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Ti cerco ma non ti trovo: a Varese domanda e offerta di lavoro non si incontrano

report-cisl-sul-lavoroNon ci sono, ma in tanti li cercano. Il mercato del lavoro vive di sottili contraddizioni: domanda e offerta non sempre si incrociano e le scuole fanno fatica ad allinearsi alle leggi dell’economia reale. Eppure i giovani un posto lo potrebbero avere. A patto che i loro profili soddisfino le esigenze di un’imprenditoria chiamata a rispondere alle forti oscillazioni dei mercati. Oscillazioni che chiedono cambiamenti anche nelle competenze.

BENE I GIOVANI, MA IL GAP CON IL LIVELLO PRE-CRISI AUMENTA
Il serbatoio occupazionale delle piccole e medie imprese sta reagendo alla crisi e la ripresa avviata dal 2014 ha avuto effetti positivi sull’occupazione. Guardando al segmento dei giovani, quelli compresi tra i 15 e i 29 anni di età, il tasso di occupazione è del 30,8% (39,9% in Lombardia) con un aumento, in un anno, di 0,5 punti percentuali e di ben 2,5 punti se si prende come riferimento il 2014.

Però i risultati, seppur in parte confortanti, evidenziano ancora la sofferenza dettata dalla congiuntura negativa. Infatti, sebbene il tasso di occupazione sia il più alto degli ultimi sei anni, è decisamente lontano dal livello pre crisi, con un gap di ben 8,7 punti rispetto al 39,5%. Così, dal 2007 il gap tra il tasso di occupazione totale e il tasso under 30, pari a 19,1 punti percentuali, è in aumento e tocca il massimo di 27,7 punti nell’ultimo biennio.

LA DOMANDA NON MANCA, ANCHE A VARESE
Però la domanda non manca. A livello nazionale, ma anche regionale e locale, si assume ma non quanto si vorrebbe, perché a mancare sono quei profili che le aziende chiedono ma la scuola non sempre forma. La mappatura curata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, offre una panoramica esaustiva di quello che sta accadendo.

Anche in provincia di Varese, che tra le venti province con la quota più elevata di mismatch del mercato del lavoro (il disallineamento tra competenze possedute dai lavoratori e competenze domandate dai datori di lavoro) occupa la quindicesima posizione con il 30,9%. Bolzano presenta la percentuale più elevata – il 36,6% – mentre Perugia chiude la graduatoria con il 30,5%. Sul nostro territorio, nel 2018 erano stati previsti 61.230 nuovi inserimenti, ma 18.920 sono risultati di «difficile reperimento».

ICT, PROGETTISTI DI SOFTWARE MA ANCHE INSTALLATORI, MECCANICI E ELETTRICISTI
Se apriamo l’obiettivo sulla dimensione regionale, il discorso si fa ancora più chiaro: in Lombardia le assunzioni previste dalle imprese sono 665.930, di cui 186.060 sono di difficile reperimento, pari al 27,9% delle assunzioni totali, quota superiore di 2,7 punti alla media nazionale del 25,2%.

Nel dettaglio, le imprese cercano 22.950 persone nel campo del Digitale e dell’Ict (il 3,4% del totale) ma anche attrezzisti di macchine utensili e professioni assimilate con una difficoltà di reperimento del 64,3% delle assunzioni, analisti e progettisti di software con il 62,7%, installatori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici con il 51,6%, meccanici e montatori di macchinari industriali e assimilati con il 50,6%. Gli imprenditori vanno a caccia anche di operai macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali (47,4%), tecnici della vendita e della distribuzione (39,1%), conduttori di mezzi pesanti e camion (36,9%). Non mancano, in questa ricerca, anche chi ci sa fare nei rapporti con il mercato (36,1%) e gli acconciatori (33,8%). La figura che a livello lombardo sembra essere la più ricercata? Gli elettricisti nelle costruzioni civili, che registrano il 48,8%.

SIAMO SOLO A META’
Esaminando le assunzioni delle professioni più richieste a livello nazionale, si nota che per otto di queste – oltretutto di interesse per l’artigianato e le piccole e medie imprese – la metà delle assunzioni risulta difficile. All’appello mancano 13.830 analisti e progettisti di software (il mercato del lavoro ne potrebbe assorbire 21.880), 4.870 tecnici meccanici, 3.920 specialisti in saldatura elettrica, 19.580 attrezzisti di macchine utensili, 7.420 ingegneri energetici e meccanici, 6.620 saldatori e tagliatori a fiamma, 4.270 tecnici elettronici, 6.140 tecnici programmatori. Però si è al 50% del fabbisogno anche in altre figure professionali: sono 12.550 le assunzioni di difficile reperimento per la figura di operaio di macchine utensili automatiche, 7.120 per i disegnatori industriali, 7.520 per i falegnami e gli attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno.

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