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Mettersi in proprio: «Giovani o meno, tutti vogliono capire»

foto_mettersi_in_proprio_cattaneoLa voglia c’è, è tanta, ma per aprire una partita Iva ci vogliono preparazione, tenacia, costanza e soldi. E’ per questo che il consueto appuntamento con il ciclo “Mettersi in proprio”, giovedì 21 marzo nella Sala Polivalente del Comune di Vergiate (via Cavallotti 10) alle ore 17.30, sta riscuotendo un interesse crescente. Organizzato da Confartigianato Imprese Varese nell’ambito del progetto “Giovani di valore”, sostenuto da Fondazione Cariplo, l’evento entra nelle dinamiche più complesse che accompagnano l’apertura di un’attività.

NELLA TOP TEN DEGLI OSTACOLI, CI SONO I COSTI
I dati aiutano la comprensione del fenomeno: l’Associazione varesina, nei mesi di gennaio-febbraio 2018, ha ricevuto 105 potenziali imprenditori ma a mettersi in proprio sono stati solo 32. In questo 2019, nello stesso arco temporale, gli appuntamenti fissati sono stati 130 e 19 le attività aperte. A scoraggiare i potenziali imprenditori, al primo posto della top ten degli ostacoli, ci sono i costi. Troppi, di entità diversa e ai quali non si è preparati. A dirlo è Micaela Cattaneo, esperta di start up in Confartigianato Imprese Varese: «La prima domanda che ci viene rivolta è proprio questa: quanto costa aprire una partita Iva, quanto costa mantenerla nel tempo e quanto costa chiuderla?». Curiosità e passione non mancano. A mancare non sono neppure le idee, ma «chi si presenta nelle sedi della nostra Associazione, sui diversi territori della provincia di Varese, a volte esprime più dubbi che convinzione. E a volte si sentono scoraggiati perché sanno di non essere sufficientemente preparati all’avventura dell’imprenditorialità». Così bisogna fare due conti, e poi si decide. Perché ci sono i costi per aprire, i contributi Inps, l’Inail, la tenuta dei registri contabili, le tasse, il conto corrente, l’acquisto di materie prime, delle attrezzature e degli arredamenti, il costo dell’affitto e delle utenze e l’eventuale costo di un collaboratore.

«DICIAMO ANCHE NO, E ALCUNI RINGRAZIANO»
La soluzione si trova sempre, anche con un “no”
: «E’ uno fra i passaggi più importanti della consulenza di Confartigianato: guidare, consigliare, affiancare chi vuole aprire un’attività significa consegnargli le chiavi giuste per il proprio futuro. In questo ci sta la capacità di far riflettere chi hai davanti, mettendo sul piatto tutto ciò che serve per essere un vero imprenditore. Allora non è difficile incontrare chi ti ringrazia per avergli detto “lasci perdere”». Le persone apprezzano la “bocciatura” della loro attività, e il lavoro di un professionista che dica chiaramente ciò che si rischia. I potenziali imprenditori chiedono competenze, chiarezza, trasparenza e onestà. Anche perché alcuni pensano che aprire una propria attività sia facile.

GIOVANI O MENO, TUTTI VOGLIONO CAPIRE
Giovani e giovanissimi
(ventenni ma anche under 30), cinquantenni che vogliono fare il salto dopo una lunga esperienza da collaboratori in azienda, sessantenni che si vogliono rimettere in gioco, ma anche chi considera l’apertura di un’attività la sola occasione per riprendersi tra le mani la propria vita. Mettersi in proprio «è una scelta delicata sulla quale investiamo particolari risorse ed energie – prosegue Micaela. Molti chiedono una consulenza, ci pensano e poi ritornano. Altri partono dalle basi (conoscono codice Ateco dell’attività e regime fiscale) ma vogliono confrontarsi per acquisire sicurezza; altri ancora valutano le diverse soluzioni che prospettiamo durante l’incontro e insieme costruiamo un percorso funzionale ai propri obiettivi».

LE ATTIVITA’ CHE PIACCIONO
Tra le attività più gettonate si trovano quelle di imbianchino, edile, impiantista anche se tra le aperture di questi primi mesi del 2019 si evidenziano l’e-commerce, acconciatori e tatuatori, liberi professionisti ma anche attività più particolari come la wedding planner. I macro settori che vanno per la maggiore sono i Servizi alla persona e il comparto delle Costruzioni. In pole position si trova la città di Varese con 38 appuntamenti, seguita da Gallarate (25) e Saronno (22).
Insomma la voglia c’è, «soprattutto da parte dei giovanissimi che si muovono con l’incoscienza dei loro anni. Alcune ragazze, invece, si sono presentate all’appuntamento con la madre: un consiglio in più, anche in famiglia, può sempre servire». Per quanto riguarda la forma giuridica più richiesta, è quella della ditta individuale: «Ancora una volta è una questione di costi: per iniziare va bene così. Poi per crescere c’è sempre tempo. L’importante è partire con il piede giusto e credere nella propria idea». Che, però, dovrà fare i conti con la realtà.

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