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La “Ratti” a teatro: 150 di storia e storie del Luinese e della sua meccanica

carta-intestata-1922150 anni di filo e di metallo, di speranze e di sudore, di innovazione e intraprendenza, di amicizie, timori ed entusiasmi, di condivisione e fiducia nel lavoro e nello sviluppo. La rappresentazione teatrale “Fili, Trame, Legami” è teatro d’impresa allo stato più puro ma è anche un viaggio indietro nel tempo, una immersione nelle nervature di due secoli fondamentali per la nascita e lo sviluppo di una industria, quella del meccanotessile, che ha profondamente segnato il tessuto sociale ed economico del Luinese.

“Fili, Trame, Legami” ripercorre la storia dell’indimenticabile Ratti, nata nel 1869 dall’intuizione di un giovane originario di Canzo, Michele Ratti, figlio dell’imprenditore Eligio, cresciuta attraverso le innovazioni apportate dai figli e dai nipoti e sopravvissuta alla violentissima crisi del tessile grazie al coraggio e all’intraprendenza di un imprenditore di Montegrino Valtravaglia, Giovanni Locatelli, e dei suoi figli Stefano e Andrea, titolari della Minuteria di Grantola e, dal 2010, anche della Ratti Luino Srl.

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La vicenda umana degli uomini e delle donne della Ratti, delle loro famiglie e dei territori attraverso i quali si sono distesi i 150 anni del marchio, saliranno sul palco con Coopuf Teatro il 5 luglio negli spazi della Colonia Elioterapica di Germignaga (ore 21) grazie a una collaborazione nata tra l’associazione teatrale, Confartigianato Imprese Varese e Ratti Luino Srl.

Patrocinato dalle amministrazioni di Luino e Germignaga e dall’Università degli Studi dell’Insubria e realizzato grazie alla collaborazione del Centro di ricerca mass media e società e del Corso di laurea in storia e storie del mondo contemporaneo dell’ateneo di Varese e Como, lo spettacolo accompagnerà gli spettatori lungo le due strade della storia della Ratti: quella di Michele, e dei suoi eredi. E quella di Giovanni Locatelli e dei suoi figli. Tratteggiando, al contempo, persone, vicende e destini di coloro che attorno alla Ratti hanno lavorato e vissuto. Migliaia di persone: nonni, genitori, nipoti e pronipoti. Almeno quattro generazioni di vite intrecciate dal filo e dal metallo del meccanotessile e della filiera tessile.

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«Molti, in queste zone, possono ancora oggi dire di aver avuto un parente, un amico o un conoscente impiegato nella Ratti. Mio padre ha lavorato in Rattie io stesso prima del militare ero stato assunto lì» ricorda Giovanni Locatelli, che oggi guarda allo stabile dismesso di Luino dalla nuova sede di Cassano Valcuvia, dove la Ratti Luino Srl si è trasferita due anni dopo l’acquisizione, avvenuta nel 2010: «Fu una scelta non semplice, negli anni della grande crisi economica e dalla falcidia del settore tessile – prosegue Locatelli – Ma a quell’azienda mi legavano i ricordi, il lavoro (la Minuteria era un fornitore della Ratti) e tanti amici».

Molti di loro, oggi, sono ancora lì, appassionati più di prima, come Bruno Giovanelli – che rientrò in azienda dopo il passaggio di proprietà – e Renzo Fazio, che dalla Ratti non se ne è mai andato e che oggi della Ratti è anche lo storico, per capacità e per passione.

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Si devono a lui molti dei ricordi che l’azienda conserva, a cominciare dalla storia stessa dell’impresa e di quelle delle altre che un tempo la circondavano (un ottimo modo per ricordarle è il volume “Terra di seta” – Magazzeno Storico Verbanese). E che dire dell’intuizione di trasferire dalla Ratti alla Ratti Luino Srl il quadro di Sant’Onofrio, realizzato nel 1968 dal pittore Giacomo Prevosto e utilizzato come bozzetto per realizzare il mosaico tutt’ora visibile sul fronte dello stabilimento, nei pressi della rotatoria Ratti? Mosaici di ricordi che legano indissolubilmente una vicenda umana all’altra. Un legame indissolubile come quello con l’acqua, da sempre simbolo della Ratti (fu la Roggia Molinara di Voldomino ad azionare la prima officina di Michele a fine Ottocento) e che, insieme alla crisi, fu tra le cause delle sofferenze aziendali, a causa degli allagamenti del 1993 e del 2000 (quest’ultima provocò gravi danni ai reparti produttivi).

Teatro civile e racconto storico: in “Fili, Trame, Legami” si mescoleranno il palcoscenico, la ricostruzione e la testimonianza di ciò che è oggi il territorio sul quale Michele Ratti scelse di investire nel 1869 e, 141 anni dopo, decise di farlo anche Giovanni Locatelli. «In quei giorni febbrili, quando la fretta scandiva persino i secondi, non pensavo ad altro che a salvare quell’azienda, i suoi dipendenti e le loro famiglie. Solo questo era il pensiero. Solo dopo vennero gli altri e, per un po’, fu difficile dormire di notte…».

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Oggi la Ratti Luino Srl è solida. È ritornata a girare il mondo, come ai tempi della Michele Ratti. Se li ricorda bene quegli anni arrembanti e coraggio Eraldo Bordin, oggi ottantenne pensionato ma, nel 1965, giovane dipendente inviato in Pakistan per l’installazione di 60 torcitoi e rimasto lì bloccato a causa dello scoppio del secondo conflitto indo-pakistano. Per rientrare furono necessari 1300 chilometri percorsi con mezzi di fortuna, l’aiuto di un prete e tanto coraggio. Anche Giorgio Frattini è un ex dipendente e anche lui, che con la Ratti ha girato il globo, alla Ratti è rimasto legato al pari di Gabriele Brovelli, che in ufficio tecnico fu maestro di tanti e “costruttore” di macchine che hanno fatto la fortuna dell’impresa.

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Ci saranno anche i ricordi di Giovanni Locatelli, Renzo Fazio, Eraldo Bordin, Giorgio Frattini e Gabriele Brovelli venerdì 5 luglio a Germignaga in occasione della prima rappresentazione “Fili, Trame, Legami – 150 anni di impresa da Michele Ratti alla Ratti Luino srl”.

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