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Tutto parla con tutto: nel 2008 era un sogno, oggi la casa connessa è realtà con Faberlab

maxresdefaultNel 2008, Sabrina Sicari – dal 2006 ricercatrice in Sistemi di elaborazione delle informazioni all’Università dell’Insubria di Varese – fu convocata alla Commissione europea di Lione per parlare di Internet Of Things (Iot).

IL MAGO MERLINO DELLE NUOVE TECNOLOGIE
La prima slide della presentazione, probabilmente, lasciò di stucco i presenti: «In quella c’era l’immagine di Mago Merlino: allora queste tecnologie erano da considerarsi al pari della grande magia. Ora non più». Per l’appunto, in quel 2008 si parlava di futuro prossimo; oggi, di presente. Un presente smart. E’ questo il tema del seminario “Smart e connessa: la rivoluzione digitale del settore casa” organizzato per il 16 maggio nella sede di Gallarate (viale Milano 69) di Confartigianato Imprese Varese da Faberlab (Digital Innovation Hub) con l’Università degli Studi dell’Insubria.

SMART BUILDING: NON SOLO DOMOTICA
internet_of_thingsBasti pensare allo smart building, che ha come obiettivo quello di dare una maggiore vivibilità ed efficienza agli ambienti di lavoro ma anche a quelli privati. E qui entra in gioco la domotica, ma non solo: «La domotica – prosegue la ricercatrice – era collegata, se non relegata, al solo ambiente domestico e solo ad alcuni suoi aspetti: Internet Of Things è invece la comunicazione di tutto verso tutto. Quindi luci, allarmi, chiusure di porte e serramenti, impianti di irrigazione e di riscaldamento. Pensiamo alla pianta che ci invia un messaggio perché necessita di acqua; pensiamo

all’impresa edile – e agli impiantisti – quando apriranno un nuovo cantiere e dovranno lavorarci. Qui si parla di una progettualità che deve tenere conto di un sistema di vita completamente diverso da quello al quale siamo abituati: telecamere, sensori per aprire cancelli e garage, applicazioni per trovare il posteggio più vicino, l’accensione del forno da remoto, l’illuminazione dei vialetti comuni nel condominio, l’utilizzo dei body data come la retina. Ogni appartamento, ovviamente, può essere controllato in modo indipendente. Lo smart building porta allo smart living. Insomma, lo smart a tutto gas».

IL MONDO “SMART” CI FARA’ CONTENTI
E’ ancora difficile fare previsioni di lungo periodo, ma non è difficile credere che il mondo – forse tra dieci; presumibilmente tra venti anni – sarà completamente smart. Smart, quindi intelligenti, le infrastrutture, le case, la logistica, la salute e i trasporti. Con un gran risparmio di risorse, tempo ed energie e una maggiore flessibilità che, gioco forza, porterà a una maggiore facilità nell’esecuzione di attività e processi. Un miglioramento continuo nelle prestazioni professionali ma anche nella qualità della vita. Probabilmente saremo tutti più contenti.

LO IOT CI METTE A NUDO, MA DEVE GARANTIRE PRIVACY E SICUREZZA
Sabrina Sicari ha un approccio etico al lavoro, e non potrebbe essere diversamente. Sa che quando si ha a che fare con la raccolta dati – perché l’Internet Of Things, il grande contenitore di tutto ciò che permette di vivere smart, fa questo – non si deve scherzare. E infatti sostiene che «non si può pensare ad una diffusione di queste tecnologie senza tutelare l’integrità dei dati e la loro autenticazione. Tutto ciò che è contenuto nell’Iot ci mette a nudo, si deve diffondere ma deve anche essere fornito di quelle soluzioni che non intaccano la privacy degli utenti. Quindi queste tecnologie devono essere dotate di sistemi facilmente scalabili (non devono prevedere l’intervento di un addetto ai lavori quando si deve aggiungere o correggere qualcosa) e basarsi sull’interoperabilità delle tecnologie».

CONNESSI IN OGNI LUOGO, IN OGNI MOMENTO, CON QUALUNQUE OGGETTO
Detto questo, il seminario del 16 maggio ci porterà alla scoperta di un mondo dove gli oggetti di uso quotidiano, opportunamente equipaggiati, «diventano smart e sono in grado di garantire alle persone di essere connessi sempre, in ogni luogo, in ogni momento e con qualunque oggetto». Noioso? No, comodo. L’equipaggiamento di cui si parla è fatto da tanti sensori quante sono le applicazioni richieste: RFID (Radio-Frequency IDentification) e NFC (Near Field Communication), protocolli e standard come l’MQTT (Message Queue Telemetry Transport), il CoAP (Constrained Application Protocol), lo ZigBee o il 6LowPAN (IPv6 over Low-Power Wireless Personal Area Networks). E poi Bluetooth, Wi-Fi, reti cellulari.

L’ITALIA-ELEFANTE E LA PAURA DEL BLACKOUT
I servizi che se ne ottengono sono utili e personalizzabili: quest’ultima è un’altra parola magica che mette di buonumore. Un tratto del carattere di cui è dotata la ricercatrice dell’Insubria quando dice di pensare «a questa intervista: lei mi telefona da un dispositivo fisso in ufficio; io rispondo da un treno ad alta velocità: la comunicazione cellulare ha cambiato la nostra vita». Così farà l’Internet Of Things, «anche se con un approccio pachidermico al cambiamento. In Italia – incalza Sabrina Sicari – siamo così: non esiste il passaggio immediato stile switch off – switch on, come in altri Paesi, ma cambieremo». In meglio. Cavi, server, hardware: è remota la paura di un possibile blackout? «Potrebbe accadere, quindi bisogna attrezzarsi per prevenirlo con possibili back up. Però l’Internet Of Things è lanciato e all’Insubria stiamo ormai studiando le possibili connessioni tra Iot e blockchain oppure con il cloud computing. Anzi, al di sotto del cloud c’è il fog: e anche questo è un tema molto interessante».

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ISCRIZIONI AL SEMINARIO “SMART E CONNESSA: LA RIVOLUZIONE DIGITALE DEL SETTORE CASA”


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