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Home «Mi hanno dato del matto ma ho tirato dritto: nell’impresa ci devi credere»

«Mi hanno dato del matto ma ho tirato dritto: nell’impresa ci devi credere»

foto_crema_dipendenti_1Il successo di Antonio Crema ha un nome: Patrizia. Moglie, confidente, consigliera: «Continuava a ripetermi: ma perché non ci provi? Senza il suo incoraggiamento non ce l’avrei mai fatta». Antonio Crema è un uomo entusiasta del suo lavoro e della vita. Glielo leggi negli occhi e nel cadenzare della voce, senza pause: «Studiavo, poi il doposcuola lo passavo in un’azienda e dopo ancora giocavo a calcio. Mi piaceva il pallone: la carriera da calciatore non mi sarebbe dispiaciuta. Ma ho dovuto scegliere, ed eccomi qui».

GUARDA: CINQUE DOMANDE A CREMA E BARCA

AZIENDA-CASA O CASA-AZIENDA?
Con un obiettivo che, negli anni, non è mai cambiato: «Sì all’azienda ma anche alla casa a due passi, modello anni Settanta: sopra ci abiti, sotto ci lavori. Poi quando sono cresciuto come imprenditore, la prospettiva è cambiata: davanti la casa, dietro l’officina». Gli inizi? «Ero giovane, ma ho sempre creduto nella scuola (la cultura ti permette di capire e apprendere), nell’esperienza (la manualità) e nella fortuna. Poi mettici anche la salute, perché senza quella non combini niente».

METTERSI IN PROPRIO A 24 ANNI: IL VERO AZZARDO E’ LA FAME
Così Antonio Crema si è diplomato, ma nello stesso tempo ha aiutato suo padre nella piccola attività di produzione di scope in saggina e piumini. Prova e riprova, si ritrova ad acquisire quelle competenze tipiche di un rappresentante e di un commerciale: «Battevo a tappeto i mercati e i negozi. A volte andava bene, altre meno. Ma ero entusiasta, tutto un fermento. Una volta assunto alla C.M.B. Costruzioni Meccaniche Bonadei, ho fatto tesoro di quello che ho imparato».

Il giovane ventenne sa come muoversi: conosce i meccanismi che stanno alla base dell’impresa e quelli che regolano le relazioni fra persone. Ma un’azienda è tutt’altra cosa: «A 24 anni decido, ma con una domanda che mi batte in testa: sarò all’altezza? Sapevo che ci sarebbero stati alcuni problemi, ma ero fiducioso. D’altronde, il vero azzardo di chi si mette in proprio è la fame. Potersi permettere quello che gli altri hanno già».

MIA SUOCERA MI DIEDE DEL MATTO
Ad ogni domanda, Antonio Crema ha sempre risposto investendo: lo avrebbe voluto fare nell’azienda di papà; lo farà con la sua – oggi la Crema e Barca Srl – fondata a Voltorre alla fine degli anni Settanta. Sempre macchinari d’occasione: come punto di riferimento la Fiera Campionaria di Milano. L’acquisto della prima fresa la fa a suon di cambiali. Tante: «Ogni mese ne pagavo una da un milione di lire. La cifra che io e Patrizia ci portavamo a casa con i nostri stipendi, era di poco superiore. La prima macchina c’era, ora mancava la casa: io e mia moglie ne trovammo una piccola, piccola. Nei fine settimana mi trasformavo in muratore, idraulico, elettricista. La curai nei minimi dettagli, a tal punto che il prete del paese mi chiese se me l’avesse fatta un architetto. Il giorno vado in officina; una volta terminato il turno, e fino alle 21, lavoro per conto mio E investo: mia suocera mi diede del matto e non mi parlò per quaranta giorni».

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NOTTI IN BIANCO E POI IL SALTO
Lo «spirito di libertà dell’imprenditore», come lo definisce Antonio Crema, si paga: con la fatica, il morale che cola a picco e con «la pillola per la pressione, che negli anni si farà ballerina: lo stress». Il livello di guardia lo si supera in fretta: «Giravo per la provincia di Varese e suonavo i campanelli. Un giorno vedo una freccia con scritto Belli Fernando. Faccio inversione e mi presento. Lui mi dice: “Saresti in grado di fare questo lavoro?”. Non ci pensai due volte, ma con una fresa…Passo la notte in bianco, ma poi in un mese fioccano le commesse. Patrizia cura gli aspetti amministrativi e le compro un computer: investire, sempre».

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LE PASSIONI: LA FAMIGLIA AL PRIMO POSTO. E POI QUALCHE SORRISO
La scelta di lavorare a pochi passi da casa, non è casuale: «Con la famiglia vivo in piena armonia e ho avuto la fortuna di stare sempre al fianco di mio figlio Matteo. Per lui penso di essere stato un riferimento. Ricordo quando era piccolo e andavamo a pescare insieme. Una volta, al mare, abbiamo gettato l’ancora e preso cento sgombri: indimenticabile. Per anni ho praticato la fotografia, ho sciato, sono andato a funghi. Ora, invece, la sera ogni tanto vado in bicicletta e con Patrizia ci concediamo qualche viaggio nelle città d’arte».

«Siamo stati anche al Carnevale di Venezia: bellissimo. Matteo, che in azienda ci è sempre stato, dopo la laurea in Ingegneria gestionale ha deciso di lavorare al mio fianco. L’importante è essere obiettivi. Gli avevo detto, anni fa, che non mi sarei offeso se avesse trovato un bel posto: sono contento che abbia fatto questa scelta. In azienda? Sono un titolare severo ma cerco di essere anche cordiale: qui si passa più di otto ore al giorno, insieme. Se non fai qualche battuta, e sorridi, non ti passa più».

Crema e Barca Srl
Via campagna 40
21036 – Gemonio (Va)
info@meccanica-crema.it
www.meccanica-crema.it

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