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Bilancio Sociale 2018: un anno di responsabilità

foto_bilancio_sociale_2018«Rappresentare sé stessi in una logica di trasparenza». Il proposito di Confartigianato Imprese Varese, nelle parole del direttore generale Mauro Colombo, negli anni è diventato un impegno etico e morale al quale si sono dedicate sempre più energie. Non è un caso che la parola guida del Bilancio Sociale 2018 sia “responsabilità”. Responsabilità di essere, di fare, di guardare oltre, di innovare, del dialogo, dell’integrazione, di esserci, dell’azione. Un percorso di maturazione e trasformazione che, ricorda il DG dell’associazione varesina, «è una scelta di testimonianza e un fondamento etico imprescindibile per un Gruppo che rappresenta quasi ottomila imprese (socie e clienti) e che, per queste imprese, immagina da sempre uno sviluppo responsabile, etico, efficace e duraturo».

Quasi settanta pagine dove i tanti numeri esprimono il peso specifico di una struttura – composta dalla società di servizi Artser, QuiCredito, Faberlab, Fondazione San Giuseppe e Moa – che nel 2018 ha saputo «innescare e interpretare, con coerenza, cambiamenti e innovazioni» non solo per e con le imprese ma anche per e con i territori. Un impegno, quello di Confartigianato Imprese Varese, condotto con determinazione e coraggio e che ricade sulle famiglie, sul benessere sociale, sull’efficacia del servizio offerto, sulla diversificazione e sul rafforzamento della voce delle Pmi ai tavoli istituzionali.

Ricorda ancora Colombo: «Con il documento dedicato al 2018, sono nove anni di Bilancio Sociale. Nove anni di racconto del valore di un’organizzazione che ha le sue fondamenta nel territorio e, come prospettiva di crescita, il superamento dei confini». Confini non solo geografici ma anche nelle capacità e nelle esperienze. Superare, in questo caso, significa andare oltre le aspettative degli attori dei territori. A partire dalle imprese. Andare oltre le consuetudini e leggere il cambiamento – intervenuto tanto nell’economia quanto nella società e nella politica – attraverso le nuove competenze. E’ per questo che, «come si impone nei periodi di transizione – chiude il direttore generale – nuove figure professionali sono entrate a far parte del Gruppo: ingegneri della sicurezza e informatici, commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti finanziari e fiscali, esperti di privacy e startup di impresa. Figure che si sono integrate ai collaboratori già presenti in azienda, in una logica di sinergia e completezza dell’offerta».

Nel Bilancio Sociale 2018 non si raccontano i propositi futuri, ma quelli realizzati secondo i valori che Confartigianato Imprese Varese ha posto alla base della sua missione al fianco delle imprese: persone, legalità, rete, etica, formazione, benessere. Ovviamente, responsabilità. Il tutto «a misura di Pmi: siamo diventati sempre più collettori di professionalità trasversali, formazione e sviluppo».

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