Cerca:
Home Patrizia e Gianluca, il coraggio di fare impresa nel ricordo di Simone

Patrizia e Gianluca, il coraggio di fare impresa nel ricordo di Simone

«Quando se n’è andato, nel 2016, si è creato un enorme punto di domanda. Cosa fare? Lui me lo diceva nei suoi ultimi giorni di vita: se rischi di andare a gambe all’aria, molla tutto». Ma Patrizia Angeretti, 56 anni, non ha mollato e con l’aiuto del nipote Gianluca Mazzocchin, subentrato subito in azienda per farle da supporto, si è fatta forza ed è andata avanti.

Fondata nel 1993 insieme al marito Simone Andriolo, la Andriolo Scavi è un’impresa solida, con 10 dipendenti, che non ha sentito troppo la crisi. «Al momento siamo pieni di lavoro» conferma Patrizia. Una delle opere più grandi è stata la realizzazione della rotonda di Gaggiolo, ma l’impresa di Cantello fa di tutto. E sta qui il suo punto di forza, proprio nel suo essere poliedrica. «Ci sono per esempio delle ditte specializzate solo in grandi scavi che, durante la crisi sono entrate in difficoltà, perché non si costruivano più case e non c’era più bisogno di qualcuno che scavasse le fondamenta. Noi invece facciamo anche gli scavi più piccoli, come quelli per le condutture di acqua, luce, gas e telefono, e ci occupiamo di asfaltatura e opere di urbanizzazione primaria». Lavorano anche con il Comune di Cantello per lo sgombero delle strade dalla neve e per i lavori di manutenzione all’interno del cimitero. «Durante le nevicate – ricorda Patrizia -Simone usciva anche alle 3-4 del mattino insieme ai tecnici del Comune, per controllare in che stato erano le strade. A Cantello, quando nevica, sono sempre perfette».

In azienda, come dicevamo, c’è ora anche il nipote Gianluca. Ha 22 anni, è geometra ed ha una grande voglia di fare. È entrato ufficialmente nel 2016 acquisendo una quota societaria. Un modo per dire, a soli 19 anni, ci sono anch’io, ci sono fino in fondo, in una sorta di passaggio del testimone virtuale con lo zio. «Ho finito gli esami di maturità e sono venuto direttamente qui». Il periodo di transizione, dopo la morte di Simone, è stato delicato, come lo è ogni volta che viene a mancare l’anima di un’azienda. Ma Patrizia e Gianluca, con l’aiuto dei dipendenti, sono riusciti ad assestarsi e a ripartire. La Andriolo Scavi, per il giovane geometra, non era comunque una creatura sconosciuta.

Il suo ingresso come socio è stato accelerato dalla situazione, ma non era una cosa così inaspettata. «Io sui cantieri ci sono cresciuto. Ci andavo da bambino, con mio papà, e poi da ragazzo a lavorare. Tutte le estati le ho passate qui e i dipendenti sono anche i miei amici. Adesso sui cantieri non posso più lavorarci e trascorro molto tempo in ufficio. Ma appena ne apriamo uno nuovo o c’è bisogno di dare una controllata, voglio esserci sempre anch’io».

Se Patrizia ha trovato la forza di andare avanti è anche per gli operai. «Ci consideriamo una famiglia. Molti sono con noi da 10-15, anche vent’anni. Decidere di chiudere sarebbe voluto dire lasciarli a casa. E poi l’ho fatto, e lo continuo a fare, anche per onorare la memoria di mio marito».

Simone Andriolo era un’istituzione a Cantello e dintorni e aveva partecipato con grande impegno alla ricostruzione del muretto dell’asilo, crollato durante un nubifragio. Era un punto di riferimento per i suoi concittadini, tanto che a ottobre 2018 gli è stata dedicata una piazza. Ora Simone non c’è più, ma la sua ditta, aperta ormai un quarto di secolo fa, è ancora lì. E, guardando all’impegno e alla dedizione di Patrizia e Gianluca, è destinata a rimanerci per molto tempo ancora.  

TORNA SU