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Home Cambia il Governo, la Finanza ringrazia. Ma sarà vera gloria?

Cambia il Governo, la Finanza ringrazia. Ma sarà vera gloria?

1886947_epa-ettore-ferrari-03-epa-ettore-ferrari_ls#rassegnastampa Più che l’affidamento dell’incarico a Giuseppe (o Giuseppi, come direbbe Trump…) Conte, la rassegna stampa di oggi ha come fulcro le reazioni finanziarie al tentativo di definizione del Governo giallorosso, con il rendimento del Btp a 10 anni scivolato nella giornata di ieri sotto l’1 per cento – per la prima volta nella storia della Repubblica, come ricorda il Sole 24 Ore – per poi attestarsi a quota 1,05.
Un segnale che evidenzia la fiducia dei Mercati nei confronti di un futuribile Governo meno ostile agli assetti dell’Eurozona e delle politiche di rispetto dei vincoli europei. E le buone notizie potrebbero non finire qui. Scrive il 24 Ore: «Secondo molti addetti ai lavori c’è ancora spazio per assistere a una discesa dei rendimenti dei Btp che a questo punto iniziano a essere attraenti, essendo l’Iralia l’unico porto dell’Eurozona dove attraccare se si vuole strappare un rendimento nominale positivo». Ossigeno per i bilanci dello Stato. Anche, e non solo per questo, l’analisi di Roberto Sambuco sul quotidiano economico rilancia cinque mosse per cogliere le opportunità di crescita dell’economia reale, a cominciare dalla necessità di recuperare capacità industriale, tecnologica e d’investimento. Un tema che non è solo italiano «e che richiede autorità europee meno inclini a un’austerità ragionieristica».
A dare una spinta positiva al Paese potrebbe essere anche il rilancio di Impresa 4.0, che l’asse M5S-Pd sarebbe pronto a riesumare dalla cristallizzazione degli ultimi 14 mesi. Il Pd, si legge tra le indiscrezioni di oggi, «punta al consolidamento degli incentivi fiscali del superammortamento e dell’iperammortamento, ricalibrati in chiave green, magari con un meccanismo premiale a favore delle riconversione ecologica dei processi produttivi».
Nell’agenda biancorossa (ammesso che si trovi la quadra sui ministeri e sugli eventuali tecnici da posizionare nei ruoli chiave), anche il taglio dei parlamentari, la correzione dei decreti sicurezza, la revisione delle concessioni e la richiesta di maggiore flessibilità a Bruxelles.
Dalla “visione a medio-termine”, alla stretta quotidianità, è Italia Oggi a incalzare su un tema bollente per le aziende: gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), per i quali scendono in campo i Garanti dei contribuenti che insistono per la disapplicazione, almeno per l’anno in corso, degli eredi degli studi di settore. Ed è muro contro muro con il ministero dell’Economia mentre il 30 settembre, data di scadenza dei pagamenti dei soggetti ai quali si applicano i nuovi indicatori, si avvicina…
Intanto, sulla Prealpina c’è di che riflettere guardando alle performance finalmente adeguate di Malpensa, che nel mese in corso che ha segnato la chiusura di Linate, ha registrato una media di 130mila passeggeri al giorno (più di mezzo milione nei fine settimana) ed è tornato tema di confronto per la viabilità e le connessioni, ancora inadeguate a ridare allo scalo quel ruolo, anche cargo, che Sea sta faticosamente cercando di restituire alla brughiera.
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