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Il fashion italiano conquista il Canada

Flag of hanging pennants

L’Accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Canada (CETA), stipulato nel settembre 2017, ha avuto un riflesso importante sul settore fashion italiano.

Con l’introduzione del CETA, gli

  • articoli di abbigliamento e accessori di abbigliamento, non a maglia,
  • articoli di abbigliamento e accessori di abbigliamento, a maglia
  • e a altri manufatti tessili confezionati, indumenti indossati e articoli tessili usurati, stracci

hanno visto i dazi passare dal 18% ad essere completamente duty free, facendo registrare un aumento nell’export dell’intera industria tessile verso il Canada del +16,2% rispetto al 2017 e del +23% rispetto al 2016.

La quota italiana nel mercato canadese per quanto riguarda questa gamma di prodotti è passata dal 2.33% del 2017 al 2.61% del 2018, piazzandosi all’ottavo posto come principale partner commerciale nel settore del tessile e dell’abbigliamento.

Indumenti e Accessori di Abbigliamento, Diversi da Quelli a Maglia (HS 62)

Analizzando i dati disponibili del settore tessile forniti dall’Ufficio Nazionale di Statistica Canadese, gli articoli non a maglia hanno registrato i principali crolli durante la crisi globale del 2008-2009, con ripercussioni fino al 2010, ultimo anno di decrescita.

Con l’introduzione del CETA, l’esportazione di abbigliamento ha continuato a seguire un trend positivo facendo registrare da inizio anno un +14%, a riprova che l’eliminazione delle tariffe su tali prodotti sta contribuendo a far crescere notevolmente l’export italiano.

Articoli Abbigliamento e Accessori a Maglia (HS 61)

Spostando l’attenzione sugli articoli a maglia esportati dall’Italia in Canada, la variazione negativa si ha nel triennio, 2008-2010, quando per via della crisi si registra un calo negativo dell’export del -21%. Questo particolare segmento di mercato, dopo il 2010 è cresciuto fino a raggiungere una variazione percentuale del +213% dal 2010 al 2018.

Con l’azzeramento dei dazi nel settembre del 2017, il segmento a maglia è stato protagonista nel 2018 di un +24% rispetto all’anno precedente.

Abbigliamento in Ontario

I prodotti italiani trovano in generale un grande apprezzamento in Ontario e Québec, dove è più radicata la presenza della comunità italiana; nello specifico i prodotti d’abbigliamento a maglia e non a maglia importati nella soprannominata “provincia delle opportunità”, l’Ontario, dal 2011 al novembre 2018, hanno visto una crescita notevole, con le importazioni che hanno segnato un + 93%.

Da settembre 2017, con l’eliminazione dei dazi sugli articoli d’abbigliamento, l’Ontario ha registrato un + 15,3%, ulteriore segno di grande apprezzamento verso uno dei simboli della penisola italiana, con le importazioni di indumenti che sono state pari a $239,893,792 nel 2018.

L’andamento del mercato italiano trova poi riscontro nell’andamento del mercato dell’abbigliamento canadese in generale, mostrando come le entrate derivanti dall’abbigliamento in Canada siano in costante aumento dal 2015, con le famiglie canadesi che hanno aumentato la loro spesa in ambito fashion, e una previsione di spesa futura che secondo le stime di aprile 2018, dovrebbe attestarsi sul +6% nel 2021.

Il canale attraverso cui i prodotti giungono al consumatore finale sta subendo una notevole alterazione, con il canale online che continua a crescere a ritmi sostenuti, con una previsione di crescita del +47% nel 2021, nonostante ciò è però importante considerare come l’offline, rappresentato dai bricks and mortar continui a giocare ancora un ruolo fondamentale nella distribuzione verso il consumatore finale, rappresentando circa l’80% delle vendite.

Il Canada rappresenta dunque una grande opportunità tra i mercati più distanti per l’Italia, non solo per l’azzeramento dei dazi doganali ma anche per il grande appezzamento e percezione verso il made in Italy, rendendolo dunque un paese favorevole per l’export italiano.

Fonte: Icco Italian Chamber of Commerce Ontario

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