo la complessità del nostro fisco non aiuta, quindi l’arrivo della fattura elettronica potrebbe essere l’opportunità per avviarne una forte semplificazione». Insomma, la fattura elettronica «è un investimento che si ripagherà». Anche perché porterà al superamento di due digital divide: quello geografico delle reti e quello culturale dell’alfabetizzazione digitale.

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