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Stare bene in azienda per far star bene l’azienda: il benessere sul lavoro è in piattaforma

welfare1Stare bene in azienda significa far star bene l’azienda. Quello che all’apparenza sembra un gioco di parole, nei fatti – certificati da tutte le rilevazioni di settore – è una realtà della quale prendere atto. Lo sanno bene gli imprenditori che negli anni si sono avvicinati in numero sempre crescente al cosiddetto welfare aziendale, ovvero a quell’insieme di servizi, prestazioni e azioni che aiutano la persona a migliorare sensibilmente la propria qualità di vita sul luogo di lavoro.

D’altro canto, ci sono più ragioni per dire, a ragion veduta, che la strada che porta al welfare aziendale è senza ritorno. In primo luogo, perché la competitività di un’impresa, ovvero la sua capacità di attirare e trattenere professionalità di altro profilo, non passa più solo dal riconoscimento economico ma dipende in parte crescente dalla capacità di garantire condizioni di vita qualitativamente alte. Si pensi alla conciliazione vita-lavoro, ma anche ai servizi rimborsabili, a quelli dedicati al tempo libero e a tutto il capitolo della salute. E qui viene il secondo aspetto: dacché lo Stato, garante del primo welfare, ha iniziato a indietreggiare, il “mercato” del benessere si è spostato sul settore privato, diventando elemento di sviluppo e, quindi, di valorizzazione rispetto ai competitor.

Terzo: il tempo. Il bene più prezioso, quello che nessuna cassaforte può contenere, in realtà cresce nella virtuale banca del welfare aziendale, grazie a un panel di servizi capaci di ridurre gli impegni extra-lavorativi dei dipendenti e, quindi, di contenere ansie, tensioni e malesseri.

INDIETRO NON SI TORNA: MEGLIO GIOCARE D’ANTICIPO
Traduzione: indietro non si torna. Si pensi che oggi la diffusione del welfare aziendale oscilla dall’8 per cento circa (in rialzo) delle micro imprese al 65% di quelle con dimensioni medie, con picchi dell’80% nell’industria e un segno “+” che si ripete di anno in anno alla voce “tendenza”. Le motivazioni dell’andamento, che vale soprattutto per le regioni del Centro-Nord Italia, risiedono nell’importanza che anche le Piccole e Medie imprese attribuiscono al proprio capitale umano: ridurre le tensioni, gestire bene i propri dipendenti, ascoltarli per recepirne i bisogni, condividere con loro obiettivi di sviluppo e di riorganizzazione anche produttiva sono considerati plus irrinunciabili per rimanere sul mercato e per accrescere le performance.

Lo confermano gli esperti di Confartigianato Imprese Varese, che da fine 2017, hanno avviato un percorso di avvicinamento delle Pmi al welfare aziendale con azioni informative e formative e attraverso l’attivazione di una piattaforma in grado di trasferire i benefici del welfare direttamente dall’azienda interessata a erogarlo al dipendente destinatario dei servizi.

ACCESSO SEMPLICE, CHIARO, IMMEDIATO
Semplice, chiaro, immediato. Perché non basta offrire servizi, è necessario che siano fruibili in modo semplice, che abbiano una riconoscibilità “territoriale”, una prossimità rispetto ai dipendenti e che diano garanzia di qualità.

Il welfare aziendale, tra l’altro, è conveniente anche sotto il profilo economico e del cuneo fiscale (il grande male dell’Italia). Un esempio: in caso di “una tantum” dell’importo di tremila euro erogato dall’azienda, contributi e imposte finirebbero per ridurre l’importo netto a soli 2.200,66 euro. Con un premio detassato derivante da accordo sindacale, la cifra – al netto di contributi e imposte – risalirebbe di poco, e si attesterebbe a quota 2451,57 euro. Andrebbe, invece, molto meglio alla voce welfare aziendale dato che il netto, in servizi, rimarrebbe pari a tremila euro.

È per aiutare a 360 gradi i dipendenti anche sotto questo profilo che Confartigianato Imprese Varese, attraverso la società di servizi Artser, ha firmato con UbiBanca la collaborazione per mettere a disposizione delle circa novemila imprese associate e dei relativi quarantamila dipendenti una piattaforma grazie alla quale gestire comodamente tutto ciò che il welfare aziendale può offrire.

Si parte dai servizi a rimborso: campus estivi, baby sitter, badanti ma anche asilo nido, mensa scolastica, tasse universitarie, gite e trasporto pubblico possono essere pagati direttamente dai dipendenti e, in seguito, rimborsati. In un periodo, quello primaverile, che impone ai genitori di riflettere con attenzione sulle attività estive dei propri figli e sulla programmazione dell’attività scolastica post-festiva, il servizio a rimborso è fondamentale per ridurre stress e preoccupazioni.

LA SALUTE E IL TEMPO LIBERO
Non ha, invece, tempo la salute: attese, difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, incertezza sulla struttura sanitaria alla quale rivolgersi? Capita sempre più spesso. Per questo consentire l’accesso con condizioni di favore a servizi sanitari di qualità viene considerato un valore addirittura non monetizzabile. Attraverso la piattaforma è possibile prenotare check-up specialistici, visite mediche e accessi a strutture sanitarie convenzionate con tariffe agevolate. Inoltre, il dipendente ha la possibilità di contribuire al proprio fondo di previdenza complementare.

Piace soprattutto ai Millennials, ma soddisfa sempre di più i bisogni degli “over”, l’offerta dedicata al tempo libero e, soprattutto, al proprio miglioramento personale (a beneficio di carriera). Corsi professionalizzanti o di lingua, ma anche viaggi, ingressi al cinema e al teatro, centri benessere. E per prendersi cura della famiglia, servizi di riparazione, pulizia o lavori domestici.

Fare impresa, oggi, è anche questo: far star bene per stare sempre meglio sul mercato.

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