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Credito sempre giù. Confartigianato rafforza QuiCredito: serve formazione finanziaria

Davide GalliNei capannoni cresce l’ottimismo ma non è generalizzato e il motivo è presto detto: troppe nuvole oscurano ancora il cielo della piccola e media impresa. Dal congelamento del mercato interno al contestuale rallentamento del commercio internazionale (-1,1% su scala nazionale nel confronto tra primo trimestre 2019 e primo trimestre 2018) fino alla persistente difficoltà di accesso al credito (-1,1% dei prestiti a dicembre 2018 contro il +1,2% del totale imprese), le criticità persistono.

Con non pochi paradossi, a dire il vero, soprattutto e alla luce del fatto che le Pmi continuano a fare la parte del leone nell’economia nazionale. L’innovazione, infatti, sempre più spesso passa dalle “piccole”, tanto da essere aumentata del 34,8% solo negli ultimi due anni (+15,6% rispetto alle aziende con più di 250 dipendenti).

«Scontiamo un deficit di ossigeno finanziario che mal si concilia con la spinta innovatrice che arriva dalla piccola e media impresa e con la necessità di maturare risposte più efficaci e performanti alle richieste del mercato» annota Davide Galli, imprenditore e presidente di Confartigianato Varese, che al tema del credito guarda con crescente preoccupazione ma anche con volontà di reagire alle congiunture negative.

f060e5a5d17f956d29e9e5e75de88803«L’aumento del debito pubblico, sotto la lente dell’Unione Europea, il cattivo posizionamento dell’Italia nel contesto dell’Ue per quanto riguarda crescita, investimenti e occupazione e il rallentamento dell’azione di Governo in occasione della recente tornata elettorale sono fattori che penalizzano le imprese di piccole e medie dimensioni. Se a questo aggiungiamo le difficoltà di accesso al credito e un panel di incentivi ai quali l’accesso è difficile, il quadro non è positivo».

In provincia di Varese, i dati dell’accesso al credito evidenziano una tendenza negativa sovrapponibile a quella nazionale: secondo i dati della Banca d’Italia relativi al febbraio 2019, lo stock di finanziamenti concessi a società non finanziarie e famiglie produttrici ammontano a 8,1 miliardi di euro al netto delle sofferenze. Di questi, il 16,6% – pari a 1,3 miliardi di euro – sono stati erogati a favore di imprese con meno di venti addetti. Rispetto al febbraio 2018, le cifre evidenziano un calo in ottica tendenziale del 3,7%, nonostante una dinamica positiva del 4,8% per l’intero settore produttivo e del 6,7% per le imprese con oltre 20 addetti.

«Siamo ben coscienti di queste dinamiche e, per questo, abbiamo scelto di reagire: la denuncia, da sola, non cambierà le cose. Il cambiamento dipende anche da noi imprenditori» prosegue Galli, confermando il potenziamento in corso delle attività di QuiCredito. «Diffondere tra le imprese maggiore cultura finanziaria, rafforzare l’efficacia delle domande di accesso al credito, mantenere sotto controllo costantemente la situazione finanziaria, conservare un ranking adeguato e, al contempo, sensibilizzare gli istituti di credito sono azioni determinanti e sono in capo ai nostri esperti».

L’impegno è quello di rafforzare le Pmi nelle relazioni con le banche. «A fronte di questo sforzo ne aspetto uno altrettanto efficace da parte del sistema creditizio e interventi di sostegno realmente indirizzati alle esigenze della Piccola e Media Impresa». La grande partita della programmazione dei fondi comunitari sarà il primo banco di prova per la Regione e per il Governo.

«Intanto, conclude Galli, apprendo con favore che Regione Lombardia ha deliberato un nuovo stanziamento per garantire continuità a “Credito Adesso”: si tratta di uno strumento snello, smart ed efficace sulla quale puntare».

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