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Il 16 maggio c’è BTicino a Gallarate con Faberlab per costruire la vera casa “smart”

foto_dario_necchi_bticinoDario Necchi, responsabile della formazione tecnica di Bticino, ha cinquantotto anni. E una figlia che, «anche se non è ingegnere elettrotecnico – dice lui – si diverte a rendere smart gli oggetti». Più che un gioco, un divertimento. Il punto sta tutto qui. E lo dice chiaramente Necchi, presente il 16 maggio alle ore 18.30, nella sede di Gallarate di Confartigianato Imprese Varese (viale Milano 69) in occasione dell’evento Smart e connessa: la rivoluzione digitale del settore casa” organizzato da Faberlab di Tradate e Università dell’Insubria di Varese. A quest’ultima, il compito di presentare l’analisi dal titolo “Scenari applicativi basati su tecnologie gravitanti intorno al paradigma di Internet of Things per soluzioni in ambito smart living”.


SE IL CLIENTE “FA DA SE'” RISCHIA DI FARE MALE
Necchi chiarisce subito un punto: «Un oggetto smart è una cosa; un’altra, invece, gli oggetti intelligenti connessi fra loro che interagiscono e possono essere comandati da remoto con applicazioni e standard». Ecco perché il messaggio del responsabile della BTicino interessa tanto le imprese (del settore impiantistico) quanto i cittadini. Partiamo dalle prime: «Con Living Now Smart, l’impianto Bticino per uso civile che presenteremo a Faberlab, le imprese non devono cambiare le loro abitudini. Praticamente l’impianto lo si realizza come si è sempre fatto, ma con una sola e piccola differenza: usando alcuni oggetti che sono smart. Ai professionisti diciamo sempre che è meglio muoversi in anticipo, conoscere i migliori prodotti presenti sul mercato, sviluppare una propria sensibilità smart e proporre al cliente le soluzioni “intelligenti” migliori per la sua abitazione. Se non lo fa l’impresa, lo farà il cittadino. Ed ecco il secondo punto. Basta un sito di e-commerce per selezionare in pochi attimi l’oggetto che interessa, e portarselo a casa. Però è questo che fa la differenza: un installatore realizza un impianto smart; un cittadino, invece, avrà solo uno o più oggetti smart non connessi fra loro. Per essere ancora più chiari: la rivoluzione degli oggetti intelligenti connessi fra loro (Internet of Things), per le imprese del settore è una grande opportunità. Il “fai da te”, invece, potrebbe ingenerare solo una grande confusione nel cliente finale: oggi, nove su dieci vanno su Amazon e si comprano il singolo oggetto anche perché pensano che un impianto smart costi molto di più rispetto ad uno tradizionale. Ma non sanno che quello che stanno facendo non sarà mai un “impianto intelligente”. Rispetto ad un impianto tradizionale, quello connesso ha costi superiori di un 15, al massimo di un 30%. E più la metratura dell’appartamento aumenta, più è conveniente. Insomma, mai come oggi il futuro è a portata di mano e di portafogli».

APPLICAZIONI PRATICHE: A GALLARATE L’ESEMPIO DI LIVING NOW SMART
Perché gli oggetti smart non sono solo intelligenti e semplici, ma anche furbi. «Lo sono – prosegue Dario Necchi – nel senso che il loro utilizzo deve semplificarmi la vita; se invece me la complicano, perché complessi, l’obiettivo della vivibilità della casa inevitabilmente crolla. E’ anche per questo che il gruppo Legrand, del quale fa parte BTicino, ha acquisito uno fra i principali attori del mondo smart – Netatmo – specializzato in oggetti e soluzioni intelligenti. Perché l’oggetto che proponiamo anche alle imprese in sé è basico; è l’applicazione che realizza la connessione a offrire le performance aggiuntive. Faccio un esempio: il termostato smart in sé è un comune termostato, ma con l’App si trasforma in cronotermostato. Naturalmente, la connettività da remoto non è un dettaglio». Così si può partire da casa il lunedì, tornare il giovedì, e gestire direttamente dall’aeroporto il riscaldamento di casa: facile capire il valore aggiunto di queste funzionalità.
In occasione dell’evento del 16 maggio, non mancheranno le applicazioni pratiche dell’impianto smart: come si installa, come funziona, come si comanda. Per trasmettere a imprese e curiosi la dinamicità che garantisce l’interazione tra gli oggetti di casa. D’altronde, i dati confermano un trend in crescita: «Entro il 2020, negli Stati Uniti più della metà delle abitazioni sarà dotata di speaker vocali. La strada è questa, e le altre nazioni seguiranno a ruota. Inoltre, con il prodotto BTicino non si devono progettare abitazioni o impianti diversamente da quanto si fa oggi. Si devono solo utilizzare oggetti diversi. In modo semplice. Ma è una rivoluzione che va spiegata».

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