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Milano-Cortina 2026, è fatta: e anche le imprese diventano olimpiche

milano-cortina-2026-lapresse-o9skd5ay7ofoaydwin78ni6dt0hqq7quto8lql9l34La prima volta delle Olimpiadi in Lombardia: il Cio ha designato Milano-Cortina città ospitanti dei Giochi invernali del 2026. La candidatura italiana si è imposta a Losanna con 47 voti contro i 34 dell’unica altra pretendente, Stoccolma-Åre, convincendo i delegati del Comitato olimpico internazionale soprattutto, secondo quanto rivelato dal presidente del Cio Thomas Bach, grazie all’altissimo «consenso popolare», l’80% contro il 55% della candidatura svedese. L’annuncio è stato accolto da un urlo di esultanza in piazza Gae Aulenti, di fronte alla stazione Cadorna, dove era stato allestito un maxischermo per seguire il verdetto del Cio in diretta.

«Penso già ai grandi benefici che l’intera regione potrà avere da questo evento – la dichiarazione a caldo del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, protagonista insieme ad un altro varesino illustre, il sottosegretario allo sport Giancarlo Giorgetti, della sfida italiana – posti di lavoro, interventi infrastrutturali e sviluppo economico: tutti elementi che fanno parte del nostro Dna e che, con le Olimpiadi, troveranno la massima espressione non solo a Milano e in Valtellina, ma su tutto il territorio regionale».

Al di là dell’aspetto sportivo, infatti, la sfida olimpica può rappresentare una straordinaria opportunità di business e di rilancio del territorio lombardo, come già fu Expo 2015.

ee314d66-9650-11e9-986d-3e401cd86c32L’indotto del sogno olimpico del 2026 è stato già oggetto di diversi studi, utili a sostenere una candidatura che ha avuto un parto complesso.

Per l’Università Bocconi, la stima dell’indotto solo in Lombardia parla di introiti per quasi tre miliardi di euro, con un valore aggiunto di un miliardo e 200 milioni, a fronte di investimenti stimato in circa 868 milioni di euro, a cui si aggiungeranno costi operativi per 952 milioni. «Tutto sommato, un risultato molto positivo, che darà impulso a nuove opportunità di sviluppo, lavoro e rigenerazione ecologica del territorio, sia dove si svolgono i Giochi sia a livello nazionale» ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

L’Università La Sapienza di Roma invece ha stimato un ritorno pari a 2,7 euro ogni euro investito nell’organizzazione delle Olimpiadi: solo in Lombardia si prevedono investimenti per oltre 321 milioni di euro. Tra le eredità che il dossier identifica per la Lombardia, spiccano l’obiettivo di entrare nella top ten delle destinazioni turistiche europee entro il 2030 e la possibilità di attrarre opportunità di business e investimenti sul territorio, oltre che di incoraggiare l’innovazione e di offrire una vetrina promozionale impareggiabile per il meglio del Made in Italy nel mondo.

olimpiadi-cinque-cerchi-750x450Tra i settori che maggiormente potranno beneficiare dell’opportunità dei Giochi, secondo quanto riporta il dossier di candidatura, ci sono turismo, creatività e cultura, arte, design ed innovazione, ma anche salute e bellezza ed enogastronomico (in particolare in merito alla concessione delle licenze), oltre alla possibilità di promuovere nuovi modelli di sviluppo basati sul settore sportivo (che oggi vale circa il 3% del PIL italiano) e ai settori dell’edilizia e della manutenzione che saranno coinvolti principalmente nella fase di costruzione e adeguamento degli impianti che ospiteranno le gare olimpiche.

La provincia di Varese sarebbe in prima linea soprattutto grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale di Malpensa, che con Sea si è già “candidata” ad essere la porta d’accesso dei Giochi Olimpici per atleti, staff e turisti in arrivo in Italia (oltre un miliardo di euro di indotto previsto), come già accadde ai tempi di Expo 2015.

E nei piani in ottica 2026 si pensa già a potenziare le infrastrutture di collegamento tra Malpensa e Milano, ma anche tra Malpensa e la Valtellina, e a questo punto un’infrastruttura di cui si parla da anni come la Varese-Como-Lecco potrebbe non essere più un miraggio. Le ricadute potrebbero essere concrete anche grazie alla vocazione sportiva del nostro territorio: potrebbe esserci spazio per strutture di servizio per i team olimpici in arrivo a Milano, sul modello dello Hub della nazionale australiana di Gavirate e grazie alla presenza di un ente come la Varese Sport Commission. In questo senso, i progetti di rilancio di impianti come i due palaghiaccio di Varese (il “vecchio” Palalbani) e di Busto Arsizio (lo “scheletro” di Beata Giuliana ancora in attesa di essere completato) potrebbero trovare nuovo respiro, con la prospettiva di diventare il quartiergenerale di qualche nazionale impegnata nel torneo di hockey su ghiaccio che si disputerà nella nuova arena di Milano Santa Giulia.

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