Cerca:
Home Il futuro di Varese si scrive con la “T”: tecnologia, talenti, tolleranza

Il futuro di Varese si scrive con la “T”: tecnologia, talenti, tolleranza

varese - convegno confartigianato studio ambrosetti 13-3-2019 - valerio de molli

Valerio De Molli, amministratore delegato di Teh – The European House Ambrosetti, e Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, danno due diverse definizioni della provincia di Varese.

UNA BELLA, RICCA ADDORMENTATA
Diverse ma non contrastanti: il primo la considera «una bella addormentata», mentre il secondo parla di «una ricca signora che sta diventando povera». In entrambi i casi serve una scossa: per non perdere la ricchezza acquisita, ma per aumentarla. Il come è facile capirlo: bisogna essere attrattivi. Tante riflessioni, tanti dati, qualche idea, autocritiche coscienziose e sincere: la presentazione dello studio “La provincia di Varese, scenari di futuro” commissionato da Confartigianato Imprese Varese a The European House Ambrosetti, ieri sera a Ville Ponti, ha premuto l’acceleratore su pregi e virtù del nostro territorio.

LA NOSTRA FORZA E’ LA NOSTRA DIVERSITA’. MA CI VOGLIONO LE TRE “T”
Partendo da una considerazione e da una domanda. La prima è del direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo: «Le tante diversità di cui si compone questo territorio sono un suo punto di forza, ed è per questo che dobbiamo far conoscere le sue positività per farle diventare un esempio». La seconda: perché un’impresa, o chi ha talento, dovrebbe trasferirsi qui? «Oggi – ha detto De Molli – si combatte la guerra spietata dell’attrattività. E per essere attrattivi si devono rispettare le tre “T”: Tecnologia, Talenti, Tolleranza». E’ per questo che lo studio ha preso il via dall’analisi di sette mega trend: «Disruption tecnologica, nuove conoscenze e competenze, nuovi modelli di comunicazione, sostenibilità, cambiamenti socio-demografici, globalizzazione 2.0, urbanizzazione». Sotto i riflettori, i dieci punti che rendono forte la provincia e i dieci che la stanno indebolendo.

I 10 PUNTI DI FORZA
Varese, con la sua cultura del lavoro e il senso del dovere, è la prima provincia più ricca d’Italia, conta 388mila occupati su 899mila abitanti, registra la miglior performance italiana nell’export (il 61% dei prodotti che vanno nel mondo sono di alta tecnologia), è terza nella classifica lombarda per densità di imprese manifatturiere (7,2 per chilometro quadrato) e Pmi (17,6 per chilometro quadrato). Le infrastrutture strategiche non mancano (l’aeroporto di Malpensa, il corridoio ferroviario TEN-T Reno-Alpi e il teminal intermodale di Busto Arsizio), ma si dovrebbe intervenire anche su quelle più elementari (il tragitto Varese-Milano, in treno, si fa ancora in 55 minuti). E’ alta la specializzazione industriale nei settori manifatturieri rilevanti, il benessere è diffuso, i centri di ricerca non mancano (ma con l’ex Euratom non si collabora) e la pubblica amministrazione è efficiente. La provincia di Varese, però, corre veloce anche nella quota di imprese che investono nel green (terza in Italia) ed è la prima a livello lombardo per patrimonio artistico e paesaggistico (con i suoi quattro siti Unesco). Territorio da sempre vicino al ciclismo, è secondo nella classifica lombarda per indice di sportività.

I 10 PUNTI DI DEBOLEZZA
Fin qui tutto bene, ma dall’avvento della crisi ad oggi gli imprenditori delle piccole e medie aziende sono stati i primi ad accorgersi di rallentamenti e arresti. La provincia di Varese, che ci ha messo otto anni per recuperare i livelli pre-crisi, presenta una manifattura che è cresciuta solo del 4,5% (con conseguente perdita di occupazione) rispetto al 55,2% di quella lombarda e del 44,4% di quella italiana. In Lombardia è al penultimo posto per densità di startup innovative, la disparità di ricchezza tra i Comuni è particolarmente accentuata (131,3% tra i primi 5 e gli ultimi 5), è una fra le più vecchie della Lombardia e dell’Italia (si invecchia e si nasce sempre meno) ed è poco attrattiva per studenti e imprenditori stranieri, la spesa turistica è bassa. Infine, ha una bassa risonanza mediatica sul web (con il 3,7% di visibilità si posiziona al quartultimo posto tra le Province lombarde).

SPUNTI DI RIFLESSIONE PER IL “THINK TANK VARESE”
La visione strategica deve prendere il via da alcune considerazioni. Ancora De Molli: «Trumpenomics, governo tra Lega e M5S, i Gilet Gialli a Parigi, la Brexit: chi avrebbe mai immaginato potesse accadere tutto questo? Però è importante immaginare, quindi la visione del futuro di questo territorio deve partire da un sogno al quale dare una scadenza e un intento strategico». Nello stesso tempo bisogna puntare sull’«Effetto Smile» delle imprese: «Di fronte allo spostamento di alcune aziende, è fondamentale che la loro testa pensante (R&S e tecnologie) rimanga sul territorio. E’ un valore e un vantaggio», sottolinea l’amministratore delegato. Come lo è il «fare squadra: solo così si vince tutti insieme. Da qui la proposta di attivare il “Think Tank Varese 2030”, un tavolo di lavoro che avrà, tra i tanti obiettivi, anche quello di superare il “provincialismo” varesino per portare il territorio verso iniziative progettuali condivise da tutti». Non solo associazioni di categoria, imprese, istituzioni locali, provinciali e regionali ma anche da sindacati, scuole, università e media. Campo da gioco e giocatori ci sono: ora si deve lavorare sulla strategia.

TORNA SU