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Home Da Salvini per parlare di Flat Tax. E di Irpef, infrastrutture, lavoro, credito……

Da Salvini per parlare di Flat Tax. E di Irpef, infrastrutture, lavoro, credito……

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OGGI, 40 SIGLE SI CONFRONTERANNO CON SALVINI. E NON SOLO SULLA FLAT TAX
Il tavolo sarà “apparecchiato” a dovere per discutere dei piatti forti di questi ultimi mesi da inserire, o meno, nel menù (politico ed economico) italiano: da un lato il rebus che dovrebbe portare alla sterilizzazione delle clausole Iva per 23 miliardi di euro e, dall’altro, l’adozione di una nuova forma di flat tax. Tavolo al quale oggi siederà, su invito di Matteo Salvini, un numero non trascurabile di invitati dai quali raccogliere riflessioni, commenti, consigli e con i quali, dice il ministro degli Interni, «preparare la manovra insieme». In tutto, 40 sigle tra le quali anche Confartigianato Imprese. Una chiamata ad una responsabilità comune che segue quella «giornata di ascolto, confronto e proposta» che si era tenuta nei primi giorni di luglio tra le parti sociali e il governo. La flat tax, però, terrà banco perché – scrive il quotidiano La Repubblica – «oggi, in Italia, l’aliquota media Irperf è di poco superiore al 20%. Una flat tax al 15% causerebbe una perdita di gettito non trascurabile (circa 15 miliardi, secondo alcune stime), incrinando il finanziamento welfare». Il punto sta tutto qui. Scrive “La Prealpina”: «Gli 80 euro di Renzi saranno con ogni probabilità una fonte da cui attingere 10-11 miliardi di euro (quanto meno anche solo trasformando il bonus da voce di spesa a riduzione fiscale). Ma, se come circolato in questi giorni, si volessero ridurre le aliquote da 5 a 3, cercando di favorire la classe media, di miliardi se ne dovrebbero trovare almeno altri tre». Sul fatto che la flat tax possa, o meno, essere una “soluzione” realizzabile, se ne discuterà. Anche perché le famose 3 aliquote, come ricorda ancora “La Repubblica”, potrebbero rivelarsi un «azzardo. L’aliquota al 15% interesserà i redditi fino ai 50mila euro con l’ipotesi di una al 38% al posto delle aliquote del 41 e 43%». Inoltre in fatto di “personalizzazioni fiscali”, scrive ancora il quotidiano, «ci sono in Italia 21 milioni di cittadini con reddito medio che pagano imposte elevate ma spesso non riescono ad accedere al welfare pubblico; chi ha invece redditi bassi può accedere gratuitamente al welfare. Chi è ricco può trarne solo benefici marginali e chi, infine, ha redditi medi vorrebbe riequilibrare la relazione tra costo e beneficio. La flat tax, potrà risolvere questo dilemma?». Sul tavolo, però, ci sarà anche altro. Lo sottolinea il Corriere della Sera: «Gli aiuti alle imprese, le infrastrutture, gli investimenti e il lavoro, una delle emergenze più urgenti per l’Italia. Perché saranno proprio le imprese a cercare rassicurazioni sul blocco dell’aumento dell’Iva e a ribadire anche il loro no al salario minimo per chiedere, invece, riduzioni dell’Irpef e maggiori incentivi».

NASCE AZIMUT CORPORATE CASH, CON GARANZIA CONFIDI SYSTEMA
Al confronto di oggi, con il ministro degli Interni, ci sarà anche l’Associazione Bancaria Italiana (Abi). Perché il tema del credito resta un problema da risolvere soprattutto per le micro, piccole e medie imprese. E’ l’ufficio studi dell’Abi, infatti, a segnalare che «ad aprile 2019 i prestiti alle aziende hanno segnato -o,6% su base annua». Il sistema bancocentrico regge a fatica, le Pmi chiedono interlocutori e strumenti veloci, snelli, vantaggiosi. Ritagliati su misura e che offrano boccate d’ossigeno importanti. Proprio guardando a queste esigenze, ConfidiSystema e Azimut Libera Impresa Sgr hanno dato il via ad una partnership con la quale presentare alla platea delle imprese «un fondo comune di investimento, l’Azimut Corporate Cash, che sostiene le piccole e medie imprese attraverso la sottoscrizione di obbligazioni a breve termine coperte al 100% dal Confidi», scrive il Corriere della Sera. Il fondo, proprio perché sperimentale, ha una dimensione ridotta di 50 milioni di euro. La selezione delle imprese sarà a cura del Confidi e, «tra i requisiti richiesti ci dovranno essere la stabilità economica e la pubblicazione dell’ultimo bilancio certificato. Una volta che la Pmi è ritenuta idonea può emettere delle obbligazioni con tagli da 250mila euro, 500mila fino ad arrivare ad un milione. La durata del fondo è fissata a 16 mesi». L’obiettivo è quello di «avvicinare risparmio ed economia reale» perché, commenta il direttore generale di Confidi Systema Andrea Bianchi, «negli ultimi anni le Pmi hanno visto evaporare centinaia di miliardi di finanziamenti».

IL FINTECH CRESCE: OCTOBER E IL SOCIAL LENDING
Se le banche non nascondono le loro preoccupazioni, il mondo fintech si dimostra più che mai reattivo. Ricorda il quotidiano “La Repubblica” che è stata proprio la Banca d’Italia, con il «Regional banking lending survey, pubblicato il 2 luglio su dati 2018, a dire che le banche italiane si stanno facendo più selettive con le imprese a causa di una percezione di maggiore rischio di indebolimento dell’attività economica». Le Pmi vanno alla ricerca di altre soluzioni. Se da un lato c’è Confidi Systema dall’altro c’è October, la piattaforma di social lending (i privati cittadini possono prestarsi a vicenda somme di denaro senza ricorrere alle banche) che con il Confidi collabora e che, finora, ha «erogato 320 milioni di euro di finanziamenti sostenendo un totale di 640 progetti, molti dei quali anche italiani», scrive il quotidiano “Il Giorno”. October dà una risposta certa alla domanda di finanziamento entro 48 ore, «e il prestito viene erogato in meno di una settimana». Le regioni più attive in fatto di progetti finanziati sono la Lombardia, la Toscana, l’Emilia-Romagna e il Veneto. I settori più interessati: l’alimentare, i trasporti, l’automotive, la metallurgia e la metalmeccanica».

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