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Parliamo di futuro: quello di Varese e quello dell’Italia

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PROVINCIA DI VARESE, QUALE FUTURO?
Il conto alla rovescia è cominciato. Il 13 marzo, alle 17.30 alle Ville Ponti di Varese, verrà presentato lo studio commissionato da Confartigianato Imprese Varese a The European House Ambrosetti: “La provincia di Varese, scenari di futuro”. Due le domande alle quali rispondere in prima battuta: quali scenari di futuro si profilano all’orizzonte? E, soprattutto, quali azioni strategiche sono necessarie per favorire lo sviluppo vincente del territorio?

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Il confronto è aperto e coinvolge tutti gli attori della provincia, ma non solo. Di mezzo, infatti, ci sono anche le relazioni con la città metropolitana, il Canton Ticino, il Verbano Cusio Ossola, la provincia di Novara e quelle di Como e Lecco. Perché insistere così tanto su queste analisi? Lo spiega il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo: «La dinamicità territoriale si deteriora e la componente economica è in sofferenza. La manifattura arranca così come arrancano demografia, capacità innovativa (siamo in penultima posizione su scala regione per densità di start-up) e grossi insediamenti industriali, molti dei quali migrati verso aree metropolitane con migliori prospettive di sviluppo e maggiore infrastrutturazione». Temi duri da affrontare, ed è per questo che lo studio di Ambrosetti sarà solo il primo passo verso una riflessione a più ampio raggio.

REDDITO DI CITTADINANZA: DA OGGI IL VIA ALLE DOMANDE
Ci siamo, oggi è il gran giorno. Per 1,8 milioni di famiglie che vivono in povertà assoluta e circa 5 milioni di persone. Così dice l’Istat. L’Inps, invece, parla di 1,2 milioni di famiglie (e 2,4 milioni di persone interessate) e l’Inapp di 1,7 milioni di famiglie (4 milioni i potenziali beneficiari). I single saranno il 47,9% delle famiglie che potranno utilizzare il Reddito di Cittadinanza (RdC) e riceveranno, in media, un sussidio annuo di 4,485 euro. Gli stranieri beneficiari saranno invece 333mila, il 12,4% del totale.

  • I requisiti
    Scrive il quotidiano “La Repubblica”: «Il Reddito può essere richiesto da single con Isee inferiore ai 9.360 euro annui, reddito famigliare sotto i 6mila euro, patrimonio immobiliare diverso dalla prima casa non superiore a 30mila euro, patrimonio finanziario entro i 6mila euro (fino a 20mila per le famiglie con disabili), niente auto o moto nuove e potenti, nessuna nave o barca». C’è anche una pensione di cittadinanza, che spetta a chi ha gli stessi requisiti del reddito ma con famigliari over 67.
  • A chi presentare la domanda, ma senza correre…
    Da oggi, e dal 6 di ogni mese, ci sono tre modi per chiedere il RdC: attraverso il portale www.redditodicittadinanza.gov.it, rivolgendosi ai Caf (Centri di assistenza fiscale: gli unici che sono in grado di fornire assistenza su norme e rischi delle false dichiarazioni) o alle Poste. Inutile correre: meglio presentarsi a scaglioni e in ordine alfabetico (questo è il consiglio di molti uffici postali). Anche perché per la richiesta del reddito c’è tempo fino alla fine di marzo.
  • Come “spendere” il Reddito
    Caricato su una card Poste Pay, il Reddito di Cittadinanza deve essere utilizzato per l’acquisto di genere alimentari e il pagamento dell’affitto, del mutuo e delle bollette. Probabilmente verranno incluse altre “categorie”, come l’abbigliamento.
  • Il lavoro
    Chi riceve il RdC, e tutti i componenti della sua famiglia che possono lavorare, entro un mese dall’accoglimento della domanda da parte dell’Inps deve sottoscrivere la Did, la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Ai beneficiari arriveranno tre offerte di lavoro: a termine o stabili, vicine o lontane da casa. In caso di rifiuto, si perde il Reddito. Chi non può svolgere alcun impiego, verrà reindirizzato ai servizi sociali dei Comuni.
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