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Home #versoleferie/1: vacanza sì, ma col cellulare. L’impresa d’agosto chiude tutto tranne la mail

#versoleferie/1: vacanza sì, ma col cellulare. L’impresa d’agosto chiude tutto tranne la mail

bonif-1024x584#impreseinferie/1 William Shakespeare diceva che «se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare». Gli imprenditori che sono stati al gioco, partecipando a questa curiosa indagine di Confartigianato Imprese Varese, si direbbero d’accordo. Un’inchiesta leggera, dai toni estivi, che propone una serie di articoli da leggere sotto l’ombrellone, nelle aree di sosta che portano lontano, in riva a torrenti e fiumi. Magari con la canna da pesca in mano. Dopo tanto lavorare, fatto di frenesia quotidiana e imprevedibili richieste (da parte di clienti e fornitori), ci si prende un meritato riposo. Che riposo, nelle maggior parte dei casi, non è. Perché i pensieri della produzione non se ne vanno con la distanza che ci separa dalle oasi da sogno, ovunque esse siano. Però, seppur per pochi giorni, la parola d’ordine è “partire”. Staccare la spina e puntare, con le forze che restano, al ristoro della mente e del corpo. Un passo dietro l’altro tra le vette delle montagne o nella pigrizia più esagerata, culla del far-nulla-perché-è-bello-così, sotto il sole ad ascoltare lo sciabordio delle onde. Niente noia; pochi programmi.

Eleonora Mazzalovo è giovane e l’età gioca a suo favore: la Corsica. Se ne va, con la famiglia, nella patria di Napoleone Bonaparte. La Mem Srl di Castelseprio chiude per quindici giorni, «le ferie sono scaglionate per permettere ai clienti di avere sempre la giusta assistenza. E’ sempre meglio restare aperti, perché non si sa mai…». Ecco, la frase è detta. E ha un suo peso. Però Eleonora non vuole stress: in Corsica «sarà tutto on the road, girando e viaggiando. Non farò grandi cose; anzi ne farò ben poche. Camminerò il più possibile con il mio cane. Per qualche giorno, i problemi resteranno a casa». Non sempre si può fare, e ne sa qualcosa Fabio Tronconi della Codato Srl. «Eccome se ci andiamo, in ferie – dice l’imprenditore – Ci andiamo ma con cellulare e lettura delle mail, che è di default. Quando lavori con l’estero, con i tedeschi soprattutto, non puoi non farlo».

IL LAVORO NON SI PROGRAMMA PIU’
Però Fabio Tronconi è «voglioso» di lasciare la provincia di Varese, imbarcarsi e guardare la Terra dall’alto dall’oblò di un aereo. Se ne va all’estero, l’imprenditore di Cassano Magnago, per rilassarsi con un occhio al paesaggio e un altro allo schermo dello smartphone: «Non tutti chiudono in agosto e i messaggi arrivano: magari non rispondo, però mi tengo aggiornato. Se rispondo, rimbalzo il contatto al mio rientro». Perché il richiamo delle passioni è forte, per chiunque. Certo Fabio Tronconi non attende lo stacco estivo per poterle coltivare a modo, ma non c’è niente da fare: suonare la chitarra, ascoltare i tanto amati Pink Floyd e pescare, lo si fa meglio se ci si prende il tempo giusto.

In fatto di tempo, i camperisti sono insuperabili perché macinano chilometri in un “appartamentino su quattro ruote”. Si fermano quando e dove vogliono, girano e scoprono, sono i veri curiosi delle vacanze. Alla Torneria Ribolzi si chiude le due settimane centrali di agosto: «Questo è stato un anno abbastanza tranquillo sul fronte dei quantitativi – dice Ester, in azienda con il fratello Davide – ma sei ugualmente sotto pressione perché ormai il lavoro non si programma più». In questa “filiera della fretta”, dove non c’è tempo ma di tempo ce ne vorrebbe sempre di più, Ester porterà «i bimbi un po’ al mare e un po’ in montagna. Con il camper». Italia o estero? «In questi ultimi anni siamo sempre andati in Costa Azzurra e poi facciamo qualche giro in lungo e in largo per la Francia. Non fa per noi la prenotazione con mesi di anticipo».

DUE SETTIMANE ALL’ARIA APERTA
Insomma, si va all’avventura «lasciando a casa il pc e dimenticandosi delle mail: «Parto tranquilla perché so di aver fatto tutto quello che dovevo fare», dice serena l’imprenditrice di Cunardo. Che se durante l’anno deve rinunciare alla compagnia dei suoi bimbi «perché il lavoro non dà tregua, durante le ferie non ci pensa proprio: appena ti siedi vieni assalito, ma è giusto così». Allora spazio allo sport: la famiglia di Ester cammina, raggiunge i rifugi, vive all’aria aperta. E scopre la natura: «Bello! E’ quello che ci vuole».

Certo da un lato si parte e dall’altro Gianfranco Barban di B.Lab si chiede «come si fa a staccare completamente? Noi lavoriamo con tutto il mondo, e almeno una volta al giorno devi rispondere alle mail». Però c’è il camper, che per l’imprenditore di Gallarate è una gran comodità: «In queste tre settimane di chiusura me ne andrò in montagna. Sono sempre stato sulle Dolomiti; questa volta la meta è la Valle d’Aosta: tante camminate e qualche libro. D’altronde bisogna staccare per poter lavorare meglio dopo: le ferie si fanno per questo. Allora spazio all’avventura e, almeno in vacanza, al caso».

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