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Fili, Trame, Legami: 150 anni di storia, più di 200 persone in festa con il teatro d’impresa

d15a8082Bella storia, quella della Ratti Luino. Bella nelle parole degli attori Michele Todisco e Andrea Minidio di Coopuf Teatro, che tra verità e slanci romanzeschi hanno costruito un ponte di emozioni – intrecciato di fili (non solo di seta) – tra quel fatidico 1869 (anno di fondazione dell’azienda da parte di Michele Ratti) e quel 2010 quando Giovanni Locatelli, con i figli Andrea e Stefano, salvano la Ratti da un sicuro fallimento.

Bello raccontare una storia di successi e sacrifici, in questo caso anche grazie all’attenzione di un appassionato di storia quale è Renzo Fazio, quando è il territorio sul quale nasce l’impresa ad ospitare uno storytelling così diverso e originale. Venerdì sera (5 luglio), di fronte alla ex Colonia Elioterapica di Germignaga, più di duecento spettatori curiosi si sono ritrovati per festeggiare i 150 anni di quella che è stata, ed è ancora oggi, una fra le più compiute espressioni di imprenditoria legata al proprio territorio: la Ratti Luino.

Quando si parla di meccanotessile e torcitoi, il nome di questa realtà ora con sede a Cassano Valcuvia, è sulle labbra di tutto il mondo. Una vera comunità nella quale la condivisione è nata molto prima della sharing economy. Condivisione non solo legata all’impegno quotidiano della produttività, ma anche alla creatività che ciascun collaboratore della Ratti sapeva infondere, e infonde ancora oggi, nel progettare e nel sentirsi parte di un qualcosa di unico. Partendo dall’acqua che muove i mulini e poi i primi telai, dal baco da seta che “invade” di gelsi il luinese, dalla lungimiranza di imprenditori che hanno contribuito alle grandi rivoluzioni industriali.

Confartigianato Imprese Varese, con l’Università dell’Insubria e Coopuf Teatro, non a caso hanno dato all’evento un titolo che abbraccia tutti, come fa il lago con il luinese: “Fili, Trame, Legami”.

Davide Galli, presidente dell’associazione varesina, dice che «se le imprese sono il filo, Confartigianato Varese è il tessitore. Da quello che siamo stati e che siamo tuttora, nascono i legami frutto del genio e delle intuizioni degli imprenditori. Ecco perché il significato di questo titolo: una storia di vicende umane, di uomini, delle loro famiglie e ovviamente di territorio». Storia di «affezioni che si moltiplicano anche qui, questa sera, grazie alle imprese che sanno fare comunità nel luogo in cui sono nate», sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Luino Alessandra Miglio; storie di un manifatturiero sul quale il sindaco di Germignaga, Marco Fazio, pone l’accento. Le trame e i legami da tessere, tutti insieme – associazioni di categoria, imprese, università, amministrazioni comunali – sono quelle che devono portare il territorio del luinese a riscoprire e sostenere nuovamente la grande tradizione delle aziende manifatturiere».

Le voci di chi ha lavorato per la Ratti – come Eraldo Bordin, Giorgio Frattini e Gabriele Brovelli – formano una trama che entra di diritto nella letteratura d’impresa. Quella di cui Giovanni Locatelli è un testimone entusiasta e inarrestabile: «Mi auguro che nel futuro della Ratti si possano perpetuare le soddisfazioni vissute da tutti noi in questi ultimi quattro anni. L’azienda è sana, cresce e vuole crescere. Certo non è mancato un briciolo di follia: in quel 2010 bisognava essere pazzi per ritirare un’azienda come quella ma saremmo stati altrettanto pazzi a non ritirarla». Pazzi a non dare una speranza a quei ventitré dipendenti pronti ad aggrapparsi ad una speranza sottile quasi quanto un filo di seta.

Non è solo una questione di tradizione ma anche di orgoglio, perché alla Ratti ci ha lavorato il padre di Giovanni Locatelli e ci ha lavorato lui stesso. Perché “La Minuteria” della famiglia Locatelli a Grantola, prossima a compiere cinquant’anni, della vecchia Ratti è sempre stata un fornitore.

«Un fornitore – si è detto nello spettacolo teatrale – che, salvando la Ratti, si è comprato il suo lavoro» fermando un declino che il territorio del luinese non vuole più conoscere. Un declino combattuto però dal coraggio e dalla voglia di rinascere. Quel coraggio che, ha detto il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese Mauro Colombo, «si ritrova in un linguaggio teatrale emozionale e coinvolgente, in grado di far emergere uno spaccato importante di questo territorio che da sempre ha, tra i suoi punti di forza, la manifattura». Ecco perché “Fili, Trame, Legami” non è stata solo un’occasione di festa – i 150 della Ratti – ma anche di riflessione sul futuro di un territorio messo in crisi dalla vicinanza della Svizzera e dalla mancanza di infrastrutture adeguate a combattere la competitività globale. A questo è servito il video presentato a Germignaga e realizzato dall’associazione: un racconto su ciò che erano le imprese un tempo e ciò che sono oggi. Sul passato di un territorio che vuole aprirsi sempre più al futuro rimarcando la sua identità imprenditoriale che il mondo gli riconosce.

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