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Home #impreseinferie/2: ricarica d’agosto, ma ai tedeschi è difficile da spiegare…

#impreseinferie/2: ricarica d’agosto, ma ai tedeschi è difficile da spiegare…

isola-delba#impreseinferie/2 «Dopo maggio, giugno, luglio e qualche giorno in agosto siamo cotti a sufficienza». Angelo Candiani della Sistem Color apre la seconda puntata dell’inchiesta estiva di Confartigianato Imprese Varese dedicata alle ferie. Quelle dell’imprenditore, a volte brevi e spesso atipiche perché la calamita del lavoro trattiene e strapazza. Se da un lato l’imprenditore confessa la sua incontenibile voglia di lasciarsi alle spalle un altro anno intenso, dall’altro guarda alle vacanze come ad «un concetto che il pensiero non considera».

La Sistem Color ha chiuso il 10 agosto e riaprirà il 9 settembre: «Ci fermiamo per quattro settimane – prosegue l’imprenditore – ma per quanto mi riguarda sarò operativo fino alla settimana del 15». Poi, liberi tutti. Angelo Candiani partirà per l’Isola d’Elba, meta dei suoi ultimi quindici anni. Abitudinario, «perché moglie e figli adorano il mare. Io, invece, preferisco la montagna. Però mi diverto perché sono ciclista». Pedala, l’imprenditore di Busto Arsizio, e nuota, risponde al telefono, fissa appuntamenti: «Sono molto legato al lavoro e nelle tre settimane di chiusura raccolgo in media circa quindici contatti di potenziali clienti. E’ per questo che la Sistem Color potrebbe lavorare tranquillamente anche in agosto, ma non si fa…».

VAI A SPIEGARLO AI TEDESCHI!
siciliaNo, non si fa. Lo sa bene Umberto Negri della Argar Technology, che di questo “fermo agostiano” tutto italiano un po’ ne soffre: «Chi lavora nel tessile, come noi, dipende anche dalle tintorie che solitamente chiudono quattro settimane. Un problema, certo, ma vai a spiegarglielo ai tedeschi!». Chiusura di tre settimane, per la Argar, e dieci giorni di vacanza per l’imprenditore. Che quest’anno ha scelto, come località antistress, la Sicilia: «La zona di Ragusa mi manca, ma sull’isola ci sono già stato sei o sette volte. E mi sono sempre trovato benissimo in fatto di cordialità e ospitalità: vacanza enogastronomica ma anche culturale nella parte orientale, bassa dell’isola. La sua storia mi affascina». Incantato dalle narrazioni epiche, Umberto Negri, ma non stregato dalle mail: «Sono uno di quelli che da anni si sono dati una regola: quando finisco il lavoro in azienda, dove passo circa dieci ore al giorno davanti al computer, mail non ne voglio più leggere. Poi sappiamo che il piccolo imprenditore è fatto così, ma le vacanze servono per spegnere il cervello. E lo farò».

Spegnere è un verbo che nel vocabolario della piccola impresa trova ben poco spazio.

AL PC ANCHE IN VACANZA: NON SI POSSONO PERDERE I CLIENTI
Alla Mcg «non si dovrebbe mai chiudere perché i nostri clienti sono grossi e hanno uffici in tutto il mondo. Solitamente si fermano una sola settimana», fa sapere Elena Ghiringhelli. Ma in questa azienda di Jerago con Orago «è impossibile poter organizzare le ferie in modo scaglionato, così a doversi adeguare sono i nostri clienti». Intanto l’imprenditrice pensa al dopo. Alla Sicilia che l’attende con tutta la famiglia. Al barocco siciliano «che è stato rivalutato, e al mare». Pensa, Elena Ghiringhelli, anche al collegamento su Pc per accedere al gestionale che permette di inviare offerte ai potenziali clienti di tutto il mondo: «Non ci possiamo permettere di perdere occasioni che potrebbero rivelarsi importanti. Allora, ferie per modo di dire: gli imprenditori sono sempre accesi».

tevek-gizai-piramisok-182983Ma ogni tanto bisogna prendersi i propri spazi, seppur in agosto. Fanno sapere dalla Meccanica Marchioro che «quello è il mese delle famiglie: tutti sono a casa, così quest’anno abbiamo anticipato la chiusura al 2 agosto per poi riaprire il 27. Alcune grosse imprese per le quali lavoriamo si prendono una sola settimana, quella del 15, quindi ci siamo organizzati per poter pianificare meglio il lavoro e rispondere alle loro esigenze». Nel frattempo, si comincia a sognare: «Io andrò in Egitto», racconta Sabrina, «mentre mia sorella Alessandra ha scelto la Grecia. Quest’anno abbiamo fatto le brave, perché solitamente ci piace scegliere mete molto più lontane. Perché l’estero? Ci piace conoscere realtà diverse e spostarci. Probabilmente la distanza aiuta ad allontanare anche i problemi quotidiani. Poi l’occhiata alle mail la diamo ugualmente, ma senza stress» (2. continua).

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