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Home Nuovi bisogni, nuove case. Art Nova si è messa in rete per costruire l’edificio intelligente

Nuovi bisogni, nuove case. Art Nova si è messa in rete per costruire l’edificio intelligente

foto_3Con l’Internet Of Things, una casa si trasforma in altro. In più case, per esempio, dove uno spazio diventa, a seconda dei casi e dei bisogni, zona living, zona business, zona relax, zona studio. Per poi ritornare com’era prima. Un’isola con sedute, tavolini e luci – in questo caso con comando vocale Alexa e Google Home – nasce alla Art Nova di Besnate.

Di smart building e smart living abbiamo parlato a Gallarate il 16 maggio, iniziando un cammino di formazione e informazione ormai fondamentale per l’intero settore casa. Ma di smart building parliamo anche grazie alla Art Nova di Besnate.

SMART HOME: ECCO COME NASCE L’”ABITARE INTELLIGENTE”
L’isola modulare nasce a Besnate ma anche in Brianza con un driver tecnologico che è BTicino (presente anche a Gallarate con alcune applicazioni pratiche) e altre tre aziende: Salcom, Turati T4 e Mobilform. La rete si è data il nome di “Smart Home Group Milano”, impegnata in soluzioni abitative che fondono design, ergonomia e domotica. Una soluzione integrata che punta dritto all’Internet Of Things: oggetti connessi fra loro, che dialogo fra loro e che possono auto-apprendere. Ad oggi gli oggetti hanno un piede nel futuro e, se non lo hanno ancora, sono futuribili, adattabili e personalizzabili. Filippo Piotti, architetto e designer a capo della Art Nova con i fratelli Riccardo e Alessandro, dice che «tutto ha preso il via da una ricerca personale, che alla Art Nova sta occupando risorse e tempo dal 2015, e dal bando regionale “Smart Home” con l’obiettivo di sviluppare la strategia “Lombardia 5.0”. Il senso è questo: sostenere progetti di sviluppo, e innovazione, attraverso filiere produttive in grado di realizzare prodotti, processi o servizi nuovi per valorizzare l’”abitare intelligente”».

NON INVENTIAMO NUOVI OGGETTI, MA SODDISFIAMO NUOVI BISOGNI
Per capirci meglio: «Lo scarso successo della domotica “vecchio stile” era legato proprio alla complessità di progettazione e istallazione e alla “chiusura” del sistema – prosegue l’imprenditore – Qui si tratta, invece, di arrivare a un pensiero progettuale in cui i singoli oggetti di Art Nova sono i granelli all’interno di un sistema di casa integrato, scalabile e flessibile, dove gli elementi interagiscono fra loro per il confort e il benessere di chi ci vive. L’oggetto in sé non è rivoluzionario; ad esserlo è l’insieme delle nuove funzioni che si generano. Quindi non pensiamo a inventare nuovi oggetti tecnologici, ma a creare nuovi scenari e soddisfare nuovi bisogni che dieci anni fa non esistevano. Oggi si vuole lavorare attorno al salotto (home working), fare video conferenze o semplicemente video chiamate, ricevere persone e intrattenersi con loro in modo informale (per un brunch o un semplice aperitivo), utilizzare tablet e altri dispositivi mobili, dislocare strumenti per il controllo vocale, usufruire di home cinema. Dieci anni fa la distinzione zona pranzo, divano privato e studio erano ancora ben definiti nello spazio domestico. Oggi questa distinzione si sta lentamente estinguendo in favore di ambienti multifunzionali».

UN APPARTAMENTO LUXURY DALLA FUNZIONALITÀ GIAPPONESE
Da qui un progetto articolato che porta, grazie alle nuove tecnologie e all’Internet Of Things, ad un “abitare intelligente” (ma anche funzionale, furbo e innovativo) dove i nostri oggetti, grazie alle App di riconoscimento vocali, «interpretano le nostre parole, imparano le nostre abitudini, anticipano i nostri bisogni, soddisfano i nostri nuovi gusti», prosegue Filippo Piotti. Un fiume in piena: «La prima parte del progetto è stata presentata all’edizione 2019 del Salone del Mobile di Milano. Si tratta di un appartamento rivolto ad un target luxury dove i nuovi prodotti e le nuove funzionalità dell’Internet Of Things permettono di creare nuovi scenari per famiglie dalle molteplici identità.

Il tavolino – che serve per leggere, studiare o lavorare – diventa allo stesso tempo una fonte di energia wireless (una sorta di power bank da 20mila mAh), e una luce ambientale mobile che si adatta ai diversi momenti della giornata. Per un futuro prossimo, stiamo già pensando di cablare i tappeti per permettere la ricarica wireless ad induzione di questi nuovi dispositivi. In tutto questo, non c’è alcun filo a vista. Lo stesso divano può trasformarsi in zona relax, notte, pranzo, living. Oggetti multifunzionali secondo l’idea giapponese della funzionalità: design accattivante ma essenziale, pulizia formale, ordine e spazio ragionato e pensato».

UNA CASA PER LA QUARTA ETA’, DOVE INOSPITALITÀ DIVENTA BENESSERE
Ma “Smart Home” è pronto a fare un passo in più. E questa volta pensando ad un target diverso: quello della quarta età. Prosegue Filippo Piotti: «Invecchiando, sopraggiungono i primi acciacchi e le piccole depressioni. Allora abbiamo pensato ad un luogo dove sia agevole spostarsi, dove energia e luce siano puntuali, dove gli oggetti possano avere usi diversi e gli scenari possano cambiare e adattarsi, di volta in volta, ai bisogni. Secondo un’idea di ospitalità, sicurezza e semplicità di interazione. Inventiamo cose semplici con l’accortezza di dire, ai clienti, che il vero gioco lo fanno però gli arredatori/architetti con gli installatori degli impianti: sono queste le figure che, dialogando con l’Internet Of Things, danno forma agli scenari desiderati».

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