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Vuoi metterti in proprio? Vieni ad Azzate

foto_mettersi_in_proprioL’ultimo appuntamento in ordine di tempo, nella Sala Polivalente del Comune di Vergiate, ha riservato alcune piacevoli sorprese. I potenziali neo-imprenditori possono essere tanti o pochi, dipende dalla fattibilità dell’idea imprenditoriale, ma tutti hanno entusiasmo da vendere. E non tutti sono anagraficamente giovani: c’è chi ha superato i cinquanta e vuole lavorare con i cani, chi è studente e sogna un futuro in un agriturismo, chi lavora nel campo della musica ma non sa dove sbattere la testa, chi vuole aprire un’attività tutta sua nel settore dell’autoriparazione.
Mettersi in proprio è un’avventura ed è importante affidarsi ad una guida esperta. Confartigianato Imprese Varese, nell’ambito del progetto Giovani di Valore, prosegue gli appuntamenti territoriali dedicati a “Mettersi in proprio”.


«MI POTETE DARE UNA MANO?»
Il prossimo incontro è fissato a giovedì 4 aprile, dalle ore 17.30, nel Comune di Azzate in via Castellani 1. Le domande più frequenti sono due: mi potete dare una mano? Quante risorse mi servono? I consulenti dell’Associazione varesina sono i punti di riferimento per questi eventi nei quali lo spirito imprenditoriale viene messo a nudo, entrando nei particolari. Perché gli elementi da conoscere sono tanti, ma si deve partire sempre dall’idea: potrebbe funzionare? Non lo si può sapere fino a quando non ci si è confrontati con chi, di neo imprenditori, ne incontra tanti ogni giorno. Ogni caso è unico, ogni persona crede a tal punto nel proprio “progetto” – giusto che sia così – da voler bruciare le tappe. E tutti chiedono, raccontano, cercano un confronto e tante risposte.

PARTIRE DALLE BASI
Però si deve partire dalle basi e dalle norme che regolamentano i singoli settori. Perché ci sono attività libere, regolamentate ma senza sede o regolamentate con sede. Aprire un bar, un’attività di acconciatore o di imbianchino, un’impresa grafica o di commercio on line non è la stessa cosa. Inoltre, bisogna rispettare alcuni requisiti professionali, perché a volte è più che sufficiente un titolo di studio, altre volte un patentino (abilitazione), altre volte questi ultimi due insieme. Semplice? Non sempre. Perché a questi si devono aggiungere le norme nazionali, regionali e locali che definiscono i requisiti edilizi, urbanistici e igienico-sanitari che bisogna obbligatoriamente rispettare.

L’IMPRESA “SU CARTA”
Ci sono alcuni modelli di pianificazione aziendale che sono fondamentali per chiarire le idee e per partire con il piede giusto
. Il Business Model Canvas (Bmc) è uno strumento veloce che il neo-imprenditore può modificare anche nel corso della realizzazione della sua esperienza imprenditoriale. Il rapporto con i clienti e con i fornitori, le risorse da mettere a disposizione (dove trovarle e come usarle?), i mezzi di comunicazione (come raggiungere il target di clientela che fa per me?), le attività da mettere in campo, i costi e i ricavi. Basta un foglio diviso in nove caselle, qualche post it, tanta buona volontà e un professionista in grado di dare i consigli giusti. Chi ha già provato il Business Model Canvas non l’ha più abbandonato. Chi lo vuole utilizzare sa, invece, che può fare la differenza perché aiuta a riflettere e a potenziare la propria strategia. Infine, c’è anche chi si è preso una pausa proprio grazie a questo modello: «Mi sono reso conto che nella mia idea c’era qualcosa che non funzionava: ho tolto i post it, ci ho ragionato sopra e poi ho ricostruito la mia azienda».

QUANTO MI COSTA?
Il problema è sempre quello: ci sono linee di finanziamento per i neo imprenditori? A chi e dove posso rivolgermi? Ho un mio piccolo capitale, ma mi basterà? Posso usare il crowdfunding? Senza risorse economiche un’azienda non parte, non cresce, non resiste al tempo. Tutto si gioca sull’equilibrio tra costi fissi, costi variabili e ricavi. Il Conto Economico è semplice da leggere, ma la sua compilazione richiede una certa esperienza nella gestione delle proprie finanze. Perché gli investimenti e l’uso dei capitali (per l’appunto propri, o di terzi), il ricorso agli istituti di credito o a canali alternativi a quelli bancari, così come l’accesso ai bandi pubblici, richiedono una certa preparazione.

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