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Sondaggi politici: ecco perché gli italiani premiano Salvini

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Lo dice l’istituto Winpoll: il partito di chi vuole il voto, sta crescendo. Il 72% degli elettori italiani vuole andare alle urne. Lo vuole l’86% degli elettori di Pd e FI, l’82% di chi vota Fratelli d’Italia e il 58% dei sostenitori della Lega. Non lo vogliono, ovviamente, i votanti del Movimento Cinque Stelle: l’88% di loro pensa che il governo Conte debba andare avanti. Una posizione che arriva in uno dei momenti più critici sotto il profilo dei consensi per il Movimento di Luigi Di Maio, che non va oltre il 14,8%, dopo aver perso quasi due punti percentuali rispetto alla rilevazione di Winpool del maggio scorso. Negli ultimi 60 giorni, invece, la Lega ha guadagnato quasi tre punti, passando dal 36,3% al 38,9% di oggi.
Ma perché gli italiani nelle intenzioni di voto premiano Matteo Salvini e penalizzano Luigi Di Maio? Lo spiega Rado Fonda, direttore di ricerca di Swg: «I grillini hanno avuto successo con una politica di forte opposizione, ma una volta al governo hanno dovuto affrontare la difficoltà del cambio di approccio. Ora hanno bisogno di riposizionarsi». La coerenza non è l’unico fattore che premia Salvini e la Lega. Al momento, infatti, non c’è nel panorama politico italiano «un leader forte che possa competere sul piano comunicativo con Salvini. Se nel M5S il ruolo di Luigi Di Maio è da tempo messo in discussione, nel Pd e in Forza Italia c’è un problema di leadership. Nel Partito Democratico, infatti, permangono litigiosità e incomprensioni nonostante la nuova guida di Nicola Zingaretti». Il Pd, stimato da Swg al 22 per cento, rimane, dunque «un partito percepito con una linea politica confusa, non chiara».
Il perenne scontro interno, in particolar modo con i renziani, non fa comprendere agli elettori se «il partito stia cambiando veramente rispetto agli anni precedenti». Anche Forza Italia, sprofondato al 6,5 per cento, paga la mancanza di chiarezza: «Con Berlusconi che ha lanciato un nuovo soggetto politico e sembra defilarsi sempre di più – conclude Fonda – e il partito diviso tra i due coordinatori Giovanni Toti e Mara Carfagna, gli elettori non riescono a comprendere più chi è che ha il controllo di Forza Italia»

Di Veronica Di Benedetto Montaccini – www.tpi.it

 

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