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Cosa vendere in Svizzera? Ecco i prodotti italiani da esportare

italia-svizzera-1La Svizzera è un paese vicino, ma non va commesso l’errore di considerarlo facilmente abbordabile. Per le imprese italiane è decisiva un’attenta selezione dei prodotti da esportare nel territorio elvetico e occorre scegliere bene con quali prodotti cercare una prima penetrazione nel mercato.

Food, moda, arredo

I prodotti alimentari e le bevande alcooliche italiane sono in Svizzera ben conosciuti e apprezzati. Infatti, sono ben presenti in tutte le maggiori catene di supermercati elvetici, anche se in misura differente.

La moda italiana riveste un ruolo di importanza primaria in Svizzera, e la si trova nella maggior parte dei negozi e catene di abbigliamento del Paese, accompagnata dalle calzature Made in Italy.

Lo stesso apprezzamento concreto c’è anche per i mobili di artigianato italiano.

Va ricordato che anche i sistemi industriali e i macchinar italiani, specialmente quelli per l’imballaggio, trovano in Svizzera ottimo spazio.

Le tendenze del commercio

Il commercio al dettaglio in Svizzera ammonta a circa 80 miliardi di SFr. (prezzi al dettaglio), di cui ca. il 45 % è ricoperto dal settore alimentare e delle bevande, mentre il 55 % da tutti gli altri prodotti.

Negli ultimi vent’anni il commercio al dettaglio in Svizzera è stato caratterizzato da un forte processo di concentrazione. Un fenomeno da attribuire a due principali motivi:

  • pur essendo un mercato molto ricco non bisogna dimenticare che la Svizzera ha “solo” poco più di 7 milioni di abitanti;
  • specificità della popolazione (quattro lingue nazionali ufficiali) e del territorio (gran parte della superficie è collocata nella zona alpina e prealpina) affrontabili solo da operatori di certe dimensioni (in termini di fatturato) con competitività sia a livello di prezzi che di qualità.

Dove e come si consuma

Cosa influenza qualità e quantità del consumo locale? A livello sociale vanno analizzati tre fenomeni importanti:

  • il tasso dei “singles” ha registrato un forte incremento;
  • la funzione della “casalinga” ha subìto dei sensibili mutamenti; soprattutto nei centri e nelle agglomerazioni il tasso delle donne che si dedicano esclusivamente alla casa è diminuito notevolmente;
  • la domanda locale è diventata sempre più internazionale.

Sono questi gli elementi che hanno stimolato i più forti cambiamenti del sistema distributivo svizzero.

Il commercio al dettaglio specializzato ha infatti perso quote di mercato a favore della grande distribuzione, che in molti casi è in grado di garantire:

  • un’offerta di prodotti di elevatissima qualità,
  • un assortimento molto vasto,
  • e una politica prezzi altamente concorrenziale.

In tal senso sarebbe sbagliato paragonare la grande distribuzione svizzera e le varie categorie distributive al sistema distributivo in Italia: per esempio, diversi grandi magazzini sono in grado di offrire prodotti di marca che in Italia si ottengono esclusivamente presso il commercio al dettaglio.

Questo discorso però non vale solo per il settore dell’abbigliamento e delle calzature, ma in generale anche per la grande distribuzione alimentare o per altri settori.

Oltre alla Migros e alla Coop vi sono altre catene in grado di garantire un elevato numero di punti vendita (Denner, Spar, Usego ecc.), e la loro importanza a livello nazionale, se paragonata al fatturato di questi ultimi, è limitata e testimonia la difficoltà di guadagnare quote in un mercato consolidato e con incrementi annui molto ridotti.

Questa concentrazione poi non favorisce l’avvento di nuovi fornitori esteri, che, se intenzionati ad assumere un ruolo di primo piano sul mercato svizzero, non possono che fare riferimento ai due leader del mercato.

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