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Emergenza emigrazione: i giovani stanno scappando a gambe levate dall’Italia

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Giulia parla tre lingue e lavora con la cooperazione in Africa, ha acquisito una notevole esperienza, aspira a un ruolo in un organismo internazionale come il suo amico Claudio. Federico fa il maestro di nuoto a Berlino da due anni: aveva lavoro anche qui in Italia, al Nord, ma lì lo pagano meglio e lo portano in palmo di mano, quando è arrivato “der Italienische trainer” hanno fatto persino un articolo sul giornale di quartiere. Carla e Fabiana vivono ancora a Roma ma a settembre si sposteranno a Tel Aviv, Israele: giocano a pallavolo, gli hanno offerto un ottimo contratto con vitto e alloggio come benefit (qui avevano solo un modesto rimborso spese). E poi Gino, ricercatore a Londra da due anni. Francesco, tecnico delle luci in Svezia (a teatro, mi sembra di aver capito, ma anche per eventi di piazza). Carola, laureata in Medicina, con un incarico all’Università di Tirana. Di tutto il loro giro ne sono rimasti solo un paio in Italia, Rossella che fa l’ingegnere e ha vinto un bando di ricerca a Perugia, e Carola, troppo legata al fidanzato per spostarsi anche se qui non ha lavoro.
…I dati statistici confermati ieri dallo Svimez sull’emigrazione di massa degli italiani giovani e meno giovani parlano del Sud, che è la punta di diamante del fenomeno: in quindici anni, tra il 2002 e il 2017, se ne sono andati oltre due milioni di cittadini. Solo nel 2017 sono stati 132mila di cui la metà giovani e un terzo laureati. Sì, c’è qualcuno che rientra. Ci sono anche i nuovi residenti immigrati. Ma il saldo negativo tra partenze e arrivi resta impressionante: meno 70mila in un anno. …Gli ultimi dati dell’Aire tracciano una classifica rivelatrice: la prima regione per espatriati è la Lombardia, la seconda l’Emilia Romagna, la terza il Veneto. Seguono Sicilia e Puglia, in un’interessante inversione di tendenza rispetto alla secolare storia dell’emigrazione italiana.

…I Paesi europei più furbi si danno da fare da tempo per intercettare questi flussi. Non sono una leggenda i benefit offerti ai nostri infermieri in Gran Bretagna – alloggio, corsi di lingua, festivi pagati fino a 50 sterline l’ora – oppure in Germania, dove non solo ti assumono full time a tempo indeterminato ma ti danno pure un tutor per aprire il conto corrente e registrarti all’anagrafe. Nell’era dell’economia liquida e senza frontiere la concorrenza non riguarda solo le merci, i brevetti o la capacità di produzione, ma soprattutto gli uomini e l’accaparramento delle migliori energie

Flavia Perina – www.linkiesta.it

 

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