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Variante 5, gli esperti ci spiegano perché semplifica la vita e il lavoro

dreamstime_xxl_109889767Le norme, se chiare e semplici, se fatte per agevolare e non per complicare, se aggiornate per aprire una porta sul futuro rappresentano un ulteriore strumento di lavoro da mettere nella propria “cassetta degli attrezzi”. La norma Cei 64-8, con un focus sulla Variante 5, non solo offre indicazioni precise a elettricisti, elettronici e antennisti ma punta anche ad agevolarli nel loro lavoro quotidiano.

Ne parliamo in occasione del seminario tecnico dal titolo “La nuova Variante 5 della norma Cei 64-8” –  lunedì 3 giugno, alle 18, nella sede di Gallarate in viale Milano 69 – organizzato da Confartigianato Imprese Varese.

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Cambia il mondo e cambia il modo in cui i professionisti del settore si devono misurare con le nuove richieste del mercato. I clienti sono più attenti, grazie alla rete si informano e confrontano materiali e prezzi, si fanno più diversificate e mirate le esigenze, si entra nel vivo di quell’innovazione tecnologica che trasforma un impianto in motore smart dell’intera abitazione.

Gabriele Cova è alla testa del Cova Group Technologies con sede a Besano insieme a papà Giuseppe e al fratello Umberto. Una realtà importante che ha dato un’accelerazione al proprio business attraverso i servizi riguardanti la sicurezza. E’ lui a dire che la norma Cei 64-8 «è stata recepita in modo positivo proprio dagli installatori elettrici perché rende il lavoro quotidiano più agevole e semplice. Inoltre, con il capitolo dedicato all’installazione delle colonnine per la ricerca delle macchine elettriche, offre uno sguardo su un presente in continua e veloce trasformazione». La prima riflessione che fa Gabriele è questa: «Gli impianti non sono più quelli di dieci anni fa, quindi è normale che la normativa si evolva. In ogni casa ormai c’è sempre più una forte componente tecnologica che interessa la domotica e gli impianti di sicurezza. Inoltre, non c’è più il punto luce o il punto presa. Quindi anche il capitolo che parla di Spd (gli scaricatori per la sovratensione) pone l’accento su un elemento critico che è bene tenere in debita considerazione. Quando in una casa ci sono apparecchiature di un certo livello, e di un certo valore, l’Spd è fortemente consigliato». Così come sono ben accette, dal mondo degli installatori elettrici, norme che siano in grado di «fissare qualche paletto nelle procedure e negli interventi – prosegue Gabriele Cova. D’altronde l’improvvisazione è un qualcosa di inconcepibile: inventarsi il lavoro è un rischio assurdo, e la norma Cei 64-8 (con la Variante 5) interviene a fare un po’ di ordine con regole condivise, aumentando la sicurezza degli impianti e delle persone».

Insomma la strada è tracciata e «l’aggiornamento è un altro strumento che deve accompagnare il lavoro di un installatore. Che, ormai, deve saper configurare porte sul rooter per l’accesso da remoto e, quindi, deve anche possedere qualche conoscenza base di informatica. E’ per questo che alla Cova ci consideriamo “installatori 2.0”. Con la norma Cei 64-8 si dà una spinta anche a questo concetto: ci si prepara per il futuro».

Fabrizio Rossi, co-titolare con Gabriele Tonani della Fast Impianti di Gallarate, condivide. Soprattutto per quanto riguarda la validità di norme come questa per il mondo degli elettricisti e degli elettronici: «Gli obblighi sono positivi per un imprenditore; la difficoltà sta, a volte, nel far percepire al cliente perché è bene spendere qualcosa in più per la sua sicurezza. Comunque sì: la Cei 64-8 va nella giusta direzione. Per esempio, a Gallarate, in una villetta mi è stato chiesto di installare la colonna per la carica dell’auto elettrica perché il proprietario ne avrebbe acquistata una. Senza dubbio questa norma apre le porte ad altri lavori che, fra pochi anni, per un installatore saranno all’ordine del giorno. Per il resto non è una norma da imparare a memoria: l’impresa affronta casi che sono diversissimi fra loro, e lavorare a stretto contatto con un progettista è sempre una buona cosa».

Fabio Bizzotto della Espress Service di Varese afferma, invece, che «con la Cei 64-8 sono nato, quindi la Variante 5, anche se non la conosco nel dettaglio, è un elemento in più che potrebbe far riflettere le imprese. D’altronde le nuove tecnologie sono entrate con forza nel mercato, e accanto ad alcune richieste di interventi standard, alcuni clienti si dirigono su impianti più complicati e con un occhio rivolto al futuro». Insomma, l’impronta che lascerà la Variante 5 sarà ben visibile da tutti i professionisti. E tutti la dovranno seguire, «anche quando si tratta, banalmente, di mettere mano ad un impianto già esistente. Per quanto ci riguarda – prosegue Fabio Bizzotto – le maggiori richieste che ci vengono rivolte sono quelle di rimettere a posto un impianto. Quindi il tema portante è quello delle dichiarazioni di rispondenza o di conformità. Nei piccoli cantieri, però, c’è ormai l’esigenza di intervenire sul domotico, sulla connessione da remoto, su impianti di videosorveglianza…».

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