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La casa ha bisogno di “intelligenza”: Insubria e Faberlab insieme per le costruzioni smart

IOT concept. Smart home connection and control with devices through home network. Internet of things doodles background.Obiettivo: rilanciare la filiera casa attraverso la ricerca e il trasferimento delle conoscenze dai centri di ricerca all’applicazione quotidiana.

Così è partita la prima collaborazione formale tra il Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Varese, Faberlab, e il dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università degli Studi dell’Insubria. «Una sinergia che eleva al massimo livello la mission di trasferimento tecnologico del nostro Dih e che abbiamo finalizzato a sostenere un settore che, ancora oggi, risente più di altri della crisi, in molti casi proprio per colpa dei mancati adeguamenti alle innovazioni tecnologiche» spiega il responsabile di Faberlab, Davide Baldi, con riferimento al cosiddetto “smart living” e a tutto ciò che di intelligente è stato portato nella vita quotidiana dalle applicazioni pratiche dell’Internet delle Cose (IoT – Internet of Things).

Costruttori, impiantisti, installatori e operatori nei settori del mobile arredo e dell’hi tech (domotica) sono, dunque, chiamati a vario titolo a modificare il proprio modo di lavorare per assecondare richieste provenienti dal mercato, ormai abituato ad interagire con termini quali smart building, smart transport, smart health e smart logistic.

PUNTARE SUGLI EDIFICI
«Nella macro categoria dello smart building, oggetto di una ricerca condotta dal professor Alberto Coen Poresini, dalla professoressa Sabrina Sicari e da Alessandra Rizzardi, ricercatrice dell’ateneo di Varese, abbiamo scelto di puntare in particolare sugli edifici data l’importanza che rivestono le imprese del settore tra le piccole e medie imprese della provincia di Varese» prosegue Baldi.

Lo studio “Scenari applicativi basati su tecnologie gravitanti intorno al paradigma di Internet of Things per soluzioni in ambito smart living” verrà presentato a imprese, professionisti e istituzioni pubbliche in occasione dell’incontro “Smart e connessa: la rivoluzione digitale del settore casa” in programma dalle 18.30 alle 20.30 del 16 maggio nella sede di Confartigianato a Gallarate (viale Milano, 69).

Il passaggio dallo studio all’applicazione pratica avverrà grazie all’intermediazione del Dih Faberlab e con il supporto di aziende specializzate, a partire da una considerazione: sul totale delle 60.800 imprese attive sul territorio, 11.201 appartengono al settore costruzioni (peso complessivo pari al 18,42%). Un numero rilevante e, al contempo, decrescente: il confronto tra quarto trimestre 2017 e stesso periodo del 2018 evidenzia un impietoso -2,46%. Percentuale superiore a tutti gli altri comparti: manifatturieri, servizi, commercio e agricoltura.

Il salto tra avviamenti e cessazioni rimane tuttavia meno critico rispetto al passato (-113 tra gennaio e dicembre 2018 rispetto al -647 del periodo gennaio-dicembre 2019), «e questo ci fa dire che il settore ha già pagato il proprio conto salato alla recessione e che oggi più che mai è necessario un investimento anche culturale per sostenerne la timida risalita» continua Baldi.

CHI NON SI ADEGUA E’ FUORI DAL MERCATO
La collaborazione tra Faberlab-Confartigianato e università si è concretizzata con il bando regionale “Lombardia 5.0: sviluppo, innovazione e integrazione della filiera smart living” e, molto probabilmente, non si fermerà alle 104 pagine del documento.

«La connessione, sempre, in ogni luogo, in ogni momento e con qualsiasi oggetto è un paradigma con il quale è necessario convivere e lavorare strutturalmente – ammette Baldi – Chi, nei prossimi mesi/anni non riuscirà ad adeguarsi rischia di uscire dal mercato e, dunque, di pagare un conto salatissimo».

Anche perché l’utenza chiederà sempre di più edifici intelligenti in grado di far risparmiare, tempo, risorse ed energia, garantendo flessibilità e facilità di interazione. «Applicazioni in ambito smart building hanno lo scopo di offrire maggiore vivibilità ed efficienza degli ambienti lavorativi (smart offices) e privati (smart homes) – spiegano gli studiosi dell’università degli Studi dell’Insubria nel documento – Un esempio rilevante in quest’ambito è la domotica, che ha come obiettivo il controllo da remoto delle apparecchiature (auto-regolazione di riscaldamento e aria condizionata, gestione automatica di luce naturale ed artificiale, impianti di allarme, ecc.), equipaggiate con appositi sensori e attuatori. In tal modo si dovrebbe assistere a una riduzione dei consumi e, di conseguenza, dei costi».

Il futuro, per la casa, è adesso. E non ci si può permettere passi falsi.

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