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Home Gli euro-convinti vincono sugli anti-Ue. Perché l’Europa è una bella idea

Gli euro-convinti vincono sugli anti-Ue. Perché l’Europa è una bella idea

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LO DICONO LE IMPRESE: SI’ ALL’EUROPA, MA NON COSI’. UN MODELLO DA RIPENSARE
L’Europa aiuta, o peggiora, la difficile situazione economica italiana? Questa è una delle tante domande che la Community Group, società di comunicazione delle imprese, ha sottoposto ad un campione di cittadini e imprenditori. I risultati li comunica “Il Sole 24 Ore”. Partendo da un punto sul quale, tutti, non accettano passi indietro: l’Europa serve, l’euro anche, ma «occorre ripensare il suo modello di governance politico ed economico». Infatti, il 62% delle imprese (tre anni fa erano il 69%) afferma che «si starebbe peggio se si tornasse alla lira. Nello stesso tempo si starebbe peggio se si lasciasse l’Ue: lo dice il 56,4% contro il 69% del 2016». E la ricetta per far diventare l’Ue e la moneta un’opportunità? Per il 78,6% è quella di trovare un maggior coordinamento tra le politiche economiche nazionali. Ma anche «aumentare il peso dell’Italia che, per la maggioranza degli intervistati, resta trascurabile». Comunque. «Gli euro-convinti sono il 56,6% tra le imprese e il 50,4% tra i cittadini. Tre anni fa, le percentuali erano rispettivamente del 69% e del 67%. Gli anti-Ue avanzano soprattutto nella popolazione: dall’11,7% del 2014 al 28,9% di oggi. Le imprese, invece, restano fredde all’idea di una Italexit: 23%, anche se cinque anni fa erano al 14%». L’euro? Certo c’è, anche tra le imprese, chi pensa che la moneta unica abbia portato solo complicazioni: sono il 31%. Il 50,4% degli imprenditori ritiene, però, che l’euro sia «necessario nonostante le difficoltà e c’è, pure, un 18% che sostiene che ha prodotto solo vantaggi». Delusione? Non manca, ed è dettata soprattutto «dall’onda lunga della crisi finanziaria e dalla reazione delle istituzioni politiche e monetarie europee».

DIVERSI MA UNITI: L’EUROPA E’ L’IDEA MIGLIORE CHE ABBIAMO MAI AVUTO
Sul voto del 26 maggio, data in cui i cittadini italiani andranno alle urne, scommette alla grande il governo italiano. Così come scommettono, su queste elezioni europee, anche gli altri Paesi Ue. A tal punto che 21 capi di Stato hanno firmato un appello dal titolo “L’Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto». L’appello va ai cittadini: «Sarete voi a scegliere quale direzione prenderà l’Unione, perché l’Europa unita ha bisogno di un voto forte dei popoli». Messaggio ricevuto: «L’integrazione e l’unità sono essenziali: tutti noi vogliamo che l’Europa continui come Unione». Su “Il Sole 24 Ore” si sottolineano i principali contenuti dell’appello: «Due sono i punti che reggono questa impostazione anti-disgregativa: l’impegno per un’Europa pacifica e le sfide globali come i cambiamenti climatici, il terrorismo, la globalizzazione economica e le migrazioni che non si fermano ai confini nazionali». Sotto i riflettori, questa necessità di «lavorare insieme come partner uguali a livello istituzionale». Dunque, saranno elezioni «speciali». Con la consapevolezza che tutti gli Stati europei sono diversi fra loro: c’è chi vorrebbe ridimensionare la libertà di movimento o abolire alcune istituzioni comuni, chi vorrebbe lasciare l’Unione, chi invoca maggiore integrazione Ue o un’Europa a più velocità. Insomma, le diversità non devono spaventare perché – si legge nell’appello – «l’Unione può reggere il peso di un tale dibattito, sapendo che non si deve tornare a un’Europa nella quale i Paesi siano avversari piuttosto che partner alla pari».

IN EUROPA “PORTE CHIUSE” AI SOVRANISTI. IN ITALIA, DAL 27 MAGGIO…
Imprenditori e cittadini ci credono; i governi spingono. Cosa accadrà in Italia? L’ultimo sondaggio a cura di WinPoll, pubblicato da “Il Sole 24 Ore”, tenta di fare chiarezza su sovranisti ed europeisti. E, secondo i dati, «nel prossimo parlamento europeo ci sarà un’ampia maggioranza europeista. Per confermare la prossima commissione non ci sarà bisogno dell’apporto dei sovranisti, né di quelli della neonata Alleanza di Salvini, né quelli che si annidano in altri gruppi politici. La prossima maggioranza parlamentare sarà composta, come quella che ha eletto la commissione Juncker nel 2014, da Popolari, Socialisti e Liberali», commenta il quotidiano economico. Per poi sottolineare che «è vero che Popolari e Socialisti avranno meno seggi di allora, ma i Liberali ne avranno di più. E se fosse necessario, a loro si potrebbe unire una parte dei Verdi. E’ possibile che la nuova maggioranza sia più ampia e più eterogenea di quella del 2014, ma sarà comunque auto-sufficiente e saldamente europeista. E quasi certamente meno incline della precedente a concedere flessibilità all’Italia sui conti». Dunque? Dall’esito di queste elezioni europee non passerà, però, «la soluzione dei problemi italiani. Che, invece, spettano ai due partiti al governo nella misura in cui verranno gestiti i nuovi equilibri all’interno del Parlamento di Roma». I giochi si faranno dal 27 maggio in poi. E se il 50% degli intervistati afferma di avere «poca fiducia nel governo», quasi il 60% dice che «non si avranno elezioni anticipate nel 2019».

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