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Smart e connessa: Faberlab presenta la casa del futuro

2160x1080_everbrite_faberlab16-05-2019

Connessi sempre, in ogni luogo, in ogni momento e con qualunque oggetto. Succede in casa, in azienda, nella vita. Succede sempre più spesso perché sempre più frequente e diffuso è l’impiego delle tecnologie legate al paradigma di Internet of Things (IoT), quell’internet delle cose che permette agli oggetti di diventare “smart”, intelligenti e in grado di dialogare.

Come tutto questo cambierà il nostro modo di lavorare, ormai, non è più troppo presto per dirlo. Anzi, è bene metter mano (e testa) con urgenza a questa nuova quotidianità. Faberlab, il Digital Innovation Hub tradatese di Confartigianato Varese, proverà a spiegarlo il 16 maggio prossimo a Gallarate in occasione del seminario tecnico gratuito “Smart e connessa: la rivoluzione digitale del settore casa” durante il quale, dalle 18.30 alle 20.30, verrà presentata l’analisi “Scenari applicativi basati su tecnologie gravitanti intorno al paradigma di Internet of Things per soluzioni in ambito Smart Living” realizzata dall’Università degli Studi dell’Insubria.

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FOCUS SUL SETTORE COSTRUZIONI
Obiettivo, esplorare le innovazioni che l’Internet delle Cose porterà in settori strategici come quello delle costruzioni e dell’impiantistica, della logistica, della salute e dei trasporti. «L’analisi esplora tutti questi fronti ma, in occasione del seminario, gli autori si focalizzeranno in particolare sul cosiddetto “smart building”» spiega il responsabile di Faberlab, Davide Baldi.

Il documento, che porta le firme di Alberto Coen-Porisini, Sabrina Sicari e Alessandra Rizzardi, è un vero e proprio “viaggio nei servizi smart” e parte da una premessa: «L’Internet of Things apre nuove opportunità sia nel business che nelle attività legate alla vita quotidiana e consente di fornire servizi nuovi, utili e customizzabili a diversi profili di utenti, in base alle loro abitudini e preferenze» si legge nell’introduzione.

VIVERE MEGLIO OGGI SI PUO’
Una rivoluzione intelligente che consente risparmio di tempo, di risorse e di energia, maggiore flessibilità e facilità nell’esecuzione di attività e processi. Si pensi al settore casa, per restare a contatto con la quotidianità. Proseguono gli studiosi dell’Insubria: «Applicazioni in ambito smart building hanno lo scopo di garantire una maggiore vivibilità ed efficienza degli ambienti lavorativi (smart offices) e privati (smart homes). Un esempio rilevante in quest’ambito è la domotica, che ha come obiettivo principale il controllo da remoto delle apparecchiature (auto-regolazione di riscaldamento e aria condizionata, gestione automatica di luce naturale ed artificiale, impianti di allarme, ecc.), equipaggiate con appositi sensori e attuatori. In tal modo si dovrebbe assistere a una riduzione dei consumi e, di conseguenza, dei costi».

Stesso discorso vale per logistica, trasporti e salute che, assieme alle infrastrutture, vanno a comporre il macrocosmo dello “smart living”. «Non stiamo parlando di tecnologie avveniristiche ma di tecnologie in fase di evoluzione ma già diventate vere e proprie applicazioni» prosegue Baldi.

PORTARE LA RICERCA IN AZIENDA
Ecco perché Faberlab il 16 maggio porterà letteralmente “la ricerca in azienda”, affiancando alla teoria anche applicazioni pratiche. E proseguendo nel percorso di avvicinamento delle Pmi alla digitalizzazione efficace e vincente.

Perché non conoscere oggi dove vanno le tecnologie significa rimanere esclusi da una fetta di mercato che diventerà sempre più rilevante. Lo conferma lo studio: ad essere coinvolti, nel solo settore dello smart building, sono più soggetti. Ed è bene che tutti siano adeguatamente informati. Stiamo parlando di utenti, amministratori, manutentori degli impianti che regolano lo smart building, fornitori dei servizi e delle tecnologie impiegate, installatori delle tecnologie e degli impianti all’interno dello smart building. A questi si aggiungano i costruttori e, per gli edifici pubblici, le istituzioni (Comuni, Province, Regioni e Stato).

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