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Il “piccolo (italiano) è bello”: per l’Europa ma anche per la Cina

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PMI EUROPEE, IN UN’EUROPA FATTA PER LE PMI
A sostenere e accendere il dibattito sull’Europa che verrà è anche Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese. Che questa mattina, dalle colonne dei quotidiani, chiarisce un concetto importante: «Abbiamo forse trascurato l’Europa, sbagliando. Ora terremo le antenne alzate e faremo in modo che lo stesso facciano le imprese, per verificare che chi andrà in Europa non lo faccia passivamente, ma sappia coordinare interventi finalizzati a migliorare il contesto in cui operano le aziende». Sotto i riflettori, il numero uno di viale Milano non pone solo le (scarse) risorse europee a favore delle Pmi ma anche quelle «azioni dirette ad aumentare le competenze di base e trasversali attraverso maggiori investimenti in istruzione, formazione professionale, formazione continua, competenze digitali e apprendistato, anche duale». L’Europa post 26 maggio, quindi, dovrà essere a tutti gli effetti un’unione di interessi comuni volti a soddisfare, in prima linea, i bisogni delle piccole e medie imprese. Ne abbiamo bisogno tutti. Ed è per questo che di Europa parleremo giovedì 7 maggio, dalle 18.30, nella sede di Gallarate di Confartigianato Imprese Varese. Con Carlo Altomonte ed Enrico Colombo, docenti universitari specialisti delle dinamiche europee.

LE TRE MOSSE DELL’ITALIA ALLA CONQUISTA DELLA CINA
Equilibri europei ma anche equilibri mondiali. Il Premier Giuseppe Conte, dal secondo Forum sulla Belt and Road Initiative (Bri), si è portato a casa «un dividendo simbolico», scrive Il sole 24 Ore. In termini concerti, quali le scelte che l’Italia dovrà fare in tempi brevi per dare valore a questo dividendo? Le spiega il quotidiano economico: «Sottoscrivere l’accordo per la gestione della via marittima della Bri con specifico riferimento ai porti di Trieste e Genova. Definire volumi-obiettivo di traffico merci per fare di questi porti hub logistici per gli scambi tra Europa e Cina. Ma costituire anche joint venture per la gestione del rilevante business che ne conseguirebbe. Trieste potrà giocare un ruolo di collegamento con i Paesi dell’Europa orientale, mentre Genova – anche grazie allo Swiss Corridor – potrà essere uno snodo ideale per i collegamenti con il Nord Europa». Il secondo punto: «Con le imprese, il governo italiano dovrà identificare alcune piattaforme integrate di aziende in grado di operare in partnership con player cinesi nei Paesi terzi aderenti alla Bri. Bisognerà però definire i settori nei quali le imprese italiane possono vantare un differenziale rispetto a quelle cinesi». Terzo e ultimo: «Progettare un’architettura di collaborazione inter-universitaria sul fronte del sistema educativo. Questo interessa tanto le famiglie cinesi (che puntano ad una formazione di qualità per i loro giovani) quanto all’Italia, che potrà contribuire all’educazione di laureati cinesi, futuri top manager, capaci di diventare gli ambasciatori del Made in Italy».

GIMAC: QUANDO IL PICCOLO E’ BELLO
Le piccole imprese vanno nel mondo, e questo non è un mistero. A maggior ragione se impegnate in prodotti di nicchia per settori di nicchia: il biomedicale è uno di questi. Sullo “Speciale Leonardo” del gruppo “Quotidiano Nazionale”, tra alcune storie di imprese raccolte nel capitolo “Medicina e Scienza”, ecco comparire la Gimac di Castronno. La foto di Simone Maccagnan, uno dei quattro figli del fondatore dell’azienda, è a corredo di un breve articolo nel quale si mettono in rilievo i punti di forza di questa azienda di Castronno dove “il piccolo è bello”. E per “piccolo” qui si intende la produzione di dispositivi biomedicali dello spessore di un capello. Dice Maccagnan: «I tre pilastri della nostra azienda sono la lealtà, l’innovazione e lo spirito di avventura. La lealtà è alla base di ogni rapporto; l’innovazione è cercare continuamente un nuovo modo per acquisire ed elaborare; l’avventura è ciò che ci porta in mercati lontani, per esempio il Giappone, dove l’attenzione è tutta concentrata sul valore della produzione». E l’avventura continua…

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