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Benessere: attenzione alle piattaforme hair & beauty on demand

foto_donne_bellezza_pcIn questi ultimi anni, il settore del benessere è stato soggetto a cambiamenti repentini per effetto dell’evoluzione della cultura dell’immagine. Infatti, il consumatore ha un approccio differente allo “star bene” perché attribuisce sempre più al “piacere”, e al “piacersi”, un valore sociale che va molto al di là del valore intrinseco di ciascun trattamento. Alla luce di questo si rileva, da una parte, una modifica delle caratteristiche della domanda da parte dei consumatori, che con sempre maggiore cognizione chiedono al mercato trattamenti ad elevato grado di specializzazione e, dall’altra il diffondersi dell’offerta attraverso canali innovativi, in grado di raggiungere capillarmente l’utenza.

L’innovazione tecnologica, infatti, ha favorito la creazione di piattaforme di servizi “hair & beauty on demand” in un settore già ad alto rischio per i consumatori, da troppo tempo vittime del fenomeno del low-cost e dell’offerta di trattamenti a prezzi “stracciati” che, nella quasi totalità dei casi, vengono proposti da soggetti scarsamente o per nulla professionali che ignorano i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza garantiti dalle imprese regolari ai sensi della legislazione vigente.

“Bisogna fare molta attenzione – ammonisce la Presidente nazionale di Confartigianato Benessere Tiziana Chiorboli. Quasi quotidianamente, attraverso i media, ci arrivano notizie di consumatori danneggiati, talvolta anche gravemente, da pratiche mal eseguite o eseguite in assenza delle prescrizioni di legge, o a causa di prodotti di scarsa qualità o scaduti. O,ancora, dall’utilizzo scorretto di apparecchiature o da mancanza di sterilizzazione degli strumenti”. E’ importante che il cliente tenga presente che, nel nostro Paese, le attività di acconciatura ed estetica sono regolamentate rispettivamente dalle Legge 174 del 2005 e dalla Legge 1 del 1990, sia con riferimento alla formazione obbligatoria per gli operatori che rispetto ai requisiti igienico-sanitari dei locali nei quali l’attività viene svolta con scelte consapevoli.

E’ evidente come, ad esempio, l’offerta di servizi “itineranti” non possa corrispondere alla tutela della salute del consumatore voluta dalle norme vigenti che, non a caso, prevedono lo svolgimento dell’attività in sede fissa se non con alcune particolari eccezioni. Le norme, nello stesso tempo, impongono il divieto dell’esercizio in forma ambulante, l’obbligo della presenza stabile e della relativa indicazione ed identificazione del Responsabile Tecnico, il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e – per le attività estetiche – l’osservanza al Decreto relativo all’utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche. “In molti casi – conclude la Presidente – si tratta di proposte che determinano concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari, e di pericolose risposte all’esigenza del cliente di ‘ritagliarsi’ del tempo per la cura dell’immagine”.

Confartigianato Benessere, che ha sempre contribuito in tutte le sedi istituzionali alla costruzione di regole certe a tutela degli operatori e dei loro clienti, sottolinea l’importanza di una corretta e costante informazione nei confronti del consumatore rispetto ai rischi derivanti da trattamenti eseguiti senza il rispetto delle prescrizioni, affinché si affermi sempre più l’importanza di affidarsi ad operatori qualificati a garanzia della corretta esecuzione dei trattamenti.

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