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Marchionne: l'”ultimo imperatore” dell’automotive

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MARCHIONNE/ E la caduta degli dei nel mondo automotive
A un anno dalla morte di Sergio Marchionne è stato detto tutto o quasi…
Per noi resterà, comunque e sempre, “il dono di Dio agli azionisti del settore automotive” come lo aveva definito un analista del settore, l’uomo simbolo di un periodo in cui era ancora possibile riuscire a risanare un’azienda automobilistica che era stata a lungo trascurata ed era sull’orlo del fallimento. È stato il personaggio più funambolico degli anni d’oro del settore automotive, durante il quale per avere successo bastava azzeccare un modello, una linea della carrozzeria, gestire bene una fabbrica e cercare di aprire nuovi mercati. Oggi non è più così. Oggi è tutto molto più complicato. E, forse, anche Marchionne sarebbe in difficoltà…
Dalla scomparsa del manager italocanadese sono usciti di scena altri tre mostri sacri del settore: Rupert Stadler, il ceo di Audi da otto anni, Carlos Goshn, al vertice di Renault e Nissan da quasi venti, e Dieter Zetsche, l’uomo con i baffoni, numero uno di Daimler…Se non temessimo di esagerare potremmo parlare di “Caduta degli dei”, ma sta di fatto che tra i manager al vertice dei grandi costruttori europei sopravvive solo il numero uno di Psa, Carlos Tavares. Tutti gli altri sono out…Il panorama che hanno di fronte i loro sostituti è di quelli che fanno tremare i polsi. Le case automobilistiche devono investire sulle auto elettriche sapendo che solo una piccola parte dei loro clienti è disposta a comprarle…
Fare auto elettriche ha bisogno di meno manodopera e ci saranno decine di migliaia di licenziamenti. La ricerca sulla guida autonoma drena risorse e ha prospettive per lo meno incerte, ma non si può rischiare di restare indietro. Il car sharing e i servizi di mobilità non hanno mai fatto un euro di guadagno dovunque, ma bisogna investirci perché sono, forse, il futuro. Guai a lasciare i motori a combustione interna perché anche tra vent’anni alimenteranno almeno la metà delle auto vendute nel mondo…Brexit, dazi americani, calo della crescita cinese…Il lavoro dei nuovi “imperatori” non sarà per niente facile.

Franco Oppedisano – www.ilsussidiario.net

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