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Opi, l’azienda “di peso” che mette sulla bilancia tradizione e innovazione

foto_7Cassano Magnago dista da Oggiona Santo Stefano, un tempo distretto storico delle bilance (qui si è sfiorata la desertificazione imprenditoriale), poco meno di 5 chilometri. E proprio a Cassano, in via Matteotti 61, ha sede la Opi, impresa che per anni si è dedicata alla produzione di «strumenti di peso». Fondata da Gianfranco Lunardi e Fervia Stocco, l’attività prende il nome da una dea etrusca dell’abbondanza, ma di bilance ne assembla sempre meno.

UNA STORIA DI SUCCESSO
Eppure alla Opi si racconta una storia di successo: nel 1979 Lunardi inventa e brevetta una bilancia meccanica semiprofessionale (adatta per il settore alberghiero e della ristorazione) e vende il 70% della produzione in Nord Africa, Messico, Spagna, Portogallo e Medio Oriente. Nel 1990 è la volta della prima bilancia elettronica/digitale e sette anni dopo acquisisce la Imba, Industria Meccanica Bilance Automatiche, con la sua ricca gamma di prodotti.

L’EURO, LE BILANCE ELETTRONICHE E IL FALLIMENTO
Si avvicina il 2001 e le bilance elettroniche sono la nuova frontiera: la Opi si lancia nella produzione con un’attenzione particolare al settore alimentare (pescherie e macellerie) adottando l’acciaio Aisi 304 per la costruzione delle bilance e rifornendo il mercato di prodotti «indistruttibili. Forse troppo indistruttibili». Nel frattempo l’arrivo dell’Euro impone un cambio: «Le vecchie bilance dovevano essere sostituite da altre in grado di utilizzare i decimali della nuova moneta: quintuplichiamo il fatturato e sfioriamo i cinque miliardi delle vecchie lire», ricorda Gianfranco. La qualità è alta, i clienti apprezzano, si estende l’impegno commerciale. Ma qui la storia assume toni drammatici: una truffa economicamente imponente mette in ginocchio l’impresa. Che nel 2001 passa dai quindici collaboratori di allora, ai quattro di oggi: «Un imprenditore si sente sempre responsabile, anche per fatti che non dipendono da lui, così abbiamo aiutato i nostri dipendenti a trovare un nuovo posto di lavoro in altre aziende del territorio».

MENO BILANCE, PIU’ BILANCE: NASCE OPILAB
Si impone una sola domanda: «Cambiamo vita? Emigriamo?». La risposta è una sola: «Ripartiamo». Fervia e Gianfranco lo fanno con i figli Nicolle e Kewin: nel 2005 nasce la Opi. Ma con una veste diversa, perché la produzione è ormai marginale ma sempre molto curata ed attenta alle esigenze dei singoli fino ad offrire soluzioni di pesatura personalizzate.

Dice Stocco: «Forti delle conoscenze tecniche acquisite sul campo, ci dimostriamo duttili, approfittiamo della possibilità offerta dalla Camera di Commercio di diventare Laboratorio Metrologico Abilitato e offriamo un servizio che risponde ad un preciso obbligo di legge, quello che impone il controllo periodico delle bilance: nel 2008 nasce il Laboratorio Metrologico Opilab». In sintesi, sempre meno le bilance costruite ma sempre più quelle verificate. Con un inciso importante: «Il nostro laboratorio può intervenire su tutto il territorio nazionale e su tutti gli strumenti di peso sia come Verifica Periodica Metrologica, obbligatoria per legge per tutti gli strumenti di peso utilizzati per la vendita ai sensi del DM 93 del 21/04/17 e sanzionabile, se non rispettata, con somme in denaro fino alla temporanea chiusura dell’attività, sia per le verifiche di controllo interno per il Sistema Gestione Qualità (SGQ). Le Camere di Commercio invece, tramite i loro ispettori effettuano la sorveglianza sui territori di competenza controllando gli utenti in possesso di strumenti di peso, e sanzionandoli quando questi non sono verificati.  D’altronde con il peso non si scherza: “Una fetta di prosciutto in più non ha mai creato problemi, ma si pensi all’oro. Un grammo in più o in meno fa la differenza, eccome», sottolineano i due.

IMPRESA CHE FAI, COSTI CHE TROVI
Il Decreto Ministeriale 93/17 ha abrogato parte delle direttive e dei DM precedenti, ha mantenuto le parti residue del testo unico delle leggi metriche contenute nel Regio Decreto 7088/1890 e «obbliga tutti i laboratori metrologici abilitati ad adeguarsi il più velocemente possibile alle nuove norme – commenta la Stocco – In caso contrario, l’attività dei laboratori decadrà entro il 18 marzo 2019.

A verificare la nostra attività sarà Accredia». Con un costo che inevitabilmente una piccola impresa mette, è il caso di dirlo, sulla bilancia: «Il primo anno, per ottenere la certificazione, ci sarà un iter burocratico che ci costerà circa 40mila euro e altrettanti serviranno per l’implementazione della strumentazione: dalle masse campione ai comparatori di massa». Ma alla Opi si pensa al domani: «L’adeguamento al DM 93 ha cessato di essere un peso: abbiamo deciso di sfruttarne l’opportunità per diventare professionalmente più qualificati, e raggiungere una più vasta clientela offrendo servizi in linea con le nuove direttive di legge. Nel frattempo verifichiamo periodicamente gli strumenti di peso di moltissimi commercianti e quelli di famose aziende italiane: Poste Italiane, Rovagnati, Barilla, Tigros, Dal Colle, Melegatti, Aeroporti Milanesi ed altre ancora…».

 

 

 

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