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I “tagli” che fanno bene alle Pmi: arrivano le riforme

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UN TAGLIO AL CUNEO FISCALE: AL VIA LE RIFORME
Si attende entro il 10 aprile il programma nazionale di riforma che accompagnerà il varo del Documento di Economia e Finanza. Una parte rilevante di interventi interesserà il lavoro. In sintesi, secondo quanto scritto dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”:

  • Taglio al cuneo fiscale – Lo strumento principale che aiuterà la diminuzione del costo del lavoro a carico delle imprese sarà la digitalizzazione. «In Italia, oggi, su una retribuzione netta di mille euro il costo reale per l’impresa è di 1.828 euro. Su un salario di 3mila euro netti al mese, l’esborso per il datore di lavoro è di 7.311 euro»: questo l’esempio proposto dal quotidiano economico. Inoltre, fatto 100 il salario netto c’è da aggiungere un altro 10% di tasse e contributi: peggio dell’Italia fa solo il Belgio,
  • Flat tax – La tassa sarà al 15% per le famiglie con redditi al di sotto dei 30mila euro (oggi, la tassazione, si misura su 5 aliquote diverse),
  • Abbattimento del debito pubblico – Entro la fine del 2019 si darà il via ad una completa mappatura «finalizzata alla predisposizione di una legge quadro di riordino e valorizzazione dei regimi di concessione». Da qui il recupero delle risorse per la riduzione del rapporto debito /Pil,
  • Banca per gli investimenti – Nasce la banca, con garanzia esplicita dello Stato, che facilita l’accesso al credito delle Pmi. Tra i suoi compiti anche «l’erogazione di finanziamenti per iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale. Il Governo, però, proseguirà a sostenere l’accesso al credito delle imprese attraverso il rafforzamento del Fondo di Garanzia delle Pmi e della sezione speciale dedicata alla micro-imprenditorialità». Nel decreto semplificazioni sono stati stanziati altri 50 milioni di euro per sostenere gli interventi di garanzia «in favore di Pmi in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti ma titolari di crediti nei confronti delle Pa»,
  • Salario minimo orario – Riguarda i settori non coperti dalla contrattazione collettiva. Infatti, la legge sul salario minimo orario riguarderà «tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva: ogni ora del lavoratore non potrà essere retribuita al di sotto di una certa cifra»,
  • Soppressione del Cnel – Il programma conferma la soppressione del Cnel. Le altre azioni riguardano: la riduzione dei parlamentari (i deputati dovrebbero passare da 630 a 400, mentre i senatori da 315 a 200), la nuova riduzione degli stipendi dei parlamentari, il potenziamento degli istituti di democrazia diretta e, in ultimo, la possibilità di «ricorrere alla Consulta sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento».

SUPERAMMORTAMENTO, TAGLIO IRES, DEDUCIBILITA’ IMU
Il decreto crescita arriva oggi, alle 16, in consiglio dei ministri. E sono stati sciolti quasi tutti i nodi che, nelle scorse settimane, avevano creato tensioni tra il ministero dell’Economia e quello dello sviluppo economico. Dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”:

  • Superammortamento – E’ stato ripristinato, «seppur per un periodo limitato e con il tetto di investimento a 2,5 milioni di euro e l’esclusione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto non strumentali all’attività di impresa»,
  • Riduzione dell’Ires – Si scommette su una riduzione progressiva dell’imposta (2,5 miliardi di euro a regime) pagata eventualmente dalle imprese sugli utili reinvestiti. E questo a prescindere dalla destinazione degli utili all’interno dell’organizzazione aziendale. «Si parte dal 2019 con un taglio dell’1,5% (che fa scendere il prelievo Ires dal 24 al 22,5%) per poi proseguire con un taglio di 1 punto percentuale sia nel 2020 che nel 2021. Nel 2022 si arriverà ad una aliquota del 20%,
  • Deducibilità Ires – A completare il pacchetto ci sarà la possibilità di dedurre l’Imu, versata dagli imprenditori per gli immobili strumentali all’attività di impresa, dall’Ires. La deducibilità passerà, nel 2019, dal 40% al 50%; nel triennio 2020-2022 arriverà fino all’80%,
  • Altri interventi sul fronte fiscale – Semplificazione del patent box (la detassazione dei brevetti di tutti i beni immateriali dell’azienda, ad eccezione dei marchi), bonus per le aggregazioni di imprese e per la capitalizzazione, agevolazione per il rientro dei “cervelli” (per docenti e ricercatori che trasferiscono la loro residenza in Italia, dal 2020 aumenta da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale), maxi sconto fiscale per la rigenerazione urbana degli edifici, riapertura della rottamazione di multe e tributi locali,
  • Finanziamenti e contributi per R&S – Arriva il mix di finanziamenti agevolati, e contributi diretti, per progetti di ricerca sull’economia circolare (spese ammissibili tra 500mila euro e 2 milioni). Prevista dote di 140 milioni di euro.
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