Cerca:
Home Sponda “magra” a chi? Tutte le strade che portano al rilancio del Luinese

Sponda “magra” a chi? Tutte le strade che portano al rilancio del Luinese

1280px-ascona_to_isole_brissago_ferry#inchieste Con VareseNews continuiamo il viaggio alla scoperta dei luoghi del cambiamento e restiamo nel #luinese per capire quali reti potrebbero cambiare il destino del territorio. Cliccate QUI per consultare il resto dell’inchiesta.

Il Luinese cerca di connessioni: infrastrutture e progetti Interreg per scrollarsi di dosso il mito della “sponda magra” del Lago Maggiore.

A Luino il lago rappresenta ancora una notevole barriera fisica alla mobilità, visto che non offre le opportunità di navigazione con il trasporto pubblico che ha, ad esempio, Laveno Mombello, città che consegna una delle immagini più emblematiche del rapporto tra il Nord della Provincia di Varese e i suoi territori limitrofi, con i circa quattrocento studenti che tutte le mattine, via traghetto e in molti casi dopo aver raggiunto Laveno con il treno, attraversano il lago per arrivare ad Intra, dove ha sede l’istituto Cobianchi di Verbania con i suoi corsi ad indirizzo tecnologico e liceale.

TRASPORTO PUBBLICO INTEGRATO ITALIA-SVIZZERA
Anche il nuovo progetto Interreg Smisto, avviato all’inizio di quest’anno da Regione Lombardia con un budget di parte italiana di 1,7 milioni di euro (finalizzato a una «nuova programmazione integrata dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico tra Lombardia e Ticino» come spiega Silvia Volpato della Direzione generale Infrastrutture di Regione, ma anche a realizzare interventi per migliorare l’accessibilità e l’integrazione delle reti, nonché l’attrattività del servizio pubblico rispetto alla mobilità privata») si concentra soprattutto sul Ceresio e sul comparto tra Varese, Como e il Cantone, già oggetto dei programmi di pendolarismo sostenibile di Aiti, l’associazione delle industrie ticinesi, nell’ambito dei suoi progetti di mobility management.

«Il territorio del Nord della Provincia è stato abbandonato per tantissimi anni a livello infrastrutturale – ammette Marco Magrini, consigliere provinciale delegato alla viabilità e già presidente della Comunità Montana Valli del Verbano – Ora stiamo invertendo la tendenza, anche grazie alla sensibilità del presidente Emanuele Antonelli, per connettere le Comunità Montane alle reti di trasporto provinciali, realizzando le opere che sono necessarie. Strade ma anche piste ciclabili».

Un aiuto decisivo arriva dalle ricadute del progetto Alptransit, che con il potenziamento della linea ferroviaria offre alla zona del Luinese l’occasione di migliorare la viabilità, eliminando alcuni colli di bottiglia. «Abbiamo progetti molto ambiziosi e già finanziati, come i sottopassi di Luino e Laveno, l’eliminazione del passaggio a livello a Pino sul Lago Maggiore e la pista ciclabile tra Laveno e Gavirate, e altri da perfezionare, come la rotatoria tra Germignaga e Luino e la ciclabile tra Luino e Zenna».

DUE PROGETTI PER IL TURISMO E L’IMPRENDITORIALITA’
Infrastrutture che guardano verso Varese e Malpensa, mentre per gli assi di sviluppo verso il Verbano Cusio Ossola e il Locarnese, sono i progetti Interreg le occasioni per trasformare il Lago Maggiore
in un catalizzatore di opportunità, sia per il turismo che per il tessuto imprenditoriale. Ce ne sono in particolare due che vedono impegnate in partnership le Camera di Commercio del VCO e di Varese (con altri soggetti coinvolti, come Supsi), con oltre 2,2 milioni di euro di finanziamenti a disposizione.

Il primo, incentrato sul turismo, è Amalake (Amazing Maggiore) e ha l’obiettivo primario di «aumentare le presenze turistiche nella destinazione “Il Lago Maggiore, le sue valli, i suoi fiori” (Locarnese, VCO, Novara, Varese)», alla quale è già stato dedicato un sito web di promozione turistica dedicato ad eventi e booking. Amalake punta sul turismo green e “attivo” (sport e itinerari outdoor), con una penetrazione più incisiva sui mercati internazionali, in particolare quelli del Nord Europa.

Il secondo progetto Interreg, rivolto al mondo delle imprese e centrato sulla formazione, si chiama Transform: si propone di «sviluppare nell’area transfrontaliera una cultura imprenditoriale aperta, con maggiore propensione all’imprenditorialità», sulla base della convinzione che nel medio-lungo termine possa portare, da un lato, alla «nascita di imprese in grado di sopravvivere e crescere e un’elevata spinta all’innovazione», dall’altro che possa essere una «chiave importante per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese locali».

Un progetto che indirizza il suo intervento su tre livelli, puntando sulla formazione: aziende consolidate (per le quali a settembre partirà un corso di alta formazione rivolto ad imprenditori e manager); neo-imprese e/o autoimprenditori nei settori “tradizionali”; giovani e giovanissimi (in questo caso anche con la formazione all’imprenditorialità per i docenti delle scuole superiori). Insomma, c’è molta strada da fare, in tutti i sensi, ma forse finalmente la direzione di marcia è quella giusta.

TORNA SU